





Tuttavia anche negli USA ci sono tanti ricercatori che stanno al mcdonald a servire hamburger, perché anche negli USA il numero dei ricercatori che sforna l'università è ben maggiore del numero di ricercatori che effettivamente serve alle aziende e allo Stato. La differenza è che li le persone non sono state indottrinate a pensare "se il sistema non da ad ogni laureato un buon lavoro è colpa dello Stato", come qui in italia.
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- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


Mi sono proprio divertito. Grazie.
E adesso vi lascio alla vostra attività preferita:
ROTOLARVI NEL FANGO....
ostridicolo:




Non saprei aury, di travoni l'esperto sei tu.
Comunque a proposito dei "poveri ricercatori italiani sfruttati": tra le mie conoscenze nella vita ho incontrato due ricercatori, che per loro sincera ammissione, dichiaravano di prendere 1.400 euro al mese per non fare praticamente un cazzo: prendevano l'assegno dall'università solo per stare 20-25 ore alla settimana in università a fare delle rilevazioni di dati con degli strumenti appositi dell'università e inserire questi dati in modelli matematici standard... insomma un "lavoro" che -per loro sincera ammissione- poteva fare anche uno con la quinta elementare.
Questo è l'esempio di come tanti soldi della cosiddetta "ricerca scientifica", ovvero soldi dei contribuenti italiani, finiscono per essere buttati via in modo assolutamente improduttivo, solo per mantenere in modo parassitario alcune persone, solo perché alcuni coglioni pensano che i ricercatori vanno mantenuti perché poverini hanno studiato tanto...
ovviamente con questo non nego che ci sono anche dei ricercatori bravi che si fanno il culo e che sono pagati poco.
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Mah, per quel che mi riguarda gli studi hanno migliorato parecchio la mia vita. E sinceramente credo sempre meno alle lamentele dei miei coetanei che si trovano in difficoltà nel mondo del lavoro, non tanto perché quello che dicono sia falso, ma perché preferiscono lamentarsene piuttosto che pensare a modi per sfruttare la propria formazione per superare i problemi che ci sono.