



Come soluzione non è solo anticostituzionale italianamente,ma anche a livello europeo....già non riescono a farla contro la microcostituzione italiana...figuriamoci allargando i confini.Se questa è la strada del Maroni,campa cavallo.


L’immigrazione è fenomeno padronale. Chi critica il capitalismo approvando l’immigrazione, di cui la classe operaia è la 1a vittima, farebbe meglio a tacere. Chi critica l’immigrazione restando muto sul capitale, dovrebbe fare altrettanto. De Benoist


Un forumista fascista, che si presenta con il nickname di venetoimpenitente, presenta nella sua firma uno stralcio del brano che qui di seguito posto.
Si tratta della dichiarazione di un gruppo trentino-tirolese che prende le distanze dal padanismo, spiegandone le motivazioni.
Perchè non ci sentiamo padani
La domanda è lecita: perché mai dovremmo sentirci “padani”? Quali ragioni storiche, politiche, culturali dovrebbero accomunare i popoli del Tirolo storico con quelli della cosiddetta “Padania”? La risposta è scontata: nessuna.
Noi non ci sentiamo padani perché la nostra storia e la nostra cultura sono profondamente diverse e distanti da quella cosiddetta padana. Perché noi tirolesi trentini non abbiamo alcun territorio da conquistare o colonizzare come vorrebbero oggi, riesumando il termine artificioso di Triveneto, i sostenitori della padanità di questa terra.
Noi non ci sentiamo padani perché la nostra Autonomia è il frutto di un accordo internazionale e non può essere oggetto di contrattazione né con Roma, né tanto meno con Venezia o con Milano. La nostra Autonomia ha una dimensione internazionale che non ha nulla a che vedere con i progetti federalisti di varia natura periodicamente rilanciati dal partito di Bossi.
Noi non ci sentiamo padani perché non abbiamo partecipato alle guerre del cosiddetto Risorgimento italiano, se non con pochi volontari. E durante la prima guerra mondiale – quella che portò alla cosiddetta Unità d’Italia – i nostri soldati combatterono altrove con la divisa austro ungarica. Noi dunque non ci sentiamo padani perché non abbiamo anniversari della “Vittoria” da celebrare, né tanto meno crediamo che il corpo degli alpini rappresenti un simbolo della padanità. Per noi il 3 novembre fu solo l’epilogo di una guerra disastrosa che vide il Tirolo smembrato nella sua dimensione storica multilinguistica e che pose le basi per l’affermazione della cultura violenta e dispotica del regime fascista in Italia.
Noi non ci sentiamo padani perché ci riconosciamo pienamente nei valori della Costituzione italiana nata dalla Resistenza, che ha consentito alla nostra comunità di ottenere quell’Autonomia che da sempre rappresenta l’aspirazione del popolo tirolese-trentino. Quella stessa Costituzione che oggi riconosce e tutela le minoranze linguistiche della regione, le sue usanze e tradizioni, molte delle quali affondano nella cultura austriaca.
Noi non ci sentiamo padani perché abbiamo un patrimonio genetico basato sulla legalità, sulla convivenza, sul rispetto delle diverse tradizioni culturali purché non lesive della libertà altrui. Non fanno parte della nostra cultura il razzismo, la xenofobia, l’individualismo, il nazionalismo, la cultura degli “schei” opposta a quella della solidarietà.
Noi non ci sentiamo padani perché crediamo nell’Europa, in tutte le sue componenti etniche, linguistiche e culturali. Noi non vogliamo erigere nuovi confini, ma come i nostri padri vogliamo che sia riconosciuta la nostra identità senza che qualcuno ce la imponga. Per questo vogliamo denunciare l’uso scorretto e improprio da parte di talune forze politiche provenienti dall’area padana, estranee alla nostra storia e alla nostra cultura, dei simboli della nostra terra per affermare valori che non fanno parte del nostro modo di vivere.
Noi non ci sentiamo padani perché vogliamo condividere con i confratelli sudtirolesi e nord tirolesi un progetto di convivenza che proietti la nostra terra a cavallo del Brennero in una dimensione europea che sappia collaborare attivamente con i vicini del Veneto e della Lombardia, ma che sappia anche guardare oltre gli stereotipi geopolitici inventati dal fascismo – come ad esempio il Triveneto – e ponga alla base del proprio agire i valori della pace, della libertà e del rispetto del diverso.
Austriaci d'Italia
Uno scritto pieno di contraddizioni; si va dalla fedeltà alla costituzione italiana nata dalla resistenza alla giusta critica per lo smembramento del Tirolo storico fra Austria e italia; dall'estraneità alla conquista risorgimentale alla volontà di non erigere nuovi confini.
La confusione fra identità padana e i peggiori vizi italici, patrimonio un tempo della destra post-fascista e oggi di tutto l'arco costituzionale, la fa da padrona.
I Trentini-Tirolesi hanno tutto il diritto di non sentirsi padani e pure di non volere fare parte di un futuro stato padano; niente di trascendentale né di scandaloso.
Quello che non è accettabile è l'attribuzione all'identità padana di qualità e fatti che non le sono propri, confondendo caratteristiche etniche con atteggiamenti e decisioni politiche che trovano la loro origine e attuazione in àmbiti che di padanista avevano alcunché; forse gli autori del pezzo scambiano il padanismo con l'appartenenza etnica di soggetti politici che hanno fatto la storia dello stato italiano e che hanno contribuito a lla diffusione della sua pessima nomea.
Probabilmente a questa confusione, con i relativi pregiudizi, ha contribuito la pessima gestione politica della Lega Nord da parte del suo ex segretario federale nonché fondatore e, last but not least, l'italianità acquisita degli estensori del brano.
Sanare questi errori, cancellare queste false opinioni sarà opera immane e richiederà uno sforzo enorme, sia in termini economici sia di risorse umane.
Ultima modifica di Eridano; 21-09-12 alle 12:12
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


