



Ultima modifica di MrBojangles; 26-09-12 alle 14:55






Se la legge lo prevede SI
Se la legge non lo prevede NO
Se la legge NON lo prevede e lui dovesse andare ugualmente in carcere .... allora ricorre ad un altro grado di giudizio, chiede i danni ai suoi legali, ricorre alla Corte Europea, se ne va dall'Italia e si rifugia in Nuova Guinea, si ritira in un monastero tibetano ....
Forse "la legge è sempre giusta per definizione" aveva lo spirito di ratificare quanto ho scritto sopra, magari usando dei termini impropri, ma il senso forse era giusto.
Non esistono leggi "sbagliate" (impropriamente : ingiuste), magari sono ingiuste, razziste, superficiali, di parte, faziose .... ma sono sempre leggi "DA RISPETTARE" ( e quindi definirle "GIUSTE" è improprio, ma il senso a me sembra esatto).
insomma che domande fai ?....Visto che la tua domanda era piuttosto semplice, la mia risposta lo è uguale.![]()
Ultima modifica di Les Paul; 26-09-12 alle 15:53
Non rispondo agli idioti, ai razzisti, ai ritardati, alle persone volgari, agli eunuchi e ai provocatori.


Lasciando da parte che io non parlavo di legge ma di principio generale, diciamo di come uno la pensa al di là della legge. Detto questo le leggi possono essere ingiuste e sbagliate e possono essere infrante, ora non mi riferisco a questo caso ma altre leggi è un dovere infrangerle (se la legge dice di ammazzare i bambini neri è un dovere non solo non farlo ma evitare che lo facciano gli altri)
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Il vizio insito nel capitalismo è la ineguale distribuzione della ricchezza. La virtù insita nel socialismo è la uguale distribuzione della miseria.


Sallusti, pg Cassazione: ''Diffamazione c'è stata, sì allo sconto di pena'' - Adnkronos Cronaca
Sallusti, pg Cassazione: ''Diffamazione c'è stata, sì allo sconto di pena''
Roma - (Adnkronos/Ign) - Per la pubblica accusa di Piazza Cavour occorre celebrare un nuovo processo sulla concessione delle attenuanti generiche. La difesa del giudice Cocilovo: ''Preso di mira da 'Libero', la libertà di espressione non è assoluta''
Roma, 26 set. (Adnkronos/Ign) - La diffamazione contestata al direttore de 'Il Giornale' Alessandro Sallusti è stata commessa, tuttavia occorre celebrare un nuovo processo sulla concessione delle attenuanti generiche. E' il parere del pg Gioacchino Izzo che, ai giudici della quinta sezione penale, ha sollecitato l'annullamento della sentenza d'appello che ha condannato Sallusti a 14 mesi senza condizionale limitatamente alla mancata concessione delle attenuanti generiche.
Per il pg di Piazza Cavour, invece, è assolutamente certa la diffamazione commessa ai danni del giudice tutelare Giuseppe Cocilovo come pure è ''ampiamente motivata'' la decisione della Corte d'Appello di Milano che, il 17 giugno 2011, contrariamente alla decisione di primo grado ha ritenuto di non convertire in multa la condanna inflitta a Sallusti.
Per il pg di Piazza Cavour, dunque, il direttore de 'Il Giornale' per l'articolo pubblicato nel febbraio 2007 avrebbe solo diritto ad uno sconto di pena in quanto ''manca la motivazione sulla intensità del dolo''. Per il resto il suo ricorso, sempre a detta del pg, dovrebbe essere respinto. La pubblica accusa di Piazza Cavour ha inoltre chiesto un nuovo processo nei confronti del giornalista di 'Libero' Andrea Monticone, che ha seguito la vicenda giudiziaria del delicatissimo caso di giustizia minorile in questione.
In un articolo apparso nel febbraio 2007 su 'Libero', all'epoca diretto dallo stesso Sallusti, uscì un editoriale con uno pseudonimo in cui veniva invocata la pena di morte per il magistrato Giuseppe Cocilovo che si era occupato del caso.
L'avvocato Monica Senor, che rappresenta il giudice Cocilovo costituitosi parte civile nel processo contro Sallusti, ha sottolineato che Cocilovo "è stato preso di mira da 'Libero' per le sue posizioni e alla prima occasione utile è stato colpito". Il legale del giudice nella sua arringa ha evidenziato che "la libertà di espressione non è assoluta ma ci deve essere un bilanciamento".
Secondo la difesa di Cocilovo, nei confronti del magistrato è stato orchestrato un "vero e proprio attacco. Dagli articoli del giornale - ha evidenziato il legale - viene fuori che Cocilovo è un abortista. Che nel 2006, in base a quanto ha riportato 'Libero', era balzato agli onori della cronaca per avere telefonato al sindaco di Torino Chiamparino lamentando il fatto che un suo assessore era contrario all'aborto. Insomma nei confronti di questo magistrato è stato sferrato un vero e proprio attacco dal quotidiano". Secondo l'avvocato Senor, "non ci sono dubbi sull'attribuzione a Sallusti dell'editoriale con lo pseudonimo Dreifus". In ogni caso, ha sottolineato, "in caso di articolo scritto di anonimo a risponderne deve essere il direttore del giornale".
"Chiedere la grazia? Bisogna essere coerenti. La grazia la chiede uno che sa di aver sbagliato e chiede perdono allo Stato. Io sono convinto di non meritare quella sentenza, quindi perché dovrei chiedere scusa di un reato che non ho commesso?" ha dichiarato Sallusti a Tgcom24. "Mi sentirei molto in imbarazzo a chiedere la grazia. Poi, certo, bisognerà vedere cosa succederà sulla porta del carcere. Non so cosa può passare nella mente di un uomo in quel momento. Adesso dico di no, poi non si sa cosa può accadere".
"Siamo di fronte a un problema reale - prosegue Sallusti - siamo l'unico paese occidentale in cui uno può andare in carcere per delle idee. Non parliamo di diffamazione, l'articolo incriminato propone una tesi molto forte che può offendere qualcuno, ma è una tesi, è un ragionamento politico e culturale. Siamo nel campo dell'opinione e non si può andare in carcere per un'opinione. Se dovesse andare tutto bene - conclude - continuerò a fare il mio lavoro e mi auguro che questo rischio apra gli occhi alla classe politica perché si regoli in maniera più equa la materia e si risolva il problema una volta per tutte".


