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Discussione: Parliamo di futuro

  1. #1
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    Predefinito Parliamo di futuro

    Il dibattito politico in Italia è così scadente che di come sarà il mondo non si parla e, soprattutto, lo si ignora. E' noto che la tecnologia si svilupperà sempre di più e cambierà totalmente il mondo del lavoro. Il cambiamento sarà epocale e, come sempre è avvenuto in passato, nuovi "mestieri" sostituiranno vecchi mestieri. Nella transizione, però, molti di quelli che perderanno il lavoro non riusciranno a trovarne un altro. E, comunque, non è detto che un paese sia comunque attrezzato per "cavalcare" la rivoluzione tecnolgocia. Siamo attrezzati in Italia e in Europa per affrontare questo cambiamento? Ne abbiamo certo le potenzialità, ma al momento, direi proprio che la questione sta passando sotto silenzio. Anche gli Stati Uniti, comunque, stanno avendo forti difficoltà come mostra questo grafico:



    Come riporta, tra gli altri, thefrontpage, la tematica è ben sviluppata, pur tra mille polemiche, da due ricercatori del MIT, che hanno scritto un libro, Race against the machine, in cui si consiglia di non correre contro la macchina ma con la macchina.

    E di (riporto da thefrontpage) "investire in educazione, pagando di più gli insegnanti e rendendoli responsabili dell’apprendimento dei loro alunni. Si deve separare la fase di insegnamento dalla fase di verifica dell’imparato. E si devono aumentare le ore di studio. Seconda misura: importare studenti brillanti e farli rimanere a lavorare nel Paese. Insegnare l’imprenditorialità non solo nelle scuole di élite, ma dappertutto. Importare imprenditori, come fanno Canada e Brasile, ad esempio. Eliminare la mole di adempimenti burocratici per creare nuove aziende e nuovi lavori. Investire per migliorare le infrastrutture di comunicazioni e trasporti. Preservare la flessibilità del lavoro, resistendo alla tentazione di introdurre sempre nuove norme per regolare l’assunzione e il licenziamento dei lavoratori. Ridurre i sussidi, espliciti o impliciti, alle attività finanziarie, privilegiando industria e servizi. Riformare il sistema dei brevetti, diminuendo la loro durata. Ciò allo scopo di incoraggiare nuova ricerca e renderne possibile anche l’uso in nuove attività e/o in nuovi prodotti."

    Race Against The Machine

    Non correre contro le macchine | The Frontpage

  2. #2
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    Predefinito Re: Parliamo di futuro

    Letto con piacere.
    Ma Round, noi abbiamo tutte le risorse umane necessarie per affrontare il futuro?
    Non ti sembra che se ne buttino via a iosa?
    Ultima modifica di assurbanipal; 15-07-12 alle 22:58 Motivo: errore ortografico
    Riproviamoci.
    La Repubblica l'ho rispettata, ma non sono stato rispettato.
    Restauriamo la Monarchia.
    Voglio tornare a casa e se non ci fosse più una casa, beh la ricostruiremo.

  3. #3
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    Predefinito Re: Parliamo di futuro

    Citazione Originariamente Scritto da assurbanipal Visualizza Messaggio
    Letto con piacere.
    Ma Round, noi abbiamo tutte le risorse umane necessarie per affrontare il futuro?
    Non ti sembra che se ne buttino via a iosa?
    Secondo una ricerca, il 50% di tutto il sapere (concretizzato in qualche tecnologia/scienza ecc.) mondiale viene dall'Europa. E l'Italia ha contribuito tanto. Le risorse ci sarebbero. Ma se non si premia il merito, si disperdono. Il merito non si premia quando è irrilevante farlo, perché tanto il potere dà e il potere toglie. Quando il potere non può più dare/togliere, per contingenza o scelta dei cittadini, il merito torna ad essere importante.

  4. #4
    Can che abbaia morde
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    Predefinito Re: Parliamo di futuro

    Citazione Originariamente Scritto da roundmidnight Visualizza Messaggio
    Secondo una ricerca, il 50% di tutto il sapere (concretizzato in qualche tecnologia/scienza ecc.) mondiale viene dall'Europa. E l'Italia ha contribuito tanto. Le risorse ci sarebbero. Ma se non si premia il merito, si disperdono. Il merito non si premia quando è irrilevante farlo, perché tanto il potere dà e il potere toglie. Quando il potere non può più dare/togliere, per contingenza o scelta dei cittadini, il merito torna ad essere importante.
    Quando il potere non può più dare/togliere, per contingenza o scelta dei cittadini, il merito torna ad essere importante
    Dici bene.
    Riproviamoci.
    La Repubblica l'ho rispettata, ma non sono stato rispettato.
    Restauriamo la Monarchia.
    Voglio tornare a casa e se non ci fosse più una casa, beh la ricostruiremo.

