Guarda, io non ce l'ho con Israele. Io cerco di capire cosa succede. Non è che una parte ha torto e l'altra ha ragione... chi ci va di mezzo sono solo dei poveracci che non hanno nessuna colpa se non quella di essere nati nel posto sbagliato al momento sbagliato. Sia da una parte, che dall'altra.
Israele è un punto strategico, molto strategico.
Perchè?
La storia è lunga, ma mi sembra che nessuno neghi l'unicità e l'importanza di questo piccolo stato artificiale.
Nessuno nega che entrambe le fazioni politiche in USA tengono molto in considerazione ciò che avviene in Israele.
L'appoggio dei gruppi ebraici al governo degli Stati Uniti è fondamentale perchè sono molto numerosi in quel paese (New York è la più importante città ebraica, nel senso che ci sono più ebrei a New York che a Tel Aviv o a Gerusalemme!) e anche perchè hanno sempre avuto un'ottima organizzazione interna e uno spirito comunitario molto forte. Inoltre, poichè hanno un'intelligenza sorprendente e sono molto industriosi, hanno anche accumulato ingenti ricchezze che gli permettono di possedere banche e gruppi industriali molto influenti. Tutto ciò significa potere!
Ora, abbiamo uno Stato di Israele cui, nel bene e nel male, la comunità ebraica internazionale (e in particolare quella Statunitense) guarda con simpatia. Ma guardare con simpatia non basta e bisogna tirare fuori dei soldi per finanziare questo stato perchè ha comunque un'economia piuttosto debole se paragonata con quella statunitense o europea e per garantire la sua esistenza ha bisogno di ingenti finanziamenti nel settore militare.
Date queste premesse, quale sistema migliore di finanziarlo se non mettere una bella tassa (a carico dei ricchi paesi arabi) sul petrolio e sul gas in transito?
Tu mi dici: si ma il transito si potrebbe evitare!
E io ti rispondo: certo che si potrebbe evitare, ma c'è questa volontà politica a livello internazionale, oppure c'è una volontà opposta?





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