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Discussione: Il caso Sallusti

  1. #421
    meridionale d.o.c.
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    Predefinito re: Il caso Sallusti

    Citazione Originariamente Scritto da MrBojangles Visualizza Messaggio
    Non credo che le altre condanne comprendessero il carcere.
    Questo non lo so', e non so' se sia necessario. Pero' ti cito questo passo di Feltri, che nella difesa accorata di Sallusti scrive :

    La pena pecuniaria di 5mila euro, e sottolineo 5mila euro, viene trasformata in pena detentiva: un anno e due mesi di prigione. Uno pensa: vabbè, c'è la condizionale. Col cavolo. Niente condizionale, perché i direttori di giornale -tutti - sono pieni di cause, ne perdono molte, quindi accumulano precedenti su precedenti, e addio sospensione della pena.


    Non rispondo agli idioti, ai razzisti, ai ritardati, alle persone volgari, agli eunuchi e ai provocatori.


  2. #422
    meridionale d.o.c.
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    Predefinito re: Il caso Sallusti

    Citazione Originariamente Scritto da acquazzurra Visualizza Messaggio
    La verità è che i giornali troppo spesso bruciano la vita delle persone, querela o non querela.
    Vero. Pero' se non quereli te la bruciano, come dici tu. Ma se almeno quereli (come scrive correttamente MrBoiangles) ed hai ragione, puoi ricevere un risarcimento e, caso mai, come in questo caso specifico, esiste pure una remota possibilità che chi ti ha diffamato vada in carcere. A dire la verità penso che Sallusti non andrà in carcere, e questo è soltanto un po' di rumore della corporazione dei giornalisti.
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  3. #423
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    Predefinito re: Il caso Sallusti

    Citazione Originariamente Scritto da Les Paul Visualizza Messaggio
    Questo non lo so', e non so' se sia necessario. Pero' ti cito questo passo di Feltri, che nella difesa accorata di Sallusti scrive :

    La pena pecuniaria di 5mila euro, e sottolineo 5mila euro, viene trasformata in pena detentiva: un anno e due mesi di prigione. Uno pensa: vabbè, c'è la condizionale. Col cavolo. Niente condizionale, perché i direttori di giornale -tutti - sono pieni di cause, ne perdono molte, quindi accumulano precedenti su precedenti, e addio sospensione della pena.


    Feltri, che è un mistificatore professionista oltre che ignorante totale in giurisprudenza, parte da una considerazione sensata ("come mai la condanna in primo grado prevedente una "semplice" sanzione - i 5.000 erano la multa, poi ce n'erano altri 30.000 di risarcimento - è stata trasformata in appello in pena carceraria?") però, poi, va a sbracare come suo solito.

    La domanda me la sono posta anche io: ma per avere una risposta bisognerebbe leggere le motivazioni della sentenza d'appello.
    Di contro; c'è da considerare che per un episodio (quasi) simile, altri giudici hanno deciso per l'esatto contrario: quando trasformarono una sentenza di carcerazione in primo grado in una sanzione (poi prescritta) nell'appello.

    Quel giornalista era Marco Travaglio (bastonato a reti ed edicole unificate PROPRIO da Feltri, Sallusti e Belpietro), il querelante era Previti: ed è tutto dire.

  4. #424
    meridionale d.o.c.
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    Predefinito re: Il caso Sallusti

    Beh... secondo me a giustificare lo sviluppo della condanna, dal rpimo grado (multa) all'appello (reclusione) potrebbe essere stato l'assenza di qualsiasi legale in rappresentanza di Sallusti. Voglio dire, se in tutte le udienze del primo grado e dell'appello il tuo avvocato NON si presenta nemmeno (almeno cosi' pare sia successo, sempre leggendo Feltri....) il giudice si incazza, e di brutto pure. E se c'e' pure un appello, il secondo giudice rincara pesantemente la dose. Se poi il danneggiato è un altro giudice ..... a pensare male è peccato, ma spesso ce se coje, dice un famoso gobbo italico ....:hihi:
    Non rispondo agli idioti, ai razzisti, ai ritardati, alle persone volgari, agli eunuchi e ai provocatori.