  5. #5
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    Predefinito Re: Parliamo di futuro

    Citazione Originariamente Scritto da roundmidnight Visualizza Messaggio
    Secondo una ricerca, il 50% di tutto il sapere (concretizzato in qualche tecnologia/scienza ecc.) mondiale viene dall'Europa. E l'Italia ha contribuito tanto. Le risorse ci sarebbero. Ma se non si premia il merito, si disperdono. Il merito non si premia quando è irrilevante farlo, perché tanto il potere dà e il potere toglie. Quando il potere non può più dare/togliere, per contingenza o scelta dei cittadini, il merito torna ad essere importante.
    Fai conto che le imprese che si sono salvate da questa crisi hanno investito miliardi in ricerca. Se non sei il migliore nel tuo campo ci sarà sempre qualcuno con prezzi più bassi dei tuoi.

  6. #6
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    Predefinito Re: Parliamo di futuro

    Citazione Originariamente Scritto da mirkevicius Visualizza Messaggio
    Fai conto che le imprese che si sono salvate da questa crisi hanno investito miliardi in ricerca. Se non sei il migliore nel tuo campo ci sarà sempre qualcuno con prezzi più bassi dei tuoi.
    Non possono che essere innumerevoli i prodotti, i servizi, i business, non ancora creati/inventati/realizzati. Si tratta di avere università, centri di ricerca, territori, in cui germogliano idee. La guerra sul prezzo può avere esiti incerti, quella sulle idee no. Non è vendendo magliette a tre euro che si vincerà la sfida.

  7. #7
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    Predefinito Re: Parliamo di futuro

    Citazione Originariamente Scritto da roundmidnight Visualizza Messaggio
    Non possono che essere innumerevoli i prodotti, i servizi, i business, non ancora creati/inventati/realizzati. Si tratta di avere università, centri di ricerca, territori, in cui germogliano idee. La guerra sul prezzo può avere esiti incerti, quella sulle idee no. Non è vendendo magliette a tre euro che si vincerà la sfida.
    Le università le abbiamo solo che devono essere finanziate. Poi però i ricercatori che fine faranno? Noi abbiamo la famosa fantasia italica che ci dà un passo in più.

  8. #8
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    Predefinito Re: Parliamo di futuro

    Potremmo partire da una privatizzazione ragionata delle università italiane, risparmiando una parte dei trasferimenti e aumentando esponenzialmente il numero e la qualità delle borse di studio. Purtroppo l'università italiana è alienata dalla ricerca e dal merito, oltre che dalla comunità internazionale, guidata com'è da vecchi baroni senza spirito d'iniziativa.

  9. #9
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    Predefinito Re: Parliamo di futuro

    Rispondendo ad entrambi. Con l'attuale sistema, non c'è alcun interesse a prendere un giovane ricercatore, seppure mostruosamente bravo. L'università non ha incentivi ad averlo, tanto i soldi li prende comunque. Il barone conserva il suo posto. Lo studente, sinora, non aveva interesse a discernere bene tra sedi universitarie e, ovviamente, sceglieva quella più vicina o più comoda.

    Così, ora finanziamo, a pioggia e senza alcun riscontro, 100 sedi universitarie ed ogni nuova risorsa viene spalmata su troppe sedi, non apportando alcun beneficio.

    Bisogna ridurre e accentrare le sedi, creare centri di eccellenza, finanziare non più le sedi ma gli studenti meritevoli e mettere in concorrenza le università, consentendo di assumere senza concorso ma anche di licenziare in caso di non raggiungimento degli obiettivi.

    In quel modo, l'università ha tutto l'interesse a prendere un buon ricercatore. Perché quella sede avrà maggiori richieste, la ricerca migliorerà, gli studenti troveranno lavoro ecc.

  10. #10
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    Predefinito Re: Parliamo di futuro

    Citazione Originariamente Scritto da Catone Visualizza Messaggio
    Potremmo partire da una privatizzazione ragionata delle università italiane, risparmiando una parte dei trasferimenti e aumentando esponenzialmente il numero e la qualità delle borse di studio. Purtroppo l'università italiana è alienata dalla ricerca e dal merito, oltre che dalla comunità internazionale, guidata com'è da vecchi baroni senza spirito d'iniziativa.
    Nessuna privatizzazione.

 

 
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