
Originariamente Scritto da
roundmidnight
L'articolo fa un po' di confusione. E non fa capire bene. Ciò che guida ogni investimento (ma anche ogni scelta familiare) è il rendimento. Ognuno, nella vita, sceglie ciò che gli è più conveniente o che gli fa spendere meno. Se uno può comprare una cosa spendendo meno, lo fa, andando al supermercato, comprando on line, ecc. ecc.
Così, quando, si investe, si fa un rapporto tra soldi investiti ed soldi ricevuti. Quel rapporto è un rendimento, che si esprime in percentuale. Se io domani compro BTP italiani a 10 anni so che riceverò un rendimento annuo del 6%. Più un investimento è rischioso più il rendimento sale e viceversa. Se compro titoli greci pretenderò sicuamente un rendimento più elevato. Al contrario se compro titoli tedeschi o di altro paese ritenuto affidabile.
Se io, invece, investo in un negozio o in un titolo azionario, voglio essere premiato (per il rischio maggiore che corro) con un rendimento maggiore.
Se io so che un negozio, mi rende, tolte le spese, 50.000 euro all'anno (al lordo delle tasse), non investirò certo, in quel negozio, un milione di euro. Semplicemente perché quell'investimento, assumendo utili costanti, mi rende il 5% all'anno, meno di un investimento in titoli di Stato italiani. Quindi, scelgo di comprare titoli di Stato e me ne sto a casa senza fare niente.
Se, invece, quel negozio rendesse 120.000 euro all'anno io investerei al 12% e se ne potrebbe parlare.
Poniamo, però, che io investa un milione di euro in un negozio che rende 120.000 euro all'anno ma io sono un imbecille totale. E gli anni successivi il negozio comincia a rendere sempre meno. Ecco, allora, che il valore di quel negozio comincia a scendere proporzionalmente.
Se dopo tre anni il negozio rende 50.000 all'anno, quel negozio varrà sicuramente meno di 850.000 euro, perché, secondo il ragionamento di prima, chi ha quella somma preferisce guadagnare 50.000 con i titoli di Stato senza fare nulla.
I mercati azionari si muovono secondo questa logica. Guardando, però, non solo gli utili passati ma soprattutto gli utili futuri. Se, a causa di quella specifica azione, del settore di riferimento, del quadro macroeconomico, si prevede che gli utili futuri caleranno, il titolo scenderà.
Al contrario, se si prevede che gli utili saliranno, anche il titolo salirà. Tutto questo non avviene in un secondo, ma, prima o poi, avviene.