Come disse Napoleone: "L'Oriente attende un uomo...".


Come disse Napoleone: "L'Oriente attende un uomo...".
Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 27-05-10 alle 23:22
Corpo sano in ambiente sano.
Chi avvelena una persona per vendetta viene condannato per veneficio.
Chi avvelena milioni di esseri umani per profitto viene onorato come capitano d'industria.


“Hai veduto” - mi chiese la guida - “come i cammelli muovono le orecchie impauriti? E quel branco di cavalli nella pianura che è rimasto immobile e attento? E le greggi, e le mandrie accasciate a terra? E gli uccelli che non volano, e i cani che hanno cessato di abbaiare? Così accade sempre quando il Re del Mondo nel suo palazzo sotto terra prega e scruta i destini di tutti i popoli e tutte le razze”.
Ferdinand Antoni Ossendowski
Bestie, Uomini e Dei (1923)
Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 27-05-10 alle 23:24


Il tanto atteso mai più ritornerà.
in Europa, in Asia apparirà
Uno della lega uscito del grande Ermete,
e su tutti i Re d'Oriente crescerà.
Nostradamus, X.75
Corpo sano in ambiente sano.
Chi avvelena una persona per vendetta viene condannato per veneficio.
Chi avvelena milioni di esseri umani per profitto viene onorato come capitano d'industria.


Siamo ormai consapevoli che quelle che asseriva Tucci al tempo in cui soggiornò ospite nel Potala pe una settimana, che non esiste un occidente e un oriente ma il grande continente dell'Eurasia. Giuseppe Tucci non solo arrivo molto prima dei tedeschi nel cuore del sacro Tibet ma conosceva i dialetti di quella regione e dopo dieci anni dall'impresa Neru gli consegno uno dei premi più ambiti della Grande India e volle che insegnasse storia delle religioni proprio dove l'induismo(tanto amato da Guenon) era ancora la religione dominante di quel Continente che è l'India. Giovanni Gentile spinse Giuseppe Tucci verso quelle imprese memorabili di sacro amore verso le alte terre dove dimorano gli Dei, quei luoghi oggi tanto martoriati, ma ancora carichi di grnde sacralità. Le città perdute , le città sotterranee esistono e sono ponti che uniscono le conoscenze di quello che noi uomini deviati dal nostro pensiero prammatico. Nell'Eurasia non esiste il comflitto fra il razzocinio e l'istinto, fra il pensiero magico e il prammatico, esiste l'uomo con tutto il suo bagagli culturale. Alla fine del XVI sec. il grande mongolo Akbar aveva esteso il suo potere anche sull’India, questo particolare mussulmano sunnita, discendente di Gengis Kan e di Tamerlano il Magnifico, si era convertito allo sciismo iraniano e aveva persino abbracciato alla più liberale delle sette: il sufismo. Era un uomo colto che aveva approfondito le religioni delle sue terre,
L'india è tutt'ora una grande fucina e il Re del Mondo sarà legato a quelle terre.


Anche san Agostino parlò di Agharti, senza scordare giust'appunto il regno del prete Gianni da non assimilare allo sviluppo che ebbe il nestiorianesimo.


Questa via del nestorianesimo e interessantissima. I nestoriani cacciati dopo il Concilio di Calcedonia 451 che bandiva anche i Monofisiti dal mediterraneo ritorna in Oriente, e si spinsero in India , Cina e Persia, persino alla corte di Gengis Kan, dove la "nuova "religione cristiana ebbe una sua diffusione . In Persia i seguaci di Nestorio fondarono un nuovo cristianesimo chiamato caldeo, che sarà molti secoli dopo reintegrato dal Vaticano. La mostra tenutasi a Venezia circa 15 anni fa sottolineò anche le affinità con certe tradizioni legate al Re del Mndo


