CARISSIMI AMICI EURASISTI
E’ con grande dolore che ho dovuto rinunciare alla mia partecipazione a questo incontro milanese, così importante e significativo, per gravi problemi di salute.
Tuttavia mai come ora è vero che vi sono vicino con tutto il cuore e l’anima.
Saluto i relatori che hanno aderito all’iniziativa del Coordinamento Progetto Eurasia: il Prof. Preve, il dott. Fini e, ovviamente, l’amico Alexandr Dughin, da sempre nostro esempio e simbolo nella realizzazione del progetto ideologico-politico che stiamo portando avanti qui in Italia, come oramai in tanti paesi europei.
La stessa origine e composizione degli intervenuti a questo convegno di presentazione della rivista “EURASIA”, il cui n. 3 è appunto dedicato alla Russia, è la dimostrazione pratica della giusta via che abbiamo intrapreso. Infatti uomini provenienti da paesi e culture lontane, portatori di ideologie e visioni politiche quanto mai diversificate, hanno finalmente trovato il coraggio di sedersi attorno allo stesso tavolo e confrontarsi su una visione ad ampio respiro che, superati i vuoti incasellamenti ideologici e settari del passato, punta ad una progettualità comune sulle tematiche dell’era presente, nel XXI secolo E.V.
Se il passato ci può spesso dividere sulla valutazione storica, più si guarda in avanti e più ci troviamo uniti in quella del mondo moderno e delle sue tragedie. che sono oramai evidenti, sotto gli occhi di tutti e vanno affrontate con mezzi e aperture mentali adeguate.
E se un merito ha l’Idea Eurasia, da noi per primi propugnata. è quello di pensare unitariamente quello che tutti gli altri, a destra come a sinistra. considerano separato, scisso, contrapposto; ed agire di conseguenza.
Come ha scritto Dughin su “Eurasia”:” Eurasiatismo è una visione del mondo, un progetto geopolitica, una teroria economica, un movimento spirituale ed un nucleo attorno al quale consolidare un largo spettro di forze politiche.” Nessun dogmatismo sotto le insegne delle passate ideologie, guerre e conflitti che hanno oramai solo valenza storica.
L’Eurasia unita che noi auspichiamo , da Reykjavik a Vladivostok, dall’Atlantico al Pacifico, , dal Polo ai deserti dell’Asia centrale, non sarà solo la Patria comune dei popoli che la abitano, lo Spazio Geopolitica autarchico con la Siberia grande “Far Est” della colonizzazione pacifica degli eurasiatici.
Esso sarà, già E’ un ‘ IDEA FORZA, una BANDIERA DI LOTTA E VITTORIA contro i nemici di sempre: la Plutocrazia borghese, il Capitalismo oggi nella sua estrema fase mono-imperialista, l’egemonismo militarista e culturale americano-sionista sui popoli, la globalizzazione unicentrica ecc..ecc…: in una parola il MONDIALISMO.
Eurasia è e sarà la parola d’ordine della LOTTA DI LIBERAZIONE dei popoli di tutto il globo: Eurasia, Asia sino-nipponica, subcontinente indiano, Indocina e Indonesia, Medio Oriente, Africa, America Latina.
Abbiamo fatto nostra la Dottrina delle Tre Liberazioni: Liberazione Nazionale, Liberazione Sociale , Liberazione Culturale.
Abbiamo adottato la Geopolitica come strumento di analisi della Storia e della Geografia per rispondere alle sfide della modernità in tutte le sue manifestazioni.
Con gli oppressi contro gli oppressori, con i popoli “diseredati della Terra” contro la piccola e media cricca di sfruttatori mondiali apolidi e cosmopoliti.
Con le identità grandi e piccole contro i distruttori della Cultura e della Civiltà, di tutte le culture e civiltà.
E rifiutiamo il vetero nazionalismo otto-novecentesco , oggi ridotto a strumento di asservimento del proprio popolo e degli altrui al capitalismo e all’imperialismo: come ci insegnano ancor oggi i recenti tragici avvenimenti iracheni.
Il Capitale non ha patria.
Le Multinazionali, il sistema bancario mondiale, il FMI, la Banca Mondiale sono la sua patria.
L’Amerika il suo bastione geostrategico nella eterna lotta del Mare contro la Terra.
Saluto quindi i relatori che sono intervenuti, il pubblico, i lettori di “Eurasia”,
tutti gli uomini di buona volontà che già danno e sempre più daranno il loro contributo a questa lotta appena iniziata sotto i migliori auspici.
Da parte mia, qualunque sia il futuro che il Destino mi vorrà assegnare, cercherò di continuare, finché le forze me lo consentiranno, la quarantennale lotta della mia vita. Perché almeno le giovani generazioni, non ripetendo i nostri errori del passato, raccolgano il testimone per un Avvenire di Speranza.
Nel nome della Tradizione Una, della Giustizia Sociale, della Libertà
AVANTI VERSO L’UNITA’ D’EURASIA E LA SOLIDARIETA’ DEI POPOLI IN LOTTA.
FINO ALLA VITTORIA SEMPRE !
Vostro
Carlo Terracciano
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