Ostuni querelato da Carofiglio Gli scrittori vanno in commissariato - Corriere.it
Secondo voi questa è diffamazione e se si vale 50.000€?Ostuni, editor di Ponte alle Grazie, ha rivolto al libro Il silenzio dell’onda (Rizzoli) e al suo autore, Carofiglio: «Un libro letterariamente inesistente, scritto con i piedi da uno scribacchino mestierante, senza un’idea, senza un’ombra di “responsabilità dello stile”, per dirla con Roland Barthes»
Per questo giudizio abrasivo, Carofiglio ha fatto causa, civile, non penale, ad Ostuni, chiedendo un risarcimento di 50mila euro
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Il vizio insito nel capitalismo è la ineguale distribuzione della ricchezza. La virtù insita nel socialismo è la uguale distribuzione della miseria.




Allora, tu dici ne post precedente di "non divagare " ... bene. Intanto non si capiva che parlavi di principio generale. La domanda era abbastanza semplice e senza retroterra culturale evidente.
Ma tornando al principio ti do' la mia modesta opinione. Il principio che un giornalista possa andare in galera per diffamazione a mio avviso è giusto, corretto e democratico.
Non si pososno fare le leggi per tutti, meno che per giornalisti, giudici, deputati, senatori, presidenti del consiglio, presidenti della corte costituzionale ecc..... altrimenti la legge diventa valida solo per i fessi, per quelli cioè che non ricoprono grandi cariche istituzionali, vanno a lavorare come i ciucci, e se dicono ad un vigile urbao che ha le corna si becca 6 mesi di carcere con la condizionale (la prima volta, e forse...)-
Secondo me nelle mani di un giornalista ci possono essere i destini di decine di persone, che una volta infangate da una diffamazione (pilotata, volontaria, involontaria, criminale, preordinata ecc....) hanno finito di vivere. E non parlo solo del politico famoso puttaniere o meno, ma parlo anche del persoaggio dello spettacolo, dell'avvocato, del musicista o dell'amministratore di condominio che dovesse capitare per qualche motivo sulle pagine di un giornale con la qualifica errata di mariuolo, pedofilo, omosessuale o spacciatore di droga.
E a mio sommesso avviso non si puo' e non si deve monetizzare l'eventuale diffamazione, altrimenti chi tiene alle spalle Murdog o Berlusca se la cava alla stragrande e puo' dire quello che gli pare . Al contrario chi avesse un giornaletto locale alle spalle finirebbe all'ergastolo per debiti ...... se non si suicida prima.
Poi chiariamo bene una cosa : qua non parliamo di un giornalista che dice : forse domani piobve, invece non piove, e io lo denuncio.... No, parliamo di affermazioni che danneggiano altre persone, che non vengono smentite per iscritto, che vengono perpetuate e ripetute in altri articoli in modo piu' o meno equivalente.
Quindi la mia opinione è che la legge sulla diffamazione punisca severamente i giornalisti con sospensioni dall'ordine, sospensioni dalla pubblicazione di articoli e altre iniziative ; ma che in caso di reiterazione preveda anche il carcere, ed in misura crescente per ogni volta che vieni ricondannato sempre per lo stesso reato.
A mio avviso, e con rispetto di tutti.
Non rispondo agli idioti, ai razzisti, ai ritardati, alle persone volgari, agli eunuchi e ai provocatori.