Agarthi ed il destino del mondo
Se sul grande Atlante terrestre delle terre leggendarie e misteriose, si volessero indicare luoghi definiti dalle varie culture come Terre Sante, rimarrebbe ben poco spazio per la selvaggia urbanizzazione, simbolo della nostra “evoluzione”. Infatti tutti quei luoghi nei quali è stata identificata la Terra Santa per eccellenza sono distribuiti in maniera fitta sul globo. Tra questi possiamo ricordare l’elenco redatto dall’esoterista francese Renè Guènon nel suo “ Il Re del Mondo”: Atlantide, il Regno di Prete Gianni, il castello di Camelot, l'isola d'Avalon, il Montsalvat dei miti di Re Artù; l'omerica isola di Ogigia, la mitica isola di Thule; il monte Meru, il monte Olimpo, il monte Qafal.Lo spazio per la nostra urbanizzazione, in realtà, nasce dal fatto che solo pochi dei luoghi elencati sono fisicamente rintracciabili, mentre molti restano affidati all’immaginazione ed alla ricerca dell’uomo.
La cultura orientale offre il suo contributo, puntando il dito verso una regione definita regno di Agarthi ed alla sua capitale Shambalà.
Il nome Agarthi ( detto anche Aghartta o Agartha o Agharti) significa in sanscrito “l’inaccessibile” , ed è attribuita dalla religione brahaminica e dal tantra Kalachakra del buddhismo tibetano ad un’intera regione sotterranea dell’Asia, che si estende sotto il Deserto del Gobi( anche se il mito vuole che un rete di gallerie metta in comunicazione l’Agarthi con l’intero mondo).
Gli indù parlano di Aryavartha, terra d'origine dei Veda; i Cinesi di Hsi Tien, il Paradiso Occidentale di Hsi Wang Mu, la Madre Regale dell'Ovest; la setta cristiana russa dei vecchi credenti la chiamava Belovodye e i Kirghizi Janaidar: tratto comune a tutti questi miti è l’identificazione dell’Agarthi, come del luogo in cui si sia ritirata una primordiale mitica popolazione semidivina, ma perchè?
Prima di parlare di ciò, è bene accennare per ora alla capitale di questo regno, mitica quanto il regno stesso a causa di coloro che vi dimorano: Shambalà, “la Minore” o “la Citta degli Smeraldi”, sede del Re del mondo, dei saggi Guru e degli spiriti Pandita.
Il centro del Regno sotterraneo sorge sul principale incrocio delle correnti terrestri, o forse è esso stesso a generare questi fiumi di energia, che percorrono tutto il pianeta e si diffondono in superficie irraggiati dai megaliti. Agharti costituisce il mozzo, immobile e immutabile, della Dharma Chakra, la Ruota della vita e della legge della tradizione basate sul Karma, alla cui rotazione è legato il destino dei mortali. Essa esiste simultaneamente sia sul piano fisico, sia sul piano spirituale, e solo pochissimi Arhat (illuminati) hanno la possibilità di accedervi.
Per evitare che il male vi penetri, essa è tenuta isolata dal mondo della superficie da vibrazioni che offuscano la mente e rendono invisibili le porte di accesso. Esiste SECONDO LA LEGGENDA solo un popolo che è nato nelle profondità di Agharti e ora vive in superficie: è quello degli Zingari, che furono cacciati dal Regno sotterraneo, di cui conservano la memoria genetica – lo riprova il loro vagabondaggio senza fine, alla ricerca di una patria che non potranno mai rivedere – e certe facoltà magiche, come la capacità di predire il futuro e leggere la mano.
