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Discussione: e se Tremonti...

  1. #31
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    Predefinito Re: e se Tremonti...

    Citazione Originariamente Scritto da MaIn Visualizza Messaggio
    ok però chi assume questa posizione critica, quale alternativa di voto ha? storace? grillo?
    non votare significa essere ininfluenti.
    poi chiaramente voto e sostegno politico attivo sono due cose molte diverse. la prima non comporta la seconda.
    Guarda,io seguo la politica da tempo..
    e ogni anno "elettorale" si presentano delle "alternative"
    dal rivvoluzzionario Bossi che a suo dire spaccava l'Italia in 3
    al falso pacifista Bertinotti che si dichiarava contro la missione in Albania
    e Serbia e poi votava i rifinanziamenti alle guerre irakene...
    In sintesi la prova del fuoco sta nel parlamerda,li votando
    si capisce chi è onesto e chi un cazzaro
    Grillo?Vedremo cosa farà appunto,per ora..
    ASTENSIONE.
    E meglio essere ininfluenti che partecipare ai giochi del sistema
    e ingrassare i politici mentre qui il 30% dei giovani è senza lavoro
    e assistiamo a un fenomeno che ha del grottesco: i genitori che mantengono
    i figli...a 40 anni suonati!
    Un tempo era il contrario..

  2. #32
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    Predefinito Re: e se Tremonti...

    secondo me, l'astensione è la peggiore della soluzione
    appunto perchè ininfluente, il politico si ingrasserà comunque.
    e finirà anche per non considerarti visto che sa che tu non gliela farai pagare in cabina elettorale(altro cosa se il numero di seggi dipendesse dalla percentuale dei votanti).
    secondo me, al gioco non si partecipa mettendo una crocetta sulla scheda. al gioco si partecipa se ci si scanna l'uno con gli altri per sostenere questo o quell'altro clan dell'elite cialtrona che ci governa. o facendo tessere quindi dando soldi.
    basta non farlo. sostenere il proprio gruppo culturale estraneo ai partiti istituzionali e poi andare a votare "da guastatore" o per obiettivo (io per esempio andrò a votare i verdi per le energie rinnovabili). magari un pcl di ferrando o un grillo o un qualsiasi altro.

    comunque... ognuno come vuole



    Citazione Originariamente Scritto da Nazionalistaeuropeo Visualizza Messaggio
    Guarda,io seguo la politica da tempo..
    e ogni anno "elettorale" si presentano delle "alternative"
    dal rivvoluzzionario Bossi che a suo dire spaccava l'Italia in 3
    al falso pacifista Bertinotti che si dichiarava contro la missione in Albania
    e Serbia e poi votava i rifinanziamenti alle guerre irakene...
    In sintesi la prova del fuoco sta nel parlamerda,li votando
    si capisce chi è onesto e chi un cazzaro
    Grillo?Vedremo cosa farà appunto,per ora..
    ASTENSIONE.
    E meglio essere ininfluenti che partecipare ai giochi del sistema
    e ingrassare i politici mentre qui il 30% dei giovani è senza lavoro
    e assistiamo a un fenomeno che ha del grottesco: i genitori che mantengono
    i figli...a 40 anni suonati!
    Un tempo era il contrario..

  3. #33
    Ghibellino
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    Predefinito Re: e se Tremonti...

    Al momento sono sicuramente per l'astensione. Non è detto, però, che per ragioni tattiche, creare ulteriori casini a questa merda di repubblichetta italiota, possa votare per qualche partito di "rottura". Certo se ci fosse un partito Socialista Nazionale lo voterei,ma non c'è.
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  4. #34
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    Predefinito Re: e se Tremonti...

    Citazione Originariamente Scritto da MaIn Visualizza Messaggio
    secondo me, l'astensione è la peggiore della soluzione
    appunto perchè ininfluente, il politico si ingrasserà comunque.
    e finirà anche per non considerarti visto che sa che tu non gliela farai pagare in cabina elettorale(altro cosa se il numero di seggi dipendesse dalla percentuale dei votanti).
    secondo me, al gioco non si partecipa mettendo una crocetta sulla scheda. al gioco si partecipa se ci si scanna l'uno con gli altri per sostenere questo o quell'altro clan dell'elite cialtrona che ci governa. o facendo tessere quindi dando soldi.
    basta non farlo. sostenere il proprio gruppo culturale estraneo ai partiti istituzionali e poi andare a votare "da guastatore" o per obiettivo (io per esempio andrò a votare i verdi per le energie rinnovabili). magari un pcl di ferrando o un grillo o un qualsiasi altro.

    comunque... ognuno come vuole
    NOOO...
    I "merdi" quando c'era il governo Prodi avevano promesso nella persona
    di Pecorario Scanio di ABOLIRE LA VIVISEZIONE.
    Cosa che poi non hanno fatto.
    Parole: quando si toccano gli interessi poi le suddette parole volano..
    come dicevano i romani.

  5. #35
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    Predefinito Re: e se Tremonti...

    Dimenticavo...astensione.

