

«La verità è che, se Berlusconi non fosse entrato in politica, se non avesse fondato Forza Italia, noi oggi saremo sotto un ponte o in galera con l'accusa di mafia. Col cavolo che portavamo a casa il proscioglimento nel Lodo Mondadori»


lo spread bund-btp., per la precisione, ha aperto il giorno 25 luglio a 541
il giorno prima delle dimissioni di berlusconi era a 456
mi spiace , ma il soccorso rosso al taroccatore tuo amichetto è un bel rattoppo peggiore del buco.
quasi cento punti di spread in più dopo cure da cavallo.
questo dimostra, caro il mio signore, quale montagna enorme di puttanate il taroccone che ha aperto questa discussione spari senza curarsi che qualcuno potrebbe andare a controllare le sue fandonie, sperando sempre nel boccalonismo cronico dei suoi amichetti sinistrati ( si sono bevuti anni di buco della serratura sulle mutande berlusconiane su novella3000-repubblica, vuoi che stiano a eccepire su quello che posto?)
ripeto, peccato,ma andrà meglio la prossima volta.
e nel frattempo il coniglio bagnato si è ben guardato dal ribattere, lasciando a voi il compito di paragli il deretano.
contenti voi, contenti tutti








L'economia italiana è sempre stata in difficoltà, a partire dagli anni '70. Sì il debito pubblico era bassissimo rispetto ad ora, ma ha iniziato a crescere quando Andreatta separò l'operatività della Banca d'Italia dal ministero del Tesoro (1981), e la Banca d'Italia non poté più acquistare i titoli di Stato nelle aste di collocamento, esponendo il prezzo e quindi i loro rendimenti alla domanda e all'offerta delle banche private. E infatti si arrivò appunto negli anni '80 ai rendimenti da me accennati. Il debito pubblico quindi non c'entrava come causa, ma il suo aumento ne fu la conseguenza. E infatti il rapporto debito/PIL passò dal 55% del 1980 al 95% del 1990. Gli anni '80 furono quindi decisivi. Dicono che Andreatta sia stato un ottimo economista. Io non lo so, non ne capisco, ma questi sono i fatti.
debito pubblico e inflazione non sono mai stati un vero problema per uno stato che ha una piena sovranità monetaria ed economica (una sua banca centrale di emissione, una moneta che abbia un tasso di cambio flessibile e modulabile con le altre valute estere, un solido tessuto produttivo e una corretta politica fiscale), mentre lo diventavano in una nazione come l’Italia di oggi che non ha più una sua banca centrale di riferimento (la BCE non può per statuto dare sostegno diretto agli stati dell’Unione Europea, mentre è molto più generosa nei confronti delle banche private, che paradossalmente sono diventate non solo più forti degli stati dal punto di vista economico ma anche più importanti delle nazioni in ambito strategico, perché se il fallimento di un intero stato europeo è tuttora ammissibile, vedi caso Grecia, non lo è quello di una qualsiasi banca che ho svolto male o in maniera superficiale il suo lavoro di investimento), non ha più una sua moneta ma è agganciata ad una valuta estera come l’euro ed è costretta a dipendere dai finanziamenti esterni per sopperire ai suoi comprensibili bisogni di liquidità.
TEMPESTA PERFETTA: DEBITO PUBBLICO E INFLAZIONE: DUE FANTASMI PER NASCONDERE LA FINE DELLA SOVRANITA’ MONETARIA
Io credo che non ci siano alternative: il mantenimento dell'euro deve portare necessariamente ad una unione politico-economica dell'Europa con un unico governo centrale e una banca centrale che ritorni a mantenere la sovranità monetaria dell'intera area. E non si tratta solo di Eurolandia: Ormai quasi tutte le altre monete europee sono legate all'euro, compresa la sterlina.
Ultima modifica di Roberto il Guiscardo; 22-08-12 alle 10:33




«La verità è che, se Berlusconi non fosse entrato in politica, se non avesse fondato Forza Italia, noi oggi saremo sotto un ponte o in galera con l'accusa di mafia. Col cavolo che portavamo a casa il proscioglimento nel Lodo Mondadori»


oggi lo spread a un certo punto aveva sfiorato quota 400 , ormai Monti è a un pelo così dall'abbattere il muro
Ultima modifica di diecistelle; 23-08-12 alle 00:19

