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re: Il caso Sallusti
Citazione:
Originariamente Scritto da
Jared
Se emettono un mandato d'arresto per travaglio...
AHHH, CENSURA FASCISTA!!
Se ci sono prove che abbia commesso reati, nessuna censura fascista, si prende la sua pena.
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re: Il caso Sallusti
Citazione:
Originariamente Scritto da
polifilo
sarebbe troppo comodo se il reato di diffamazione si riducesse a questo se io dico che il signor X è una testa di...pero esprimo un'opinione.
se io dico che grillo è un assassino diffamo.
capisci che le cose non sono così semplici come le fate voi.
voi scambiate le parolacce con la diffamazione. se domani pesto una cacca e dico merda...mica diffamo la cacca.
:hihi:
Tu o sei pazzo o sei in malafede.
Su grillo c'è una sentenza passata in giudicato.
E ripeto: stai polemizzando MALE sull'esempio e non sul concetto.
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re: Il caso Sallusti
Citazione:
Originariamente Scritto da
phantomxk9
A uno come Sallusti con 50.000€ gli fai una carezza...
Giudicherà il giudice quanto dare in base al danno (funziona così per tutto), va risarcito il danno morale, d'immagine etc. del diffamato e non vedo come il carcere possa farlo.
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re: Il caso Sallusti
Citazione:
Originariamente Scritto da
phantomxk9
Per un opinione o per diffamazione?
Per diffamazione.
Marco Travaglio - Wikipedia
- Nel 2000 è stato condannato in sede civile,[74][75] dopo essere stato citato in giudizio da Cesare Previti a causa di un articolo su L'Indipendente, al risarcimento del danno quantificato in 79 milioni di lire.[76][77]
- Il 4 giugno 2004 è stato condannato dal Tribunale di Roma in sede civile a un totale di 85.000 euro (più 31.000 euro di spese processuali) per un errore contenuto nel libro «La Repubblica delle banane» scritto assieme a Peter Gomez e pubblicato nel 2001; in esso, a pagina 537, si attribuiva erroneamente all'allora neo-parlamentare di Forza Italia Giuseppe Fallica una condanna per false fatture che aveva invece colpito un omonimo funzionario di Publitalia. L'errore era poi stato trasposto anche su L'Espresso, il Venerdì di Repubblica e La Rinascita della Sinistra, per cui la condanna in solido, oltreché la Editori Riuniti, è stata estesa anche al gruppo Editoriale L'Espresso. Nel 2009, dopo il ricorso in appello, la pena è stata ridotta a 15.000 euro.[78]
- Il 5 aprile 2005 è stato condannato dal Tribunale di Roma in sede civile, assieme all'allora direttore dell'Unità Furio Colombo, al pagamento di 12.000 euro più 4.000 di spese processuali a Fedele Confalonieri (Mediaset) dopo averne associato il nome ad alcune indagini per ricettazione e riciclaggio, reati per i quali, invece, non era risultato inquisito.[79]
- Il 20 febbraio 2008 il Tribunale di Torino in sede civile lo ha condannato a risarcire Fedele Confalonieri e Mediaset con 26 000 euro, a causa dell'articolo "Piazzale Loreto? Magari"[80] pubblicato nella rubrica Uliwood Party su l'Unità il 16 luglio 2006.[81]
- Nel giugno 2008 è stato condannato dal Tribunale di Roma in sede civile, assieme al direttore dell'Unità Antonio Padellaro e a Nuova Iniziativa Editoriale, al pagamento di 12.000 euro più 6.000 di spese processuali per aver descritto la giornalista del TG1 Susanna Petruni come personaggio servile verso il potere e parziale nei suoi resoconti politici: «La pubblicazione», si leggeva nella sentenza, «difetta del requisito della continenza espressiva e pertanto ha contenuto diffamatorio».[79]
- Il 28 aprile 2009 è stato condannato in primo grado dal Tribunale penale di Roma per il reato di diffamazione ai danni dell'allora direttore di Raiuno, Fabrizio Del Noce, perpetrato mediante un articolo pubblicato su L'Unità dell'11 maggio 2007.[82][83]
