



Ignorare l'effetto della cultura/società sulle percentuali riportate in vari punti del thread, tra risultati nelle materie scientifiche, premi Nobel, medaglie Fields e gare di magliette bagnate, non fa altro che dare allo stesso una maggior consistenza.
Penso converrete che la possibilità di porsi determinati obiettivi e la probabilità che un individuo scelga di farlo siano cose ben distinte: la nostra società potrà permettere ad una ragazza di iscriversi ad Ingegneria, ma vi sfido a dire che la spinga a farlo. Questo genere di condizionamento si riduce solo con un ampio lasso di tempo e/o eventuali eventi estemporanei che possano incrementare o diminuire l'appeal di una determinata attività, come quando un risultato sportivo di rilievo genera un "boom" di praticanti della disciplina di turno.
Che la realtà stia cambiando è un dato di fatto: i limiti e le difficoltà che una donna poteva avere 30 anni fa sono diminuiti, anche se troppo ci vorrà prima che scompaiano. Illudersi che le considerazioni fatte in questo thread a favore dei risultati conseguiti dagli uomini attestino una superiorità de facto è a mio parere un pò triste, a maggior ragione considerando il bias che permea sia i dati che l'analisi degli stessi.
Riguardo l'argomento "base" del thread, purtroppo devo dire che tendo ad associare automaticamente gli articoli su questi studi al gossip, soprattutto per come vengono utilizzati dagli organi di informazione: non riesco a capire il valore di una eventuale graduatoria di intelligenze in base a genere, razza, lunghezza del membro o dimensione delle mammelle, quando tali fattori risultano poi di minima importanza rispetto all'ambiente circostante ed alle vicissitudini di ognuno.
E poi, se davvero dovesse venir fuori che siamo geneticamente meno intelligenti, non me ne cruccerei granchè: da un lato perchè essere un 'underdog' l'ho sempre preferito, dall'altro perchè potrei mettermi l'anima in pace quando una discussione finisce con un non-sense, vuol dire che non c'arrivo e GG :sofico:


Comunque, ci sono più donne politicamente impegnate all'estrema sinistra che all'estrema destra perché i messaggi che la sinistra radicale propina sono concettualmente molto più facilmente comprensibili da una mente semplice. Cioé, vuoi mettere parlare di "pace, amore, libertà, tolleranza" o di "caste, corporativismo, esoterismo, teologia" con una donna? Capirà sicuramente molto più le prime piuttosto che le seconde.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).












Every woman adores a Fascist - Sylvia Plath
(è scontata, ma andava pur citata)
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


La donna più politicamente lucida che conosca è Simone Weil, che era un'anarchica utopicheggiante degna della peggiore femminilità in politica, ma questo paradossalmente le consentiva di scorgere nel socialismo la pura semplice brutale tirannia di un'élite (più o meno come Agostino smascherava il potere dietro alle farse legittimatrice comparandolo alla pirateria) quando ancora i suoi compagni maschi si illudevano di una dialettica progressiva
Ultima modifica di Troll; 19-07-12 alle 21:32