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    Predefinito Re: Reggio Calabria a rischio scioglimento....

    Caso Reggio, le richieste del ministro

    di Paolo Pollichieni



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    Palazzo San Giorgio


    Qualche settimana fa i lettori dei quotidiani calabresi sono stati allietati da una soave polemica tra direttori protrattasi per qualche giorno. Il problema era chi copia le notizie e da chi, senza citare la fonte.
    Tranquilli, verrebbe da dire oggi, copiate entrambi e senza mai citare la fonte. L'ultimo esempio plateale è la notizia, lanciata ieri da questo giornale online, della improvvisa convocazione a Roma del prefetto di Reggio Calabria.
    Copiata da tutti e, salvo l'eccezione rappresentata da “ZoomSud” di Aldo Varano, senza citare la fonte. Aggiungiamo oggi che anche nel copiare spesso sbagliano, non si comprende altrimenti come sia stato possibile titolare, argomentare e insistere sul fatto che il Consiglio dei ministri avrebbe trattato nella seduta odierna il “caso Reggio”. Spiegavamo bene, infatti, che la convocazione a Roma del prefetto Piscitelli aveva come oggetto la necessità di “irrobustire” il fascicolo che il ministro Cancellieri dovrà portare in Consiglio dei ministri a sostegno delle conclusioni della relazione della Commissione d'accesso che va spedita in direzione dello scioglimento del consiglio comunale di Reggio Calabria. Ragione per la quale non solo non se ne sarebbe discusso nella seduta odierna ma sarà ben difficile che il “caso Reggio” possa essere trattato dal Consiglio dei ministri anche nella prossima settimana.
    Una o due settimane ancora, infatti, è il tempo che i tecnici del ministero dell'Interno stimano necessario per predisporre in ogni dettaglio il fascicolo che il ministro Cancellieri dovrà portare in Consiglio dei ministri per chiudere la partita con il “caso Reggio”.
    Dal Viminale sottolineano la parola “fascicolo”, ricordando che contestualmente il ministro non dovrà solo portare la bozza del decreto che intende proporre ma, nel caso concluda per lo scioglimento, anche la terna di nomi che comporranno la Commissione straordinaria, incaricata per un periodo che andrà dai 12 ai 18 mesi prorogabili fino a 24, di assumere le funzioni degli organi sciolti: sindaco, giunta e consiglio comunale. La legge impone che i commissari vengano scelti tra «funzionari dello Stato, in servizio o in quiescenza, e tra magistrati della giurisdizione ordinaria o amministrativa».
    Inoltre nel fascicolo dovranno comparire anche eventuali “provvedimenti connessi”, perché l'ultima rivisitazione della legge che consente allo Stato di sciogliere enti locali infiltrati dalle organizzazioni mafiose prevede che si possa (e si debba) operare non solo nei confronti della parte politica dell'ente ma anche nei confronti di quella burocratica. Anche sul punto pare il ministero abbia richiesto al prefetto Piscitelli ulteriori integrazioni che chiariscano «la sussistenza degli elementi di cui al comma 1 (cioè collegamenti o condizionamenti da parte della criminalità organizzata) con riferimento al segretario comunale o provinciale, al direttore generale, ai dirigenti o ai dipendenti a qualunque titolo dell’ente locale».
    Ove ve ne fossero è previsto che contestualmente anche per queste figure burocratiche il decreto proposto dal ministro dell’Interno adotti ogni provvedimento «utile a far cessare immediatamente il pregiudizio in atto e ricondurre alla normalità la vita amministrativa dell’ente, ivi inclusa la sospensione dall’impiego del dipendente, ovvero la sua destinazione ad altro ufficio o altra mansione con obbligo di avvio del procedimento disciplinare da parte dell’autorità competente».
    È, questo, un punto delicatissimo con riferimento alla vicenda Reggio, perché i consulenti giuridici del ministro intendono “blindare” il decreto anche sotto l'unico profilo che in qualche misura potrebbe dar spazio ad una impugnativa e cioè, per come avevamo scritto già nell'edizione di ieri, il permanere delle infiltrazioni rilevate e il collegamento tra la vecchia amministrazione a guida Scopelliti e quella attuale a guida Arena. Una continuazione che in molti casi sarebbe testimoniata proprio dagli incarichi conferiti e dalla conferma degli indirizzi amministrativi oggetto di censura.
    Infine, è forse il caso di ricordare che ad una proposta di decreto comunque il ministro Cancellieri dovrà arrivare. La nuova normativa, infatti, impone che, anche in caso di verifica negativa dei presupposti di legge per disporre lo scioglimento, il ministro dell'Interno debba comunque emanare un decreto di conclusione del procedimento.


