Riferimento: Franceschini presenta il programma
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Garat
Infatti ho precisato che a questo congresso verrà data UNA LINEA.
Davo per sottointeso che dopo che il PD avrà questa sarebbe il caso di valutare.
La linea veltroniana era una linea politica da cui derivava un'alleanza. Quando daranno la nuova linea verrano formate nuove alleanze.
Non mi pare sia una cosa complessa da capire, tolomeo.
Poi non mi pare serva ricordarti che l'alleanza tra PD e IDV è stata rotta BEN prima che scoppiasse questa storia della partecipazione di grillo alle primarie.
allora, cosa c'e' scritto di nuovo nelle 37 cartelle che Franceschini presentera' domani e di cui il corriere ha riportato una sintesi?
lui parla dell'identita' da ritrovare, e dell'antiberlusconismo non fine a se stesso, e non chiarisce i rapporti con di pietro?
quando e'stata "rotta" l'alleanza, garat?
(garat, non cominciare a voler fare il paraculo).
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benjamin_linus
Ribadisco la mia opinione.
Tanto, in entrambi i casi, non se ne farà nulla.
Il solito catastrofista.:D
Beh...de gustibus.
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Garat
«LAICITÀ DEVE ESSERE base condivisa del nostro percorso comune»
Franceschini presenta il programma
«Dobbiamo ricostruire l'identità del Pd»
Il segretario: «La destra per 15 anni ha avuto un leader unificante. Sul conflitto di interessi non staremo zitti»
ROMA - L'identità del Pd, il conflitto di interessi, l'importanza delle primarie e dell'elettorato. Sono tanti i temi del discorso con cui Dario Franceschini ha presentato la propria candidatura a segretario in vista del congresso di ottobre. L'appuntamento, all'Aquario di Roma, è stato trasmesso in diretta su Youdem Tv e con dei messaggi su Twitter.
CONFLITTO DI INTERESSI - Franceschini ha attaccato Berlusconi e promesso che il Pd non starà zitto sul conflitto di interessi: «Dobbiamo dirlo, il centrosinistra ha colpe precise per non avere approvato la normativa sul conflitto di interessi quando era maggioranza dal '96 al 2001, ma quella responsabilità non ci può spingere adesso a restare ancora fermi e silenti». E sul leader del Pdl: «Nel '94 rappresentava una proposta di cambiamento. Illusoria, ma era una proposta di cambiamento. Oggi anche la sua proposta è solo di protezione e conservazione». Secondo Franceschini, c'è quindi spazio per un «nuovo riformismo e il coraggio di sfidare le destre non rincorrendole, non limitandosi a proporre correttivi ai modelli sociali che ha imposto, ma mettendo in campo una gerarchia di valori alternativa e proiettata sul futuro». Cinque le parole chiave indicate da Franceschini: «Fiducia, regole, uguaglianza, merito e qualità».
IDENTITÀ DEL PD - Dunque la necessità di costruire un'identità del partito: «Quello che dobbiamo fare è ricostruire un'identità del nostro campo - dice Franceschini -. La destra italiana in questi 15 anni ha avuto stabilità negli assetti e un leader unificante. Così ha potuto costruire una identità, percepita da tutti, attorno ad alcuni messaggi chiari: sicurezza, libertà di fare ogni cosa, meno Stato. Il nostro campo nello stesso periodo ha avuto instabilità totale nei leader, nei partiti, che si sono sciolti, ricostituiti, sostituiti, nei governi fragili. E così noi siamo riusciti a trasmettere le sensazioni indistinte, non messaggi chiari e univoci. Se voti destra sai cosa voti. Se voti di qua, non sai cosa voti. E questo più di ogni altra cosa spiega la sconfitta dello scorso anno e i risultati negativi della amministrative e delle europee. Ricostruire una identità sarà un lavoro lungo e difficile ma il risultato delle europee ci mette in condizione di ripartire». Franceschini assicura che il Pd non tornerà indietro: «Non torneremo a riconoscerci nelle provenienze che abbiamo scelto liberamente e consapevolmente di lasciare alle nostre spalle. Vogliamo un partito che ha il coraggio di rischiare».
