Visualizzazione Stampabile
-
Re: E, l'Ilva?
Ma l'acciaio prodotto e sequestrato, è stato dissequestrato o la magistratura tarantina si è messa in testa di distruggere oltre la siderurgia anche la metalmeccanica?
Stasera a TV7 vedevo depositi immensi di materiale pronto che stà degradando alle intemperie. A che punto stiamo?
-
Re: E, l'Ilva?
Citazione:
Originariamente Scritto da
Grifo
Ma l'acciaio prodotto e sequestrato, è stato dissequestrato o la magistratura tarantina si è messa in testa di distruggere oltre la siderurgia anche la metalmeccanica?
Stasera a TV7 vedevo depositi immensi di materiale pronto che stà degradando alle intemperie. A che punto stiamo?
Penso sia ancora sequestrato. Potrebbe esserci pericolo di fuga o di inquinamento delle prove da parte dei lastroni di acciaio, immagino.
-
Re: E, l'Ilva?
Citazione:
Originariamente Scritto da
Curufinwe
Penso sia ancora sequestrato. Potrebbe esserci pericolo di fuga o di inquinamento delle prove da parte dei lastroni di acciaio, immagino.
Insomma nessuno può impedire a quattro pazzi di distruggere l'economia nazionale.
Iersera dopo aver fatto vedere lo stabilimento fermo e in agonia con centinaia di milioni di materiale pronto che non può essere consegnato hanno dedicato un terzo del servizio al fregnone dei cittadini pensanti che lacrimoso otterrà qualche postarello politico, e l'altro terzo alla "mamma" che ha scritto a Napolitano "venga a vedere i nostri figli devastati dal cancro", e che mamma non è ma è la solita attivista del solito gruppetto in cerca di telecamera.
A questo punto spero che le maestranze condannate alla fame li inseguano per tutta Taranto e li buttino a mare, vedrai che alla fine succede.
http://www.salute.gov.it/resources/u...ranto_2012.pdf
In base ai dati dell’ultimo rapporto sulla qualità delle aree urbane italiane, pubblicato nel 2012, non si evidenziano a Taranto situazioni di degrado diverse dalla maggior parte dei centri urbani italiani per quanto riguarda la concentrazione media annuale di materiale particellare (PM10), rilevato dalle sette stazioni della rete di monitoraggio installata nell’area urbana.
.................
La caratterizzazione chimica del PM10 costituisce pertanto la differenza tra una lettura ambientale e sanitaria del dato di qualità dell’aria. La componente che caratterizza il PM10 presente nel quartiere Tamburi è il benzopirene, un Idrocarburo Policiclico Aromatico (IPA) classificato come cancerogeno certo dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. E’, infatti, la concentrazione in aria del benzopirene a differenziare il quartiere Tamburi dagli altri quartieri di Taranto e dalle aree urbane italiane.
................
Altri inquinanti che caratterizzano il materiale particellare emesso dallo stabilimento siderurgico sono le diossine che, nel corso degli ultimi anni, hanno costretto le autorità sanitarie ad interventi drastici sugli allevamenti zootecnici dell’area. A differenza del benzopirene le principali sorgenti di emissione di diossine sono i camini dello stabilimento, motivo per cui tali contaminanti raggiungono aree più lontane dalle sorgenti di emissione. La concentrazione di diossine nel quartiere Tamburi, infatti, non differisce da quella media urbana delle città europee e la loro inalazione non costituisce pertanto un apprezzabile rischio per la salute degli abitanti. Maggiore attenzione va riservata invece alle diossine che si depositano nel suolo e possono entrare nella catena alimentare risultando, se ingerite, potenzialmente rischiose.
................
I metalli, altri contaminanti presenti nelle emissioni industriali, non raggiungono a Taranto concentrazioni tali da determinare effetti sulla salute pur risultando le polveri emesse, più ricche di ferro e manganese, elementi caratteristici dei processi siderurgici ma non particolarmente pericolosi per la salute. Anche in questo caso, però, la persistenza ambientale di alcuni metalli sul suolo, richiede di mantenere alta l’attenzione sulla contaminazione degli alimenti prodotti localmente.
-
Re: E, l'Ilva?
Citazione:
Originariamente Scritto da
Grifo
Stasera a TV7 vedevo depositi immensi di materiale pronto che stà degradando alle intemperie. A che punto stiamo?
molto probabilmente si tratterà del material grezzo, uscito dalla strip machine, in attesa di essere spedito a Genova dove sarà trattato al decatreno che rimuoverà gli ossidi, eventualmente lo zincherà e lo porterà allo spessore desiderato. :giagia:
In tutti i laminatoi del ciclo secondario dell'acciaio puoi trovare un sacco di bobine tenute all'aperto in apparente stato di degrado. Ma tanto poi il decatreno (la pickling line) sistema tutto.
-
Re: E, l'Ilva?
Ilva Taranto, Clini: “Evacuazione del quartiere Tamburi è una possibilità”
Spostare le migliaia di abitanti che vivono nel rione più vicino al siderurgico non è una follia, ma un progetto esistente. E' quanto rivelato dal ministro dell'Ambiente, che ha anche detto di aver sottoposto il progetto al primo cittadino del capoluogo ionico Ippazio Stefàno
Ilva Taranto, Clini: “Evacuazione del quartiere Tamburi è una possibilità” - Il Fatto Quotidiano
già ........... :giagia:
-
Re: E, l'Ilva?
Sentivo stamattina al TG che il valore del materiale fermo perchè sotto sequestro è ormai di un miliardo di euro.