  6. #36
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    Predefinito Re: e se Tremonti...

    Io voterò Forza Nuova, sicuramente sarà un voto perso visto che il quorum non lo vedrà nemmeno col binocolo però lo farò giusto per dare un segnale di presenza nella speranza che in futuro le cose possano cambiare
    Al progetto di Tremonti posso guardare anche con simpatia ma penso non porterà nulla di concreto e di sicuro anche se dovesse fare realmente un partito non lo voterò sulla base di promesse che molto probabilmente finiranno disattese
    QUELLE VECCHIE STORIE ... ,ABBIAMO PROVE CERTE, SON FALSE E NON REALTÀ

  7. #37
    Ghibellino
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    Predefinito Re: e se Tremonti...

    Domenica 7 ottobre mattina (diciamo dopo le 10) a RICCIONE (Palazzo dei Congressi, Viale Virgilio, 17) presenterò il mio "MANIFESTO".
    Perché a Riccione? Perché mi sembrava giusto replicare l'esperienza fatta nei mesi passati con "Uscita di Sicurezza", una esperienza fatta andando in giro, città per città, Regione per Regione, fuori dai luoghi e dai rituali tipici della politica.
    Per questo comincio da Riccione, ma non mi fermo a Riccione: girerò per tutte le altre Regioni d'Italia.
    Il giorno prima e cioè sabato pomeriggio (diciamo dopo le 16), sempre nel Palazzo dei Congressi, inizierò la discussione con i tanti giovani della Romagna e delle Marche che ho già incontrato, con cui ho già discusso, cui devo molta gratitudine.
    Ed ecco dunque, qui a seguire, l'anticipazione del "MANIFESTO".


    Perché negli ultimi anni si parla solo di soldi?
    Perché negli ultimi anni hanno titolo per parlare solo quelli che i soldi li creano, li moltiplicano, li inventano, li concedono o li ritirano: finanzieri, tecnici, banchieri, i maghi del denaro?
    Senza essere eletti dal popolo, ma tra di loro cooptati od illuminati, benevoli o famelici, questi, dopo aver preso il controllo prima dei risparmi e poi delle tasse e della spesa pubblica, oggi dal popolo vogliono ancora di più. Vogliono che il popolo rinunci di fatto a fare sentire la sua voce. Non tanto vogliono che formalmente il popolo rinunci al voto, quanto che lo esprima nella forma muta dell'obbedienza a "diktat" che vengono da sopra e da fuori.
    In questo schema, come in tutte le autocrazie moderne, il popolo non deve "pensare": deve solo "capire"!
    Forse è l'opposto. Forse è chi "pensa" che non capisce la gravità di tutto questo: come è difficile rimettere il dentifricio nel tubetto, così è sbagliato pensare che si può sospendere la democrazia.... ma solo per un po'!
    Non può essere così. Perché la vita non è fatta solo dell'economia. Perché l'uomo non è né un automa economico, né una merce.
    Si sbaglia, se si pensa di poter risolvere con il denaro problemi che il denaro da solo non può risolvere!
    I valori che contano non sono solo quelli espressi dalle borse di Francoforte, di Londra, di New York o dell'Asia. Non tutti i valori sono indicati dallo "spread" o dal Mibtel o dal Nikkei.
    Non possiamo scambiare troppo a lungo l'avere con l'essere, i valori spirituali con le cose materiali.
    L'economia non può essere e non può andare troppo a lungo contro la società.
    Invece, è da anni che va così. Ed è anche per questo che stiamo andando indietro, verso forme rinnovate dell'antico feudalesimo, in specie verso un tipo nuovo di latifondo: il latifondo finanziario.

    Se qualcosa non va, e molto non va, in questo mondo, e non va neppure in Europa e non va in Italia, molto di questo dipende anche da noi, se restiamo schiavi, se stiamo zitti, se non reagiamo.
    "La colpa non è nelle stelle, è in noi, se restiamo schiavi" (così è scritto nel Giulio Cesare di Shakespeare).
    La colpa è anche della politica. L'antipolitica c'è infatti soprattutto perché non c'è la politica. Non solo in Italia.
    Perché è più o meno dappertutto che la politica si presenta ai cittadini come un supermercato con gli scaffali vuoti o pieni di merci scadute, avariate o peggio ancora tossiche.
    E' anche per questo che, in giro per l'Europa, non c'è solo sottomissione ma, come in preparazione di una sommossa, c'è un ribollire sotterraneo mosso tanto dal nichilismo tipico delle forze negative, quanto da spinte nuove e positive e creative.
    Spinte che emergono nella "rete" e che si sviluppano via "internet", da qui sfidando forme di potere e di pensiero finora consolidate, per distruggerle o per concretizzare nuove diverse forme della politica.
    E' così che più o meno dappertutto sta in specie crescendo la separazione tra governanti e pubblica opinione.
    Rabbia, indignazione, disillusione ci sono già e cresceranno soprattutto perché troppa politica vede e gestisce la crisi solo in termini economico-finanziari.
    Termini pensati da "elite" finanziarie, a loro volta ispirate od inquinate da vari costituiti poteri.
    La difficoltà che la gente incontra non sta tanto o solo nei deficit dei pubblici bilanci, e di riflesso nella più o meno feroce austerità per questi imposta, sta soprattutto nel deficit democratico, nel modo in cui l'austerità viene imposta: senza spiegazione, senza ragione, senza speranza, nell'interesse di terzi e non proprio.