CONGRESSO E LAICITÀ - Il congresso di ottobre, spiega, sarà «l'occasione per far fare al partito un grande passo in avanti» e non sarà affatto «l'anticamera di una scissione». «Qualsiasi cosa accada noi resteremo insieme - assicura -, ma abbiamo bisogno di un confronto vero e onesto tra visioni differenti sul futuro e su quello che abbiamo fatto da quando il Pd è nato». A tal proposito Franceschini parla della laicità: «È un principio intoccabile. Non dobbiamo cadere nella tentazione di far diventare questo tema il terreno dello scontro e delle divisioni congressuali. Deve essere invece la base condivisa del nostro percorso comune». Nelle previsioni del segretario c'è una politica di alleanze perché «vogliamo tornare a vincere», ma non tornerà «il centro-sinistra col trattino basato su una divisioni di compiti nel raccogliere consenso o nel rappresentare pezzi di società», ovvero «quella stagione delle coalizione frammentate e litigiose costruite con l'unico collante del nemico». Il Pd, aggiunge, «dovrà riuscire a fare opposizione con più determinazione. Non dobbiamo farci condizionare dalle parole dei nostri avversari o di quei politologi interessati che ci accusano di antiberlusconismo. Contrastare il governo non è antiberlusconismo».
PRIMARIE - Dario Franceschini invita poi il Pd a «non rinunciare» alle primarie e a non considerare i propri elettori come «estranei». «Cambiamo lo statuto dove non funziona - dice -, rivediamo le regole del tesseramento per avere più apertura e più trasparenza insieme, mettiamo un po' d'ordine nelle regole ma non rinunciamo alla scelta che abbiamo fatto alla nascita del Pd, di affidare agli iscritti le scelte del partito e l'elezione degli organi territoriali».
A me sembra sia tutta roba abbastanza condivisibile.
PS: Posso intervenire, tolomeo?
in effetti oggi ha esordito bene
prima ero più diffidente verso di lui, ha guadagnato un bel po' di punti
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Cabraizinho
Allora siamo d'accordo: il mio pregiudizio nei riguardi del PD è legato all'attualità, non al futuro. Fermo restando che i primi 2 anni di vita del PD non mi lasciano certo tutto quest'ottimismo circa 'unicità della linea politica... :sofico:
e vorrei vedere :sofico:
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Garat
Il solito catastrofista.:D
Beh...de gustibus.
Guarda... fosse per me...
E' che in Italia a parole si fa di tutto e nella pratica poi t'accorgi che in realtà si è fatto l'esatto contrario...
E il bello è che sta cosa è perfettamente trasversale...
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benjamin_linus
I numeri che c'erano nel periodo 1996-2001 erano sufficienti per fare la riforma.
Berlusconi in quell'occasione realizzò una vera e propria perla di ingegneria politica.
E'evidente che Berlusconi lotto' con successo per tener la questione lontana dalle aule, ma ti ribadisco che con una maggioranza risicata (quale era) sarebbe stato assai difficile combattere quella dura battaglia. Poi ne possiam discutere fino a domani sul possibile esito, son punti di vista...ma sul fatto che sarebbe stato facile e' un apura illusione alla quale ormai crede pure il PD
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tolomeo
allora, cosa c'e' scritto di nuovo nelle 37 cartelle che Franceschini presentera' domani e di cui il corriere ha riportato una sintesi?
lui parla dell'identita' da ritrovare, e dell'antiberlusconismo non fine a se stesso, e non chiarisce i rapporti con di pietro?
quando e'stata "rotta" l'alleanza, garat?
(garat, non cominciare a voler fare il paraculo).
Ma quale paraculo, tolomeo....
E' scontro Veltroni-Di Pietro "L'alleanza con l'IdV è finita" - Politica - Repubblica.it
Ecco quando è finita. Su Pir ne parlammo per settimane e non credo che tu non abbia letto nulla.
Si contenuti delle cartelle ne so quanto te.
Ripeto: al congresso vedremo cosa proporrà Franceschini e cosa proporrà Bersani, quale linea prevarrà e quali alleanze ne deriveranno.
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Amalie
con la meritocrazia la differenza di merito provoca disuguaglianza :chefico: secondo me
perche' ora non ci son differenze?? solo che ora son in base alle parentele...
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vabbè ma che vuol dire? si deve aspettare il congresso?
allora chiudete il 3d e buonanotte :sofico:
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Garat
E poi speriamo che Franceschini sparisca per sempre...