I fuochi di Sant'Elmo
Sono detti fuochi fatui o, quando compaiono sulle navi, fuochi di Sant'Elmo. Si tratta di fiammelle vaganti di origine ignota fino a tempi vicini a noi, che diedero origine alle più svariate e contrastanti superstizioni.
Secondo alcuni, i fuochi fatui sarebbero stati anime dannate che avrebbero attirato i viandanti verso cimiteri, infide paludi, terre senza ritorno; secondo altri spiriti benigni, i quali avrebbero condotto i coraggiosi che avrebbero osato seguirli nella notte di Santa Walpurga (quella del 1° maggio, quando nel folklore tedesco ha luogo il sabba) in luoghi dove erano sepolti fantastici tesori.
Il fuoco di Sant'Elmo, protettore dei marinai (si tratta in verità di San Pedro Gonzales, confuso con Sant'Erasmo, vescovo siriano), ha ugualmente, nelle credenze popolari, due significati: stando ai navigatori che ebbero alla sua vista esperienze confortanti, esso porterebbe le imbarcazioni alla salvezza, secondo altri le faville elettriche che durante le tempeste coronano le alberature delle navi rappresenterebbero un cattivo presagio.
C'è chi fa nascere il fuoco di Sant'Elmo dai 'velieri fantasma'. Non dimentichiamo che quest'ultima leggenda è molto posteriore, ma proponiamo ai lettori la storia, a titolo di curiosità.
Nell'autunno del 1752 un vecchio tre alberi, il Palatine, lasciò l'Olanda alla volta del 'nuovo mondo', carico di emigranti. La destinazione doveva essere Filadelfia, dove però non giunse mai, a causa dell'ubriachezza cronica del capitano, del malcontento degli ufficiali e dell'indisciplina dell'equipaggio. Neik pressi delle coste della Nuova Inghilterra scoppiò un feroce alterco, il comandante venne buttato a mare e i suoi uomini, dopo aver fatto man bassa del denaro dei passeggeri, fuggirono sulle due uniche scialuppe di salvataggio. E il Palatine, in una notte tra Natale e Capodanno, si arenò sulla costa dell'isoletta di Block, a circa 18 chilometri da Long Island.
I pescatori di quel misero lembo di terra accolsero i passeggeri, saccheggiarono il tre alberi e lo incendiarono, risospingendolo in alto mare, dove sarebbe affondato.
Una donna rimasta a bordo, però (sempre secondo la leggenda), si sarebbe aggrappata al parapetto, chiedendo disperatamente aiuto, purtroppo non più in tempo per essere salvata.
Ebbene, ancora oggi c'è chi afferma di vedere, nella settimana di Natale, la sagoma di una nave in fiamme. E dalla cima dei suoi pennoni si sprigionerebbero strani bagliori.
Un altro racconto è dovuto al proprietario di un peschereccio di Long Island, che lo pubblicò sul periodico Scientific American, nel 1882, proponendo una spiegazione abbastanza plausibile del fenomeno.
"Durante un'uscita a pesca", egli riferì, "un mio uomo disse: 'Speriamo di non abbandonare il Capo!', riferendosi a Montank. Gli chiesi perché avesse pronunciato quella frase ed egli, dopo aver tergiversato, finì per rispondermi di aver visto al largo un veliero che navigava in silenzio nel pieno della notte.
Il marinaio venne deriso e il peschereccio gettò l'ancora nella Baia del Giardiniere, poche miglia a ovest dell'isola di Block. Ebbene, quella notte il capitano venne bruscamente svegliato dal suo secondo, che lo condusse sul ponte.
Scorsero un natante piuttosto grosso, una goletta che avanzava puntando direttamente verso noi. Io mi accostai ai due, gridando: ' Ohi, della goletta! Virate di bordo!', ma in un attimo le vele bianche furono su noi. Stavo per buttarmi in mare, quando, d'improvviso, il vascello sparì e il timoniere ci venne a chiedere se per caso non avevamo le traveggole.
Ebbene, giurerei di aver visto l'Olandese Volante!".
Una settimana dopo, l'episodio si ripetè e, con una decisione improvvisa, il capitano ordinò di seguire il 'fantasma' e dichiarò in seguito: "Così come sono certo di essere vivo, vi assicuro che non avere mai fatto una pesca tanto abbondante. E penso che la luminscenza bianca fosse data in realtà non dalle vele di un'imbarcazione, ma dalla fosforescenza di un immenso banco di pesci che, muovendosi in una massa compatta, possono certo produrre tale effetto".
Il professor W. E. Ganong condusse un'inchiesta sul caso, e i risultati furono pubblicati sul periodico della Società storica nazionale del New Brunswick. Dopo avere attentamente esaminato i fatti e interrogato parecchi attendibili testimoni, lo studioso pervenne a queste conclusioni:
1) Vengono sovente avvistate sul mare luci che sembrano misteriose, ma sono in realtà di natura fisica.
2) Esse si mostrano in ogni stagione, ma soprattutto in inverno e in estate.
3) Tali appariznioni, in genere, precedono le tempeste.
4) La maggior parte di esse ha forma grossolanamente emisferica, con la parte piatta quasi poggiata sull'acqua. Talvolta brillano semplicemente, senza cambiare aspetto, talvolta si sollevano in leggere colonne che ai marinai possono sembrare vele spiegate.
(continua)




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