

Ultima modifica di Ada De Santis; 07-08-12 alle 18:25
_Non rinnegare e non restaurare__
Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
L'invidia ha due bocche; con una sputa miele , con l'altra sputa veleno e fiele![]()


Assolutamente d'accordo, ma mi sembrava giusto rimarcare la posizione di una delle più grandi eminenze dell'SPD a quanti qui sopra difendono le politiche d'austerity come fossero la nuova frontiera dogmatica della sinistra.
Ebbene a loro ricordo che questo è semplice liberismo spinto dalla follia di un paese (la Germania) guidato da una classe dirigente (governo Merkel) che guarda solo alle prossime elezioni e ignora la catastrofe verso la quale sta portando e impelagando l'intero continente.
L'uomo è nato libero ma ovunque è in catene




Siamo al ridicolo più totale.
"Monti è europeista e noi abbiamo bisogno di una linea europeista anche se su come svolgerla io ho idee diverse". Pier Luigi Bersani a Uno Mattina assicura che una volta al governo la politica non cambierebbe rispetto a quella fatta da Mario Monti. "Sull'asse fondamentale ci siamo", spiega il segretario del Pd. "Il problema di fondo dell'Europa è che non c'è abbastanza solidarietà, i paesi più forti pensano che si stanno facendo regali a quelli per deboli. L'Italia paga i suoi problemi irrisolti ma viene usata come leva per ribaltare l'euro".
"C'e' molta polemica su una frase, forse poteva essere detta meglio. Ma sospetto che questa indignazione nasconda un piccolo imbarazzo: in quell'intervista Monti ricorda che per noi la Germania non ha dato un euro, che dallo spread sui tassi dei titoli di Stato la Germania sta guadagnando".
Rainews24.it
Ora, per quanto non abbia un particolare feeling verso Bersani qui dice il vero. l'Italia ha fatto i suoi debiti ma li ha sempre pagati, e ora con gli interessi al 6% (fatti lievitare proprio da una banca tedesca) la Germania si prende ulteriori, sostanziose fette della nostra ricchezza.
Sembra ci stia facendo l'elemosina, invece non solo non ci ha dato e non ci dà un bel niente, al contrario siamo noi che stiamo restituendo tutto con un margine extra grazie alle manovre in borsa della Bundesbank di cui dicevo sopra. paghiamo oltre il dovuto, sinceramente anche le lezioncine (ma de che?) di questi mercanti proprio non si possono accettare.
Senza dignità, davvero.
Ultima modifica di Betelgeuse; 07-08-12 alle 18:40
Con le ali, al buio e nel silenzio da te io volerei.




"Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)