- Il 21 ottobre 2009 è stato condannato in Cassazione (Terza sezione civile, sentenza 22190) al risarcimento di 5.000 euro nei confronti del giudice Filippo Verde che era stato definito «più volte inquisito e condannato» nel libro Il manuale del perfetto inquisito, affermazioni giudicate diffamatorie dalla Corte in quanto riferite «in maniera incompleta e sostanzialmente alterata» visto il «mancato riferimento alla sentenza di prescrizione o, comunque, la mancata puntualizzazione del carattere non definitivo della sentenza di condanna, suscitando nel lettore l'idea che la condanna fosse definitiva (se non addirittura l'idea di una pluralità di condanne)».[84]
- Il 18 giugno 2010 è stato condannato[85] dal Tribunale di Torino – VII sezione civile – a risarcire 16.000 € al Presidente del Senato Renato Schifani (che aveva chiesto un risarcimento di 1.750.000 €) per diffamazione avendo evocato la metafora del lombrico e della muffa a Che tempo che fa il 10 maggio 2008. Il Tribunale ha invece ritenuto che le richieste di chiarimenti, da parte di Travaglio, circa i rapporti di Schifani con esponenti della mafia siciliana rientrino nel diritto di cronaca, nel diritto di critica e nel diritto di satira.[86]
- L'11 ottobre 2010 Travaglio è stato condannato in sede civile per diffamazione dal Tribunale di Marsala, per aver dato del figlioccio di un boss all'assessore regionale siciliano David Costa, arrestato con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e successivamente assolto in forma definitiva. Travaglio è stato condannato a pagare 15.000€[87].
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re: Il caso Sallusti
Citazione:
Originariamente Scritto da
Zaccanasta
Giudicherà il giudice quanto dare in base al danno (funziona così per tutto), va risarcito il danno morale d'immagine etc. del diffamato e non vedo come il carcere possa farlo.
ancoraaaaaaaaaaaaaaaa ancoraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa perchè tu non vuoi capireeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee che è recidivoooooooooooooooooooooooo
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re: Il caso Sallusti
Citazione:
Originariamente Scritto da
Zaccanasta
Giudicherà il giudice quanto dare in base al danno (funziona così per tutto), va risarcito il danno morale, d'immagine etc. del diffamato e non vedo come il carcere possa farlo.
Insomma: la legge dice A ma siccome a te non piace il giudice deve giudicare diversamente...
Giuristi allo sbaraglio.
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re: Il caso Sallusti
Citazione:
Originariamente Scritto da
Jared
Per diffamazione.
Marco Travaglio - Wikipedia
- Nel 2000 è stato condannato in sede civile,[74][75] dopo essere stato citato in giudizio da Cesare Previti a causa di un articolo su L'Indipendente, al risarcimento del danno quantificato in 79 milioni di lire.[76][77]
- Il 4 giugno 2004 è stato condannato dal Tribunale di Roma in sede civile a un totale di 85.000 euro (più 31.000 euro di spese processuali) per un errore contenuto nel libro «La Repubblica delle banane» scritto assieme a Peter Gomez e pubblicato nel 2001; in esso, a pagina 537, si attribuiva erroneamente all'allora neo-parlamentare di Forza Italia Giuseppe Fallica una condanna per false fatture che aveva invece colpito un omonimo funzionario di Publitalia. L'errore era poi stato trasposto anche su L'Espresso, il Venerdì di Repubblica e La Rinascita della Sinistra, per cui la condanna in solido, oltreché la Editori Riuniti, è stata estesa anche al gruppo Editoriale L'Espresso. Nel 2009, dopo il ricorso in appello, la pena è stata ridotta a 15.000 euro.[78]
- Il 5 aprile 2005 è stato condannato dal Tribunale di Roma in sede civile, assieme all'allora direttore dell'Unità Furio Colombo, al pagamento di 12.000 euro più 4.000 di spese processuali a Fedele Confalonieri (Mediaset) dopo averne associato il nome ad alcune indagini per ricettazione e riciclaggio, reati per i quali, invece, non era risultato inquisito.[79]
- Il 20 febbraio 2008 il Tribunale di Torino in sede civile lo ha condannato a risarcire Fedele Confalonieri e Mediaset con 26 000 euro, a causa dell'articolo "Piazzale Loreto? Magari"[80] pubblicato nella rubrica Uliwood Party su l'Unità il 16 luglio 2006.[81]