  5. #425
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    Predefinito re: Il caso Sallusti

    Citazione Originariamente Scritto da MrBojangles Visualizza Messaggio
    Feltri, che è un mistificatore professionista oltre che ignorante totale in giurisprudenza, parte da una considerazione sensata ("come mai la condanna in primo grado prevedente una "semplice" sanzione - i 5.000 erano la multa, poi ce n'erano altri 30.000 di risarcimento - è stata trasformata in appello in pena carceraria?") però, poi, va a sbracare come suo solito.

    La domanda me la sono posta anche io: ma per avere una risposta bisognerebbe leggere le motivazioni della sentenza d'appello.
    Di contro; c'è da considerare che per un episodio (quasi) simile, altri giudici hanno deciso per l'esatto contrario: quando trasformarono una sentenza di carcerazione in primo grado in una sanzione (poi prescritta) nell'appello.

    Quel giornalista era Marco Travaglio (bastonato a reti ed edicole unificate PROPRIO da Feltri, Sallusti e Belpietro), il querelante era Previti: ed è tutto dire.
    "Quelli eran giorni
    oh si, erano giorni
    al mondo non puoi chiedere di più
    e ballavamo anche senza musica
    nel nostro cuore c'era molto più.
    e ballavamo anche senza musica
    di là passava la nostra gioventù."



  6. #426
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    Predefinito Re: Vogliono arrestare Sallusti: democrazia negata per legge

    Citazione Originariamente Scritto da salvo.gerli Visualizza Messaggio
    Vogliono arrestare Sallusti: democrazia negata per legge




    Stanno per arrestare il direttore de ilGiornale: Alessandro Sallusti rischia 14 mesi in cella per un articolo neppure firmato. La corte d'Appello di Milano lo ha condannato in tempi record per diffamazione aggravata e non solo per omesso controllo. Nel testo non appariva nemmeno il nome del magistrato che si è sentito offeso. Il 26 la Cassazione decide se dovrà andare in carcere. La colpa? Non è dei giudici, ma dei politici che non hanno mai cambiato una legge antidemocratica


    Vittorio Feltri


    Un giornalista in carcere per motivi professionali è la negazione della democrazia. Infatti l'Italia non è un Paese democratico né liberale: l'unico in Occidente a non esserlo.




    Noi siamo uguali alla Corea del Nord, simili alla fallita Unione Sovietica. Tutto dalla vita mi sarei aspettato, tranne che di scrivere questo articolo. Mi tremano le mani sulla tastiera della Olivetti.

    Vi racconto ciò che sta per accadere: il nostro direttore responsabile, Alessandro Sallusti, è sul punto di essere arrestato.

    Ha ucciso un persona, premeditando il delitto? Ha rapinato una banca? Ha violentato una bambina? Ha scritto un articolo contro Gesù o contro Maometto? Nossignori.

    Nel 2007, in quanto gerente di Libero, aveva la responsabilità oggettiva di quanto quel quotidiano pubblicava. Poiché un dì vennero stampati sul medesimo foglio un pezzo e un commento su una vicenda giudiziaria, nei quali era citato un giudice tutelare, Giuseppe Cocilovo, questi, ritenendosi diffamato, sporse querela.



    Vogliono arrestare il direttore: Sallusti rischia 14 mesi in cella

    La giurisprudenza nel resto del mondo: Italia caso a sé


    Il commento in questione non era stato vergato da Sallusti, ma da un altro autore che lo aveva firmato con uno pseudonimo. Non importa.

    La legge considera responsabile di ogni riga storta (uscita sul giornale) il direttore. Il quale pertanto è stato processato a sua insaputa.