    La serietà nei pubblici bilanci e la verità sui pubblici bilanci sono fuori discussione. Ma è proprio per questo che serve la democrazia. Ed è proprio per questo che davvero servono le elezioni, ed è proprio per questo che per le elezioni servono tanto una visione della società, quanto un programma concreto e dettagliato.
    Nel palazzo c'è troppa gente secondo cui economia e democrazia possono essere variabili indipendenti, troppi e troppo convinti, tutti questi, che ci può essere l'una senza l'altra.
    In specie troppo convinti dell'idea che, per salvare l'economia, si può e si deve più o meno elegantemente ridurre o addirittura sospendere la democrazia.
    O non votare o votare per finta, tanto tutto è già stato deciso da fuori, da sopra e da altri.
    In realtà è l'opposto: non ci può essere economia, senza democrazia, perché solo la democrazia può convincere e può legare le persone nella coesione sociale.
    Senza democrazia si hanno invece non solo il disordine ed il caos sociale, ma di riflesso ed in aggiunta anche il disordine ed il caos economico.
    Nei palazzi della finanza troppi vivono ancora come si viveva nella fase terminale dell'URSS: fino a che questa è crollata, nessuno si era accorto di niente!
    Non si vede, non si pensa che non c'è nessuna politica se non c'è una visione della società.
    Una visione che non sia solo economica o solo tecnica, ma anche generale e morale.
    L'economia non può stare od andare troppo a lungo contro la società.
    Non vanno bene né i programmi basati sui salassi "sanguisuga", né i programmi di rabbia e di odio, capaci di mettere gli uni contro gli altri.
    Oggi serve un programma largo, positivo e costruttivo.
    Il mercato va benissimo, ma a condizione che faccia solo il mercato e non pretenda di prendere il posto dello Stato.
    Devono esserci tutti e due insieme: il mercato ove possibile, lo Stato se necessario!
    E lo Stato è ancora necessario, ed a fianco dello Stato è necessario tutto ciò che nella società è comunitario, a partire dal volontariato. Tutti e due, Stato e ciò che è comunitario e volontario sono ancora necessari per i troppi che ormai nella vecchiaia non vedono più pace e sicurezza, come una volta, ma angoscia, ansia, disperazione per sé e per il futuro dei loro figli. Un futuro che per la prima volta rischia di essere peggiore e non migliore.
    Lo Stato e tutto ciò che è comunitario e volontario sono ancora necessari per non dimenticare i giovani in cerca di lavoro, i cassintegrati, gli esodati, i coniugi abbandonati, le madri sole.
    E' questa la visione del mondo che dobbiamo inquadrare, prima di formulare un "MANIFESTO", idealmente scandito su due coppie di parole: lavoro e libertà, e poi avanti ma insieme.

    POST SCRIPTUM. Immagino che a questo punto qualcuno simpaticamente mi chiederà: "e tu dove eri, quando eri ministro?"
    Premesso che le idee sono giuste o sbagliate in sé, oggettivamente e non soggettivamente, rispondo comunque come segue:

    Primo: i documenti ufficiali che ho scritto da ministro, già a partire dal 2008, a partire dalla denuncia della truffa che si compiva con il cosiddetto "Financial Stability (?!) Board", a partire dalla opposta proposta di un "Global Legal Standard", etc. si trovano tutti allegati al mio libro "Uscita di Sicurezza". Credo che siano una prima buona risposta alla domanda.

    Secondo: la stessa domanda, su cosa finora è riuscito a fare contro l'enorme blocco del potere finanziario costituito, pur avendo un potere enormemente maggiore del mio, la dovreste fare al Presidente Obama!
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  8. #38
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    Predefinito Re: e se Tremonti...

    Citazione Originariamente Scritto da Controvento Visualizza Messaggio
    Io voterò Forza Nuova, sicuramente sarà un voto perso visto che il quorum non lo vedrà nemmeno col binocolo però lo farò giusto per dare un segnale di presenza nella speranza che in futuro le cose possano cambiare
    Al progetto di Tremonti posso guardare anche con simpatia ma penso non porterà nulla di concreto e di sicuro anche se dovesse fare realmente un partito non lo voterò sulla base di promesse che molto probabilmente finiranno disattese
    Se presenta liste nella mia zona sicuramente avranno il mio voto.
    Al momento Forza Nuova è la sola forza politica d'opposizione anche se continuerà ad avere percentuali bassissime non mi sembra ci siano alternative , nè Grillo nè tantomeno Tremonti che a mio modesto parere non porteranno assolutamente niente di nuovo alla politica italiana.

  9. #39
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  10. #40
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