La ascolto da quasi 20 anni, dai tempi di "radio parolaccia" nel 1993, quando per settimane Radio Radicale trasmetteva esclusivamente a ruota libera le telefonate. Ne usciva fuori uno spaccato razzista e leghista di una Italia vinta da tangentopoli.
Sono cresciuto di molto nei monologhi di Pannella. Ha capito tanto dell'inciviltà italiana, dei costi del proibizionismo, dei ladrocini della partitocrazia.
Feci scoprire ai miei amici i referendum radicali.
Le anteprime della rassegna stampa a mezzanotte furono una novità, prima ancora del TG3. E poi quelle di Massimo Bordin.
Mi appassionai alle maratone oratorie nel 96/97.
I miei ricordi più forti sono quelli di Antonio Russo dall'Algeria, dal Ruanda, dal Kosovo, dalla Cecenia. Un ricordo denso di umanità e dolore.
Ora non posso tener accesa Radio Radicale per decine di ore al giorno, come facevo anni fa. Tengo famiglia. Ma quando vado o torno dal lavoro è un piacere sentire la rassegna stampa, i notiziari, le interviste.
Ciao Antonio Russo. Ci manchi tanto.




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