La produzione dell'area a freddo è ferma (migliaia in ferie forzate), gli altri stabilimenti non vengono alimentati, e i clienti devono comprare all'estero l'acciaio necessario per non fermare a loro volta le fabbriche.
Nel frattempo il GIP (o chi sia) si trastulla nella decisione: se ottemperare al decreto legge o se tergiversare per far saltare definitivamente tutto.
-
Re: E, l'Ilva?
Il gip del tribunale di Taranto non toglie i sigilli alle banchine dell’Ilva e l’azienda risponde annunciando “drammatiche conseguenze per i livelli occupazionali“. Secondo l’Ilva, “da ora e a cascata per le prossime settimane circa 1.400 dipendenti, appartenenti prevalentemente alle aree della laminazione a freddo, tubifici e servizi correlati, rimarranno senza lavoro”. “Il numero di questi lavoratori – continua l’azienda – si andrà a sommare ai già 1.200 dipendenti attualmente in cassa integrazione per le cause già note quali la situazione di mercato e le conseguenze del tornado che ha investito lo stabilimento di Taranto lo scorso 28 novembre”. I posti a rischio, secondo l’Ilva, sarebbero dunque 2.600 solo a Taranto. Questi, ammonisce il gruppo Riva, “si andrebbero ad aggiungere a quelli impiegati negli stabilimenti di Novi Ligure, Genova, Racconigi e Salerno, dell’Hellenic Steel di Salonicco, della Tunisacier di Tunisi e di diversi stabilimenti presenti in Francia nonché tutti i centri di servizio Ilva, quali Torino Milano e Padova, nonché gli impianti marittimi di Marghera e Genova”. Per un totale di oltre 4.000 dipendenti.
Il drammatico avvertimento dei vertici del gruppo fa seguito alla decisione del gip di Taranto Patrizia Todisco che, stabilendo che il decreto del governo non ha “effetto retroattivo”, ha rigettato l’istanza del presidente dell’Ilva Bruno Ferrante in cui si chiedeva il dissequestro dei prodotti finiti e semilavorati, realizzati nel periodo successivo al sequestro degli impianti dell’area a caldo, risalente al 26 luglio scorso.
Ilva, il gip: “No a dissequestro acciaio”. L’azienda: “Così a casa 1.400 operai” - Il Fatto Quotidiano
-
Re: E, l'Ilva?
-
Re: E, l'Ilva?
Citazione:
Originariamente Scritto da
MrBojangles
Chi è Angelo Battista?
12/12/12, Fatto in Tv. La disinformazione
-
Re: E, l'Ilva?
Citazione:
Originariamente Scritto da
Grifo
Il gip del tribunale di Taranto non toglie i sigilli alle banchine dell’Ilva e l’azienda risponde annunciando “drammatiche conseguenze per i livelli occupazionali“. Secondo l’Ilva, “da ora e a cascata per le prossime settimane circa 1.400 dipendenti, appartenenti prevalentemente alle aree della laminazione a freddo, tubifici e servizi correlati, rimarranno senza lavoro”. “Il numero di questi lavoratori – continua l’azienda – si andrà a sommare ai già 1.200 dipendenti attualmente in cassa integrazione per le cause già note quali la situazione di mercato e le conseguenze del tornado che ha investito lo stabilimento di Taranto lo scorso 28 novembre”. I posti a rischio, secondo l’Ilva, sarebbero dunque 2.600 solo a Taranto. Questi, ammonisce il gruppo Riva, “si andrebbero ad aggiungere a quelli impiegati negli stabilimenti di Novi Ligure, Genova, Racconigi e Salerno, dell’Hellenic Steel di Salonicco, della Tunisacier di Tunisi e di diversi stabilimenti presenti in Francia nonché tutti i centri di servizio Ilva, quali Torino Milano e Padova, nonché gli impianti marittimi di Marghera e Genova”. Per un totale di oltre 4.000 dipendenti.
Il drammatico avvertimento dei vertici del gruppo fa seguito alla decisione del gip di Taranto Patrizia Todisco che, stabilendo che il decreto del governo non ha “effetto retroattivo”, ha rigettato l’istanza del presidente dell’Ilva Bruno Ferrante in cui si chiedeva il dissequestro dei prodotti finiti e semilavorati, realizzati nel periodo successivo al sequestro degli impianti dell’area a caldo, risalente al 26 luglio scorso.
Ilva, il gip: “No a dissequestro acciaio”. L’azienda: “Così a casa 1.400 operai” - Il Fatto Quotidiano
Ma scusa Grifo, non ti è balenata l'idea che una parte della magistratura, quella tarantina come quella milanese, agisca sotto la spinta di un accordo che oramai segreto non è più da tempo?
Se l'Ilva di Taranto chiude, chiude l'Ilva in Italia e se chiude l'Ilva in Italia si realizza integralmente il piano Merkel. I committenti dell'Ilva passano direttamente nelle mani dei tedeschi.
Chi poteva nutrire interesse a far capitolare il concorrente più pericoloso ed importante della siderurgia tedesca?
E chi ha posto in essere tutta questa attività criminogeno-economica anti-Itaiana perché quello scopo diventasse realtà utilizzando argomenti "forti" e di indiscutibile "sovranità" (priorità) benché inconsistenti come la tutela della salute pubblica?
I risultati di questo orrendo delitto sono sotto i nostri occhi. Gli incalcolabili danni per l'Italia anche. I mandanti e gli esecutori del crimine pure.