    Perché a sua insaputa? L'avvocato dell'azienda editoriale si era distratto e non aveva tutelato l'imputato. Che, in primo grado, fu condannato a una pena pecuniaria: 5mila euro. Routine. Si paga, di solito, e buona notte. Incidenti di percorso.La sentenza però fu appellata dalla parte lesa. Trascorre un po' di tempo, e si celebra il processo di secondo grado, ancora senza l'avvocato di fiducia, assente ingiustificato: ha disertato l'aula per smemoratezza o altro, non si sa; lui non è più rintracciabile. Automaticamente, gli subentra un legale d'ufficio che forse non si prende molto a cuore la storia, cosicché il verdetto è micidiale. La pena pecuniaria di 5mila euro, e sottolineo 5mila euro, viene trasformata in pena detentiva: un anno e due mesi di prigione. Uno pensa: vabbè, c'è la condizionale. Col cavolo. Niente condizionale, perché i direttori di giornale - tutti - sono pieni di cause, ne perdono molte, quindi accumulano precedenti su precedenti, e addio sospensione della pena.

    Mercoledì sera, a Sallusti - che cade dalle nuvole - comunicano che il 26 settembre, cioè mercoledì venturo, la Cassazione esaminerà il caso; non entrerà nel merito, ma controllerà la regolarità formale del giudizio di secondo grado. Se non avrà nulla da eccepire, la sentenza sarà immediatamente esecutiva. E il nostro direttore verrà arrestato e chiuso in una cella come un delinquente e dovrà scontare il castigo. Inammissibile, assurdo.

    Segnalo ai lettori che l'Italia è l'unico Paese europeo - che dico? occidentale - in cui i reati a mezzo stampa sono valutati dalla giustizia penale anziché da quella civile.

    Solo le dittature più efferate usano sistemi di questo tipo: un modo violento allo scopo di reprimere ogni tentativo di criticare il regime. Nelle democrazie appena appena decenti, la persona offesa da un giornale si rivolge al tribunale civile e chiede un congruo risarcimento, poi, eventualmente, accordato dal giudice.

    D'altronde - esemplifico - se qualcuno mi dà gratuitamente del cretino, o mi attribuisce un'azione cattiva che non ho commesso, non ho interesse che chi mi ha insultato o diffamato vada in galera; mi preme piuttosto che egli paghi in soldoni il suo errore.

    In effetti, ripeto, succede così in tutto il mondo civile, o quasi, tranne che nella nostra piangente penisola. Ma non per colpa dei magistrati, che si limitano ad applicare la legge. A volte la applicano con mano lieve, altre con mano pesante. Ma non si inventano nulla. Applicano il codice e basta. La legge fornisce loro dei mezzi e delle armi, che vanno dal temperino al mitra. In alcune circostanze adoperano il primo, in altre il secondo. Ma non si tratta di abusi. Essi rimangono nell'ambito del consentito.

    Non è con loro che noi (io) polemizziamo. Ma con i dementi che, dopo 60 e passa anni di finta democrazia, mantengono in vita, per accidia e menefreghismo, alcune pagine del codice fascista.

    Sì, fascista.

    Non vanno linciati i giudici «esagerati», che agiscono comunque in base alle regole, ma chi quelle regole non ha mai avuto il coraggio, e la sensibilità civile, di modificare, adeguandole ai canoni della democrazia liberale. Tra costoro metto anche Silvio Berlusconi che, incoscientemente, non ha provveduto quando avrebbe potuto farlo, imponendosi sui fetenti da cui era circondato, a revisionare il succitato codice. Giuro: a me aveva promesso che avrebbe depenalizzato i reati di opinione. Invece non è riuscito a combinare niente perché la lobby degli avvocati, potente e massiccia in Parlamento, si è opposta. Già: cause che pendono, cause che rendono.

    Risultato. I giornalisti vanno in galera perché i rischi del mestiere sono questi in Italia: non di pagare con i risarcimenti, come sarebbe giusto, ma di pagare con la detenzione.

    Vergognatevi tutti, politici dei miei stivali. Si vergognino Berlusconi, Prodi, D'Alema, Amato, Ciampi, Fanfani (anche se è morto), Andreotti, Emilio Colombo, Craxi (anche se è morto), De Mita. Tutti i governi, di destra, di centro e di sinistra. Non solo hanno mandato in malora il Paese: hanno anche ucciso la libertà di stampa nella culla. Io me ne frego. Mi ribello a questa gente che ha pensato solo ai fatti propri, e ha abbandonato i giornalisti, lasciandoli alla mercé di una legge iniqua, fascista e tirannica, pur pretendendo che continuino a fare il loro mestiere.