La macroregione.
Fine settembre a Torino: Maroni organizza la creazione degli Stati Generali della Padania, o qualcosa del genere.
Invitati anche "storici", ovviamente giornalai, Oscar Giannino, industriali ecc.
Vento dal Grande Oriente!
Il mese di settembre in Piemonte.
Storia vecchia, ricordate la devolution?
Ancora mangime per topi.
Sempre in periodo di campagna elettorale.
Mangi chi ha fame, poi tutti nel fiume.
Ultima modifica di ventunsettembre; 21-09-12 alle 12:46
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


La speranza è morta il 14 gennaio 2000. La gestione Maroni della fu LN sembra essere diversa da quella del fondatore. Vedremo se le scope ramazzeranno via tutto il sidiciume; ne dubito.
In ogno caso è sufficiente osservare dall'esterno senza farsi coinvolgere.
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Sembra, appunto.La gestione Maroni della fu LN sembra essere diversa da quella del fondatore
Ma di "sembra" ne abbiamo le tasche piene da lungo tempo.
CI SONO LE ELEZIONI, capito o no?.
Dall'esterno, dici.
Giusto, peccato che il tuo "amico" Gil si sia fatto fare la prefazione del libro e lo segua come un cagnolino.
Come pure non sono casuali i continui contatti di questi signori con Oscar Giannino.
Questi sono fatti, non padanate.
E seguire ancora certe correnti senza voler aprire gli occhi significa essere come i rossi: questione di DNA.
I fatti ed il cervello dicono altro.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Riprendo una considerazione sacrosanta che ho letto alcuni giorni fa, non ricordo di quale forumista però: questo Maroni si riempie la bocca dello slogan "Prima il Nord", e al tempo stesso ha al suo fianco un'assistente allogena, se ho ben capito.
Tra tutti i disoccupati che abbiamo nella nostra terra non c'era un uomo o una donna in grado di ricoprire quell'incarico?
Certo questa può sembrare una piccola cosa, ma anche da questi episodi si può vedere quanto affidabili siano questi leghisti quando dicono di fare gli interessi delle nostre comunità.


Ultima modifica di ventunsettembre; 21-09-12 alle 16:05
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Quelle facce di merda non si sentono padani ( qui sul sito ci identifichiamo in realta' come popolazioni padano-alpine), ma si sentono in sintonia con la costituzione itagliana che gli ha regalato l'autonomia.....e tanti tanti soldoni.
Le merde esistono anche a ö nodde.
Possiamo concludere che tutto il peggio che succede in Italia e' dovuto alle elites PD ed al vaticano?
Stupri, attentati, invasione, fallimenti, disoccupazione, emergenza sociale, denatalita',violenza verbale , suicidi, omicidi....