- Nel giugno 2008 è stato condannato dal Tribunale di Roma in sede civile, assieme al direttore dell'Unità Antonio Padellaro e a Nuova Iniziativa Editoriale, al pagamento di 12.000 euro più 6.000 di spese processuali per aver descritto la giornalista del TG1 Susanna Petruni come personaggio servile verso il potere e parziale nei suoi resoconti politici: «La pubblicazione», si leggeva nella sentenza, «difetta del requisito della continenza espressiva e pertanto ha contenuto diffamatorio».[79]
- Il 28 aprile 2009 è stato condannato in primo grado dal Tribunale penale di Roma per il reato di diffamazione ai danni dell'allora direttore di Raiuno, Fabrizio Del Noce, perpetrato mediante un articolo pubblicato su L'Unità dell'11 maggio 2007.[82][83]
- Il 21 ottobre 2009 è stato condannato in Cassazione (Terza sezione civile, sentenza 22190) al risarcimento di 5.000 euro nei confronti del giudice Filippo Verde che era stato definito «più volte inquisito e condannato» nel libro Il manuale del perfetto inquisito, affermazioni giudicate diffamatorie dalla Corte in quanto riferite «in maniera incompleta e sostanzialmente alterata» visto il «mancato riferimento alla sentenza di prescrizione o, comunque, la mancata puntualizzazione del carattere non definitivo della sentenza di condanna, suscitando nel lettore l'idea che la condanna fosse definitiva (se non addirittura l'idea di una pluralità di condanne)».[84]
- Il 18 giugno 2010 è stato condannato[85] dal Tribunale di Torino – VII sezione civile – a risarcire 16.000 € al Presidente del Senato Renato Schifani (che aveva chiesto un risarcimento di 1.750.000 €) per diffamazione avendo evocato la metafora del lombrico e della muffa a Che tempo che fa il 10 maggio 2008. Il Tribunale ha invece ritenuto che le richieste di chiarimenti, da parte di Travaglio, circa i rapporti di Schifani con esponenti della mafia siciliana rientrino nel diritto di cronaca, nel diritto di critica e nel diritto di satira.[86]
- L'11 ottobre 2010 Travaglio è stato condannato in sede civile per diffamazione dal Tribunale di Marsala, per aver dato del figlioccio di un boss all'assessore regionale siciliano David Costa, arrestato con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e successivamente assolto in forma definitiva. Travaglio è stato condannato a pagare 15.000€[87].
Se l'offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una Autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate.
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re: Il caso Sallusti
Citazione:
Originariamente Scritto da
Garat
Tu o sei pazzo o sei in malafede.
Su grillo c'è una sentenza passata in giudicato.
E ripeto: stai polemizzando MALE sull'esempio e non sul concetto.
A me fa schifo Sallusti, quando taccia Grillo come fosse un killer, quando in realtà ha avuto un incidente stradale e sono morte delle persone,
una cosa che disgraziatamente può succedere a tutti... Come si può arrivare a mettere in mezzo dei morti pur di infangare una persona?
È un essere che andrebbe cacciato dall'albo e mandato ai lavori forzati,
non ha nemmeno un minimo di pudore...
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re: Il caso Sallusti
Citazione:
Originariamente Scritto da
phantomxk9
Trovami una pena degna alternativa... La libertà finisce dove comincia la mia.
Rispondi adeguatamente alle mie accuse, senza denunce ed arresti.
Citazione:
Ci deve essere sempre un "bilanciamento" nei poteri, altrimenti è come una macchina senza freni...
Appunto, se la magistratura invade il mondo politico, e il potere legislativo ed esecutivo, decade il principio della Repubblica che si basa sulla divisione dei poteri.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Aldo Raine
Se ci sono prove che abbia commesso reati, nessuna censura fascista, si prende la sua pena.
Anche l'arresto, se sei coerente.
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re: Il caso Sallusti
Citazione:
Originariamente Scritto da
Zaccanasta
Giudicherà il giudice quanto dare in base al danno (funziona così per tutto), va risarcito il danno morale, d'immagine etc. del diffamato e non vedo come il carcere possa farlo.
Il sistema non funziona fa acqua da tutte le parti... Ad un blogger l'han processato per 5 anni e forse ora sta vedendo la luce, semplicemente perché non era registrato all'albo...