La popolazione dell’Agarthi, ma soprattutto di Shambalà rappresenta il vero mistero.Ossendowski riporta le parole di un Lama mongolo, secondo il quale il Paradesha (in sanscrito Paese supremo, da cui Paradiso ) fu fondato dal primo Guru (intermediario del volere divino) intorno all anno 380.000 a.C., e divenne sotterraneo circa seimila anni fa , nel 3102 a.C, all'inizio del Kali Yuga della tradizione indù (il termine significa Età Nera e designa il periodo in cui viviamo),. Per l'occultista Helena Blavatsky, Agharti (che lei chiama "La loggia bianca") è sorta sull'isola del Mar del Gobi dove, in tempi remotissimi, erano atterrati i Signori della Fiamma, semidèi provenienti da Venere. Dottrine esoteriche fanno risalire la sua fondazione addirittura a quindici milioni di anni fa e gli abitanti di Agharti proverrebbero dal continente di Gondwana; grazie alla misurazione delle maree effettuata per mezzo del Candelabro delle Ande, essi avevano compreso che una catastrofe stava per abbattersi sulla loro terra, e si erano rifugiati in vaste gallerie sotterranee illuminate da una luce particolare che fa germogliare le sementi, portando con sé il loro bagaglio di antichissime conoscenze.
Il Mago di Oz che regna sulla “Città degli Smeraldi” è chiamato dagli abitanti della superficie il Chakravarti ovvero“Il Re del Mondo”, mentre al suo popolo è noto come Brahmatma (colui che ha il potere di parlare con Dio). Egli regna per il periodo di un Manvatara, una delle quattordici ere da cui è composto un ciclo cosmico.
“ Vaivaswata, settimo e attuale Re del Mondo, è in comunione spiritale con tutti i Manu che hanno regnato prima di lui, tra cui il primo Brahmatma Swdyambhuva; di tanto in tanto” – racconta Ossendowski – “egli si reca nella Cripta del Tempio dove giace, in un sarcofago di pietra nera, il corpo imbalsamato del suo predecessore, per unire la sua mente a quella dei Manu del passato. La caverna è sempre oscura, ma quando vi penetra il Re del Mondo, le pareti si rigano di strisce di fuoco e dal coperchio del sarcofago si levano lingue di fiamme. Il Guru più anziano sta davanti a lui con il volto e il capo coperti; egli non si toglie mai il cappuccio, perché la sua testa è un cranio nudo in cui di vivo non ci sono che gli occhi e la lingua. Dal sarcofago cominciano a emanare i flussi diafani di una luce appena visibile: sono i pensieri del predecessore del Re, ed esprimono le volontà e i comandi di Dio.”
Tale racconto trova piena corrispondenza nelle credenze dei popoli della ceramica a solchi (gli Iperborei greci o anche I Tuata de Danaan dei celti), sulla reincarnazione dei sovrani e sulla trasmissione delle conoscenze.L’organizzazione dell città vede a capo il Brahmatma, il Mahatma (colui che conosce il futuro) e il Mahanga (colui che procura le cause affinchè gli avvenimenti si verifichino), I quali formano un’ ineffabile triade. Questa triade comanda il clero militarizzato, i templari Confederati dell’Agharti, il cui livello più elevato è il cosiddetto "consiglio circolare" formato da dodici iniziati( dodici come I segni dello zodiaco, come I cavalieri di Artù, come I pianeti del sistema solare…) . Di rado il sovrano esce dal suo regno: comparirà davanti a tutti soltanto quando il tempo sarà venuto di condurre tutti gli uomini buoni contro i cattivi( Buddha Maitreya), ma il tempo non è ancora venuto. Gli uomini più cattivi dell umanità non sono ancora nati.Renè Guenon definisce il Re del Mondo con il termine Manu (legislatore universale, mediatore tra l'uomo e la divinità), un altro attributo con cui, si ritrova, in forme diverse, presso tutte le antiche religioni.
