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Napolitano fa il pompiere e capisco anche le sue richieste, ma francamente il problema di fondo è sempre lo stesso. Ovvero che è impossibile dare coperture e legittimità politica ad un eversore strutturale della democrazia italiana.
Abbiamo già dato, da D'Alema a Veltroni che si sono illusi che "dialogando" con il nano il medesimo sarebbe diventato quantomeno "civile" o almeno avesse capito che cosa significa sia la democrazia sia il significato della legalità e delle istituzioni.
Semplicemente NON lo sa. O meglio, per lui lo stato è nè piu' nè meno una "azienda" da lui scalata, all'interno della quale non esiste l'"opposizione" se non in termini "sindacali" o di testimonianza o giu' di li' e tantomeno qualcosa che possa limitarne le azioni.
Di Pietro ne ha capito perfettamente la natura e fa benissimo a non dare alcun'appiglio a questi "dipendenti" qui che stanno "lavorando" su un'ottica che non ha nulla a che vedere con la gestione di uno stato, ma appunto sulla difesa di una lobby di tipo aziendale-affaristica-mafiosa, a tutti i livelli, da quello giudiziario a quello economico.