    14/09/2012 168
    © riproduzione riservata.


    da Caso Reggio, le richieste del ministro - Corriere della Calabria

  3. #3
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    Predefinito Re: Reggio Calabria a rischio scioglimento....

    IL RETROSCENA. Il Governo rinvia la discussione. Lo scioglimento tra misteri e punti fermi


    Venerdì 14 Settembre 2012 13:20






    11












    NOSTRO SERVIZIO. Sarà pure il ministro dell'Interno di un governo tecnico che, strada facendo, ha imparato (ed anche bene) a fare politica, ma la Cancellieri è innanzitutto un prefetto di lungo corso ed è stato commissario straordinario del comune di Bologna, incarico grazie al quale si guadagnata la stima di Casini, di Fini e del Pdl meritandosi la poltrona del Viminale.

    Quindi, diciamo, è nelle condizioni ottimali per decidere se Reggio dovrà essere commissariato per mafia. Ha ricoperto e ricopre tutti i ruoli della vicenda : prefetto, commissario straordinario e, soprattutto, ministro dell'Interno.

    Da prefetto ha imparato un paio di cose: mai proporre al Viminale una torta bella e confezionata, senza avere ricevuto istruzioni precise sugli ingredienti e sui tempi di cottura. Quando ci sono rogne del genere il prefetto prende l'aereo sale al ministero, parla con il capo di gabinetto, che gli dice che aria tira, poi conversa (pochi minuti) con il ministro al quale spiega come stanno le cose e cosa agita la politica locale, la magistratura, i giornali.

    Cosicché, punto primo, è difficile che Sua Eccellenza Piscitelli abbia inviato una relazione senza aver prima comunicato alla scala gerarchica del Viminale come stavano le cose e cosa intendeva fare. Siccome il Governo è tecnico e il ministro è un prefetto si saranno capiti in quattro e quattro otto: "se ci sono elementi inconfutabili, bene altrimenti meglio lasciar perdere".

    O chiunque leggerà relazione sarà costretto a esclamare "cavolo quanto fango a palazzo San Giorgio" o la spada torni nel fodero e per questa volta Arena sia salvo (si vedrà se fargli politicamente la pelle con il dissesto post Fallara).

    Punto secondo, a piazza Italia e al Cedir le indiscrezioni sono state zero, nulla di nulla, solo qualche cenno sulle centinaia di pagine delle relazione d'accesso. Brutto segno, se si andava ad un nulla di fatto lo avrebbero fatto trapelare, un cenno ad Arena o a Scopelliti lo avrebbero dato per tranquillizzarli. Tenuto conto che i due tra contumelie sui "nemici della città" e preghiera alla Madre misericordiosa sembrano affranti dal dolore, delle due l'una: o mentono come abili teatranti oppure qualche "non possumus" di troppo deve averli sfiancati. Volete che il prefetto, il questore, il procuratore non sfuggano lo sguardo preoccupato della dirigenza politica reggina (grandi pezzi anche del cs stanno alla canna del gas e tifano Arena in silenzio) ? Che chi ha già deciso non si stringa nelle spalle alle battutine preoccupate degli interessati? Volete che questi, da politici navigati, non abbiano capito che aria tira al Viminale e a piazza Italia?

    Sembrerebbe una partita chiusa, e salvo miracoli (sempre possibili) nulla di buono dovrebbe arrivare da Roma, meglio guardare avanti.

    da IL RETROSCENA. Il Governo rinvia la discussione. Lo scioglimento tra misteri e punti fermi

 

 

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