    Ma quale mestiere? Come si fa a lavorare serenamente se uno di noi, Alessandro Sallusti, per un articolo che neppure ha scritto, è in procinto di finire dietro le sbarre per un anno e due mesi? Qui non c'entrano le posizioni politiche di ciascuno di noi. Possiamo essere nel giusto o no, possiamo essere simpatici o antipatici, ben retribuiti o ridotti alla fame: non è questo che conta. Conta piuttosto che si distingua fra criminali e gente che nella propria attività, pur sbagliando, non merita il carcere.

    Cari politici del menga, svegliatevi. Date un segnale che non siete lì a difendere l'indifendibile, e se non potete salvare l'Italia dalla crisi, salvatela almeno da certi obbrobri. Cambiare una legge odiosa non costa niente: due righe da depennare comportano sì e no l'investimento di 20 euro. Non c'è più un centesimo perché avete già raschiato il fondo della cassa? Ve li do io. Attenzione: se Sallusti sarà associato alle carceri, non la passerete liscia. Oltre a non fare bella figura, rischierete gli sputi di tutti noi.


    P.S.: caro Alessandro, siamo solidali con te, e come te ci sentiamo vittime di una classe politica capace di tutto e buona a nulla (Leo Longanesi).


    ...


    Ma nessun giudice farebbe finire in galera un giornalista di sinistra per le stesse ragioni. E allora, perchè preoccuparsi?
    Far ragionare un idiota non è impossibile, è inutile

  7. #427
    bronsa querta
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    Predefinito re: Il caso Sallusti

    Citazione Originariamente Scritto da MrBojangles Visualizza Messaggio
    E spero proprio che i danneggiati glie lo concedano.
    Viva il rispetto della legge.


    (quando piace)
    C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".

  8. #428
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    Predefinito re: Il caso Sallusti

    Citazione Originariamente Scritto da Garat Visualizza Messaggio
    Viva il rispetto della legge.


    (quando piace)
    Brunikiano! Piddi! Cacca! Pupù!
    Travagliafobico! MrBojanglefobico!

    Sei una vergogna ambulante..........
    Ultima modifica di Proteus; 24-09-12 alle 09:32

  9. #429
    S'le not u s'farà dè!
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    Predefinito Re: Sallusti e la legge del contrappasso

    Citazione Originariamente Scritto da cantone_nordovest Visualizza Messaggio
    Giornalisti: Radicali, Sallusti vittima leggi criminogene centrodestra - Yahoo! Notizie Italia

    <<Giornalisti: Radicali, Sallusti vittima leggi criminogene centrodestra

    [..] >>

    Il caso Sallusti dimostra , qualora ce ne fosse bisogno , quanto sia meritato l'ultrasettantesimo posto dell'Italia nella classifica della libertà di stampa

    Domanda : se il carnefice diventa vittima .solo per questo merita affetto simpatia solidarietà ? ah il buonismo ...
    peccato pero' che questo freno alla libertà di stampa non arrivi dal potere legislativo ma da qualcun altro


  10. #430
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    Predefinito re: Il caso Sallusti

    Citazione Originariamente Scritto da Sebastiano Visualizza Messaggio
    Ai tempi di Guareschi il codice penale era un altro. Oggi Erika e Omar dopo sei anni sono già liberi, figuratevi se ci finisce Sallusti. Al massimo lo mettono nella cripta.
    In effetti Sallusti non si deve preoccupare: in caso di radiazione dall'Ordine dei giornalisti ha un futuro assicurato nel cinema...come interprete di Dracula!!!
    Ultima modifica di Mauri61; 24-09-12 alle 10:01
    Non rispondo a mitomani, onanisti e depensanti...a questi ci dovrebbe pensare l'ASL.

 

 
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