Ad Agharti si dice che sia nata la religione unica, primordiale e perfetta dell "Età dell'Oro", in grado - per mezzo di pratiche mistiche - di porre l'uomo in totale comunione con Dio. In tempi remoti i Grandi Iniziati di Agharti vennero in superficie per predicare la loro religione; il Maestro Rama, che gli Indù considerano un avatar (incarnazione) del dio Vishnu, la diffuse dall'India fino al Nord Europa, dando origine alla civiltà Indo-Europea. L'antico legame con Agharti si può riscontrare linguisticamente nel termine "Asghard", la città di Odino e degli Dèi dei miti germanici.Per questo Adolf Hitler riteneva che i popoli nordici fossero i veri eredi spirituali del Regno Occulto e si fece promotore di spedizioni naziste per ritrovare il leggendario regno…ovviamente non gli fu permesso. Tutte le grandi religioni attuali traggono le loro origini dalla religione primordiale di Agharti, così come tutte le tradizioni particolari sono in fondo solo adattamenti della grande tradizione primordiale. Con l'aiuto e gli insegnamenti occulti dei Superiori Sconosciuti , potenti illuminati mescolati agli uomini della superficie, la tradizione originale di Agharti è stata portata avanti dalle Società esoteriche, organizzazioni mistiche composte da ristretti gruppi di iniziati. Renè Guenon fa tuttavia rilevare che, nel XIV secolo, ha cominciato a generarsi tra Agharti e l'Occidente una rottura che è divenuta definitiva intorno al 1650, quando i rappresentanti della Società esoterica dei Rosa+Croce lasciarono l'Europa per ritirarsi in AsiaIl Re del Mondo non è soltanto un capo religioso, ma regge anche i destini materiali del pianeta (l'unità tra il potere spirituale e quello temporale è simboleggiata nella figura del Re-Sacerdote Artù o della doppia figura del Cristo). Il Manu detta il corso della storia secondo un preciso andamento, difficilmente comprensibile e non necessariamente positivo secondo i nostri canoni, in accordo con un ineffabile piano divino. In Mission de l'Inde en Europe (1910), lo scrittore Saint-Yves d'Alveydre sostiene che” il Re del Mondo è il più alto esponente della Sinarchia, una sorta di Governo centrale di uomini di scienza, potentissimo e ramificato, i cui esponenti terreni (il Consiglio Europeo di Stati e il Consiglio Internazionale delle Chiese) ispirano e controllano i grandi moti politici o d'altro genere che segnano l'evoluzione del genere umano. Al sovrano non mancano i mezzi per eseguire la propria missione: quando lo desidera egli può infatti mettersi in comunione con il pensiero di tutti gli uomini che hanno influenza sul destino e la vita dell'umanità : Re, Zar, Khan, capi guerrieri, sacerdoti, scienziati. Egli conosce tutti i loro pensieri e i loro disegni; se questi sono graditi a Dio li asseconda, altrimenti li fa fallire”.
Tuttavia oggi è nata una secolare preoccupazione verso una “cospirazione Agarthi” che gestirebbe “umanamete” molte delle azioni criminali a danno dell’umanità…occidentale.
Per finire, vale la pena citare l’Agarthi in letteratura in testi di fantasia come “ Il Dio fumoso (The Smokey God or A Voyage to the Inner World, 1908), di Willis George Emerson, in cui l’Agarthi non è chiaramente citata, ma in cui si parla di un’entrata al regno dal Polo Nord, dalla quale non si discostano alcune teorie attuali.
Fonti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Agarthi
http://www.geocities.com/societathul...1/agarthi.html
http://www.edicolaweb.net/arca001a.html
Nibiru 2012 - Agarthi ed il destino del mondo
"Sarebbe anche simpatico, se non fosse nazista!" (Malandrina) :gluglu:
"Al di là dell'approvazione o disapprovazione altrui!" :gluglu:


Sapevo di diverse entrate non ricordo se fossero 7 in tutto, ho trovato un disegno:
La civiltà degli Etruschi era molto legata ai tunnel sotterranei, se non ricordo male e il lago di Bolsena era uno dei tanto accessi.
L’anima in evoluzione non è resa divina da ciò che fa, ma da ciò che si sforza di fare.
La grandezza non consiste tanto nel possedere forza quanto nel fare un uso saggio e divino di tale forza