Ah ah, ragazzi... siete stati presi in contropiede dal vostro stesso Vate.
Vittorio Feltri oggi non solo dice che non ce l'ha con la Merkel, ma che la rimpiange (!) e che l'incazzatura dei tedeschi contro gli italiani è legittima (!!)
Non odiamo la Merkel ma il disgraziato euro
Non esiste in Europa un Paese che apprezzi la moneta unica, nemmeno la Germania (rimpiange il marco), eppure nessuno si decide a rifiutarla
Vittorio Feltri - Mar, 07/08/2012 - 15:00
In tempi di Giochi olimpici è normale, direi fisiologico, che riaffiori un pizzico di nazionalismo negli animi dei tifosi, specialmente i più ingenui e/o i più primitivi. Non è il caso di allarmarsi. Anche perché i veri esagitati ci sembrano gli inglesi che, in teoria, cioè secondo un luogo comune, dovrebbero essere flemmatici, freddi. Banalità che, però, hanno un peso nell'opinione pubblica.
Forse lo sport è rimasto l'unico campo in cui è lecito lasciarsi andare all'amor patrio. Quando invece Mario Monti, di sicuro in buona fede, afferma che in Italia «crescono sentimenti antitedeschi», sbaglia valutazione: probabilmente prende sul serio qualche battutaccia che, proprio perché tale, passando di bocca in bocca si è trasformata in slogan finalizzato a strappare un sorriso e non a concimare il seme dell'odio. Ci mancherebbe.
È un fatto che Angela Merkel fu definita da Silvio Berlusconi «culona», ed è altrettanto vero che noi del Giornale ci abbiamo scherzato su. Così come è innegabile che la stampa tedesca non perda occasione per sfotterci, talvolta in modo acido. Lo fa da sempre, ed è indimenticabile la copertina di Der Spiegel dedicata al terrorismo italico negli anni Settanta: un piatto di spaghetti con sopra una pistola. Ma non si possono scambiare alcune caricature (e barzellette) per sintesi di un pensiero politico. Farlo significa aver smarrito il senso della realtà.
Nessun italiano, immaginiamo, si ecciti per lo spread al punto da covare un forte livore per la tedescheria, in generale, e per la cancelliera, in particolare. Semmai, buona parte (la maggioranza) dei connazionali detesta l'euro che li ha impoveriti: è costato 1936 lire e non è servito - causa sciatteria dei governanti - a diminuire il debito pubblico, nonostante il calo vistoso degli interessi. D'altronde c'è un dato che inquieta: non esiste in Europa un Paese che apprezzi la moneta unica, nemmeno la Germania (rimpiange il marco), eppure nessuno si decide a rifiutarla. Perché? I popoli la subiscono considerandola imposta da una sorta di ordalia.Il terrore degli euroscettici è di essere tacciati di populismo. Essi si mimetizzano. Azzardano di rado commenti negativi; lanciano un sasso contro la Bce e subito nascondono la mano. Solamente i tedeschi hanno il coraggio di organizzarsi in partiti non catacombali, e una ragione c'è: sono contrari a essere tassati per consentire al Belpaese degli sciuponi di pagare un esercito di forestali sparso fra Sicilia e Calabria e di spendere soldi che non ha per finanziare un welfare ipertrofico.
La Merkel ne è consapevole e tiene il piede in due scarpe: cerca di assecondare Monti, che garantisce un minimo di serietà, nella gestione dell'Italia, e contestualmente tenta di non irritare i propri connazionali, per nulla favorevoli a versare denaro allo scopo di sostenere le pessime amministrazioni mediterranee.
Noi non abbiamo alcun sentimento antitedesco; piuttosto guardiamo a Berlino con invidia, perché è ricca, rigorosa, capace. Massì, diciamola senza tanti giri di parole: magari ce l'avessimo noi una Culona che risolva ogni problema. Un'altra breve riflessione. I veneti, i lombardi, l'intero Nord mugugnano da decenni perché obbligati a ripianare i passivi del Mezzogiorno. E non hanno torto. Non si capisce quindi perché dovrebbero aver torto i tognini a non voler fare la medesima cosa. Ciò precisato, è ovvio che non sono gli italiani a nutrire sentimenti antigermanici, ma sono i germanici a non sopportare gli italioti. Razzismo? Macché. Legittima aspirazione a non venirci in soccorso.
Non odiamo la Merkel ma il disgraziato euro - IlGiornale.it
Ultima modifica di Florian; 07-08-12 alle 20:41


Ecco i punti salienti dell'intervista di Monti:
«L'Italia ha dato aiuti alla Ue, ma non ne ha mai usufruito» ha detto Monti, spiegando che «il nostro debito pubblico quest'anno ha raggiunto il 123,4% del pil. Senza i contributi (per i fondi salva-Stati e i prestiti concessi ai Paesi in crisi) saremmo al 120,3%. Sono sicuro che la maggior parte dei tedeschi provino una simpatia istintiva per l'Italia, come anche gli italiani ammirano i tedeschi per le loro molte qualità. Ma ho l'impressione che la maggioranza dei tedeschi crede che l'Italia abbia già ricevuto aiuti finanziari dalla Germania o dall'Unione europea. Il che semplicemente non è vero. Non un solo euro ha ricevuto l'Italia».
A differenza delle banche italiane, gli istituti di credito francesi e tedeschi si sono avvantaggiati degli aiuti dei rispettivi governi concessi alla Grecia. «Considerato ciò non solo l'Italia non ha ottenuto aiuti, ma, se si considera il ritorno netto nel proprio Paese, ha dato più della Francia o della Germania».
«Gli alti tassi d'interesse che l'Italia deve pagare sui titoli di Stato sovvenzionano i bassi tassi tedeschi - ha detto il premier - Su tale condizione pesa sicuramente «il rischio di una frantumazione dell'Eurozona. Senza questo rischio i tassi d'interesse per i titoli di Stato tedeschi sarebbero anche un po' più alti».
Monti: arrivo al 2013 per salvare l'Italia La Germania sia pi flessibile preoccupa il risentimento anti-tedesco*-*Il Mattino
Con le ali, al buio e nel silenzio da te io volerei.


Feltri non odierà la Merkel, ma Sallusti e Belpietro sì. La gara a leccare il culo di B. è infinita e questa volta il buon Vittorio s'è fatto sorpassare.![]()


Betel leggi Feltri, leggi...![]()