



Il problema è che questa cultura generale dovrebbe essere già acquisita ed attestata con il diploma di maturità , mentre le competenze specifiche possono variare e sono quelle da testare per l'accesso al determinato corso di laurea.
Ma come sappiamo tante volte l'avere un diploma di scuola superiore non attesta il fatto che questa cultura generale di base l'abbiamo.
Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna


attualmente neanche un diploma di laurea attesta che uno sappia scrivere decentemente in italiano, purtroppo.
io non ho nessun problema personale con un dottore che non sappia il cinque maggio del manzoni, è ovvio che la cosa mi darebbe più fastidio nell'insegnante di lettere di mia figlia.
il discorso è che medicina, dove si fanno i test di ammissione, offre sbocchi lavorativi, lettere no.
uno che si iscrive a lettere può pure credere che leopardi sia un famoso esploratore africano....tanto con la sua laurea ci fa la birra. credo che se veramente vogliamo selezionare i futuri medici non dobbiamo selezionarli all'origine, ma durante il percorso.
come sarebbe logico.
è come alla maratona tutti si possono iscrivere poi farsi 25 km senza fermarsi è un altro discorso
veni vidi mici


Forse non hai letto i miei post precedenti , io sono per dei test attitudinali eventualmente il cui superamento sia propedeutico alla possibilità di fare alcuni esami specifici ed una selezione , eventualmente pesante e meglio se accentuata all'inizio , durante il percorso.
La matricola dai test sa che cosa l'aspetta , quali sono le sue lacune e se ne ha deve mettere in conto uno sforzo aggiuntivo oppure un ritardo iniziale.
Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna


no onestamente non mi sono letto tutto, cmq io ho fatto l'università molti anni fa e, quindi, non vi erano test. ovviamente nessuno, legalmente, impediva ad uno che si era diplomato in ragioneria di iscriversi a lettere antiche. però se uno è cretino è cretino...
gli esami di letteratura greca, di papirologia..ma nessuno si prendeva la briga di fare un test attitudinale....se ti iscrivevi a letteratura greca il greco dovevi saperlo.
lo so è un esempio estremista.
facciamo pure i test attitudinali, però io credo sempre nella libera autocoscienza dell'individuo. il maggior test attitudinale dovrebbe essere l'esame di coscienza che si fa l'individuo quando si iscrive ad una facoltà.
io a legge non mi sarei mai iscritto, non dico che non sarei riuscito, forse, a laurearmi, ma era una cosa fuori dalle mie corde.
non è che ho dovuto fare un test attitudinale per scoprirlo.
veni vidi mici


Sull'accesso a numero chiuso alla Facoltà di Medicina si esprimerà la Corte Costituzionale. Il calendario dei test di ingresso viene però confermato e dal 4 settembre gli aspiranti studenti di medicina parteciperanno alle prove unificate di selezione, come previsto dal decreto ministeriale del 28 Giugno. Sono dodici i gruppi territoriali frutto dell' accorpamento degli atenei e dell' iniziativa che ha voluto porre una soluzione alla recente sentenza del Consiglio di Stato che ha bocciato il sistema dei test di ingresso per tutte le facoltà, giudicato non meritocratico ma - come recita la sentenza - improntato piuttosto alla “casualità’.
Intanto l' Unione degli Universitari prosegue nell'azione di contestazione del numero chiuso che viene considerato anticostituzionale, anche nelle nuove modalità previste dal decreto che accorpa le università vicine, giudicate comunque inadeguate alla risoluzione dei criteri di accesso.
I criteri di selezione degli studenti che ogni anno vogliono intraprendere la professione medica da anni sono oggetto di discussione, sia sotto l’aspetto qualitativo dei misuratori delle attitudini, sia per i gran numeri in entrata. Per un verso importante per il sistema della formazione universitaria i test di sbarramento svolgono la funzione di calibrare le risorse strutturali sulle possibilità reali di inserimento professionale.
La sentenza della Corte Costituzionale ha formalizzato di conseguenza solo una criticità diffusa nel settore, di cui si discute tra tecnici e funzionari del ministero da almeno dieci anni. Il rapporto tra aspiranti e disponibilità effettiva è, sul territorio nazionale, di almeno uno a nove, con effetti di esclusione che non sono sempre calibrati sulle attitudini dei candidati. Nelle altre realtà europee, in particolare in Francia, dove il numero dei medici è pure programmato, si accede liberamente e la selezione si svolge a partire dal secondo anno, su basi di studio e di avanzamento, all'interno del percorso formativo. Ma prima di proporre soluzioni centrate sui test di ingresso occorrerebbe probabilmente rivedere tutto il sistema della formazione medica e sanitaria, che meriterebbe maggiore attenzione e investimenti.
Sull'annosa questione degli sbarramenti, Ignazio Marino, chirurgo e presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, propone una soluzione definitiva che prevede l’istituzione di una graduatoria unica a livello nazionale, indipendente dalla sede in cui si sostiene il test. ''In questo modo – dichiara - si creerebbe una vera e propria classifica, con la possibilità per i candidati migliori di godere del vantaggio di scegliere a quale ateneo iscriversi, mentre coloro che hanno ottenuto un buon punteggio avrebbero comunque la garanzia di entrare a medicina.''
La condizione in cui si svolgono le diverse ipotesi si caratterizza però per la presenza numerosa della categoria professionale dei medici sul nostro territorio nazionale. In Italia nel decennio 2001-2010 si è registrato un ulteriore incremento del 15%, con 349 mila medici, a fronte dei 304 mila del 2000, con una densità di camici bianchi di 591 per ogni 100 mila abitanti, contro i 257 della Gran Bretagna, i 331 della Francia e i 356 della Germania. Il principio di una selezione su basi di conoscenze sembra condivisibile ma rimane la costante del difficile inserimento professionale. L'Enpam, l’ente previdenziale dei medici, stima che i pension
Test di ingresso alla Facoltà di Medicina: la parola alla Corte Costituzionale - Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Palermo
Ultima modifica di acquazzurra; 30-08-12 alle 19:04




Ovviamente parlo delle competenze propedeutiche a quelle che devi imparare durante il corso di laurea.
E' ovvio che queste competenze variano in quantità e qualità a seconda della branca universitaria scelta.
L'esempio più eclatante è quello matematico , materia cumulativa che presuppone la conoscenza preliminare di molti concetti.
Ma che può più o meno esteso ovviamente in funzione alla natura cumulativa delle conoscenze da apprendere.
Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna


I pareri
Università, test e polemiche: le risposte alle domande dei quiz | italia | Il Secolo XIX
I test e le risposte esatte... (In tutti i quesiti proposti la soluzione è la risposta alla lettera A)
http://www.ilsecoloxix.it/rw/IlSecol...icina2012M.pdf
Test di Medicina, ecco i risultati | Liguria | Genova | Il Secolo XIX
Riusciranno ad iscriversi solo 265 studenti su 1700...
Ultima modifica di acquazzurra; 11-09-12 alle 14:49

