







La libera informazione, la stampa libera ed indipendente sono dei pilastri su cui si regge la Democrazia di un Paese e come tali vanno difesi dai più alti ranghi di legge.
Il fanatismo di molti giornali, di proprietà dei vari movimenti o partiti politici, lautamente foraggiati con i soldi dei contribuenti tutti, rappresenta una crepa del sistema democratico e come tale deve essere considerato dalle autorità competenti.






E qui mi viene in aiuto il bravo Valentini:
Anzi, "bravino": poiché la perdita di legittimazione democratica e di credibilità andrebbe addebitata alla classe politica che le leggi scrive, non alla "giustizia".Qui però non si tratta soltanto di una divergenza d'opinioni, di un dissenso politico o culturale. Né tantomeno di una malintesa solidarietà professionale, da manifestare a un collega come un obbligo di categoria o una difesa d'ufficio. La vicenda tocca un nervo scoperto del rapporto fra giustizia e informazione, coinvolgendo tutti noi cittadini di questa Repubblica.
Il rischio che mercoledì prossimo il direttore del "Giornale" possa finire in carcere per un articolo scritto da un altro giornalista nel 2007, quando lo stesso Sallusti era reggente di "Libero" e ne aveva quindi la cosiddetta responsabilità oggettiva, rappresenta un'aberrazione giuridica che non può appartenere alla civiltà del Diritto. Non è solo malata una giustizia in grado di produrre una tale mostruosità. È una giustizia che contraddice e nega se stessa, la propria legittimazione democratica, la propria autorevolezza e credibilità.
Rispetto al principio fondamentale per cui la responsabilità penale è necessariamente personale, appare già di per sé mostruoso l'istituto della responsabilità oggettiva che incombe sul direttore giornale, per tutto ciò che viene scritto e pubblicato, anche indipendentemente dalla sua impossibilità fisica o materiale di controllarne il contenuto. È una presunzione giuridica ormai inaccettabile, un automatismo intimidatorio e vessatorio, che configura una forma indiretta di censura preventiva. E rappresenta perciò una grave limitazione - questa sì, davvero oggettiva - alla libertà di stampa.
Quando un direttore rischia la galera - Repubblica.it
Ultima modifica di MrBojangles; 23-09-12 alle 08:25


Le persone intelligenti parlano di idee.Originariamente Scritto da Medsim
Definiscono Travaglio un profeta.
Questo la dice lunga sulla situazione della stampa italiana.
Le persone informate di notizie.
Per persone mediocri parlano solo di altre persone.
In questo 3D ho letto ogni castroneria possibile ed immaginabile, voli pindarici degli illuminati che hanno presunto e tratto coclusioni sul pensiero di diverso forumisti, il tutto in massima libertà e senza alcun riscontro nel mondo reale.
Ma va bene così, ci aggiorneremo a sentenza emessa con la consapevolezza che i suddetti illuminati non ne capiranno il senso e le eventuali ripercussioni, perché sono troppo impegnati a parlare della persona per poter capire i fatti.
Saluti.
Ultima modifica di Medsim; 23-09-12 alle 08:21
Nessuno si crea, nessuno si distrugge, tutti si ricandidano.




mai visto un comunista in galera in italia, anche dopo la guerra, persino se eri federale, bastava prendere la tessera del pci e ti salvavi l'anima.
la terribile violenza che hanno subito i comunisti in toscana.
sono quaranta anni che magnano senza fermarsi mai...un sopruso
io chiamerei le associazioni per i diritti degli animali
:hihi:
veni vidi mici