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Discussione: Il caso Sallusti

  1. #1911
    Super Troll
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    Predefinito Re: Sallusti come Sakharov: vado in carcere, ma non vendo la libertà ai giudici comun

    Citazione Originariamente Scritto da 100% Antikomunista Visualizza Messaggio
    Sallusti avrebbe potuto benissimo pagare i 30mila euro al giudice comunista per non finire in carcere (tanto Silvio glieli avrebbe restituiti 10 volte tanto)

    Ma non lo ha fatto, per rispetto di un ideale superiore di LIBERTA'. Cosa che voi Comunisti non sapete nemmeno come si scrive.

    E' stato un gesto eroico, dannunziano... come i grandi martiri delle rivoluzioni liberali di fine 800, o come Jan Palach che si è immolato contro la barbarie bolscevica.

    Altro che quelli dei vostri Partigiani con cui ci rompete le balle da 60 anni, e che facevano le loro azioni e poi lasciavano che fucilassero la povera gente!
    sallusti voleva fare solo un po di propaganda in favore dei suoi finanziatori... il reato lo ha commesso ed è laido,,, come tutti gli scritti di sallusti.,
    Due o tre cosucce sul caso del martire Sallusti. E perché non è il caso di piangere di ALESSANDRO ROBECCHI | Pepe "Il tempo della vita è breve e, se viviamo è per camminare sulla testa dei re" W. Shakespeare
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  2. #1912
    Super Troll
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    Predefinito Re: Sallusti come Sakharov: vado in carcere, ma non vendo la libertà ai giudici comun

    Citazione Originariamente Scritto da CESAR Visualizza Messaggio
    ma tutti quei giornali di sinistra che per anni hanno coperto Berlusconi di vere diffamazioni? i loro direttori sono andati in galera?
    evidentemente non erano diffamazioni
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
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  3. #1913
    Super Troll
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    Predefinito Re: Sallusti come Sakharov: vado in carcere, ma non vendo la libertà ai giudici comun

    Citazione Originariamente Scritto da Antonio Banderas Visualizza Messaggio
    Il fatto che una persona dica cose sgradite o sgradevoli non vuol dire che commetta reato.
    non erano cose sgradevoli,,, erano bugie... e le ha dette solo per fare propaganda ai suoi finanziatori
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
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  4. #1914
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    Predefinito Dreyfus, Renato Farina, non paga. Il suo direttore, Sallusti, va in galera

    Caso Sallusti, Feltri smaschera Dreyfus: è Renato Farina | Fanpage


    di Andrea Parrella
    27 settembre 2012
    01:21
    Caso Sallusti, Feltri smaschera Dreyfus: è Renato Farina
    L'ex direttore di Libero svela rabbiosamente, sul finire della registrazione del programma, il nome del presunto autore dell'articolo che condanna Sallusti: Renato Farina, parlamentare del Pdl.

    Caso Sallusti, Feltri smaschera Dreyfus: è Renato Farina.

    Vittorio Feltri sbotta a Porta a Porta, svelando chi si nasconderebbe dietro il discusso pseudonimo di Dreyfus, quello che con l'articolo del 2007 su Il giornale ha provocato, a cinque anni di distanza, la condanna a 14 mesi di reclusione senza condizionale per Alessandro Sallusti, direttore de Il Giornale. Si tratta di Renato Farina, parlamentare del Pdl dal 2008 ed ex giornalista. Feltri, sul finire della puntata registrata questo pomeriggio, non si sarebbe trattenuto dal dichiarare il nome dell'autore di quell'articolo che incrimina Sallusti (qui il perché della condanna). La notizia viene pubblicata dal sito del neonato giornale Pubblico (il cui direttore, Luca Telese, era presente in studio). L'ex direttore di Libero, quando Vespa gli chiede un'opinione sul caso, risponde così:

    Bene, avevo sperato che avesse lui il coraggio di farsi avanti. Adesso questo nome voglio farlo io, lo fanno molti. Ma è bene che sia conosciuto da tutti: si tratta di Renato Farina.

    Pare che Vespa abbia dunque chiesto a Feltri, subito dopo la fine della registrazione, come mai non lo avesse detto prima. La risposta:

    L’ho difeso tutta la vita, speravo che avesse un minimo di coraggio, invece è un vigliacco. Speravo si prendesse le sua responsabilità. Non si è verificata ne’ una cosa ne’ un’altra. È semplicemente un pezzo di merda e Alessandro [Sallusti, ndr] sta pagando con un grandissimo coraggio per una colpa che non è sua.

    Renato Farina, il presunto Dreyfus

    Altrettanto plausibili sono le questioni avanzate nello stesso articolo che divulga la notizia, ovvero che la rivelazione risulta rilevante perché i giudici che hanno emesso la sentenza su Sallusti ha sofferto pesantemente dell'assenza di un punto di riferimento preciso in relazione all'autore dell'articolo. In secondo luogo, essendo Renato Farina un deputato, questo gli avrebbe di fatto concesso di poter beneficiare, probabilmente, dell'immunità parlamentare. Vittorio Feltri si sarebbe adirato, dichiarando di aver difeso Farina per tanto tempo, di avergliene dette al telefono di tutti i colori, chiudendo definendola “una delle più grandi delusioni umane della mia vita”.

    continua su: Caso Sallusti, Feltri smaschera Dreyfus: è Renato Farina | Fanpage
    Fanpage, storie per il nuovo mondo
    Ultima modifica di ConteMax; 27-09-12 alle 07:29

  5. #1915
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    Predefinito Legge diffamazione, la questione va risolta.

    Sallusti ha avuto la sua condanna, capitolo chiuso, ora se ne apre un altro che va analizzato con molta attenzione, quello sulla legge che punisce il reato di diffamazione.

    E per questo riporto un interessante articolo.

    Sallusti, la pena è sospesa, ma la questione resta
    di Beatrice Borromeo | 26 settembre 2012


    Non ci finirà mai Dell’Utri e probabilmente non ci andrà nemmeno Er Batman: la prigione è poco frequentata da chi si scuda con immunità varie, passaporti dominicani e leggi ad personam fatte dagli amici in Parlamento. E poi corruzione, furto o compravendita di voti sono reati troppo comuni tra i potenti di questo Paese. Meglio non spingere perché vengano puniti, che poi ce ne si pente. Molto più semplice incarcerare uno che scrive un articolo – e se Sallusti scampa per un cavillo, buon per lui, ma la legge non cambia – o il tale che diventa criminale solo perché attraversa irregolarmente una frontiera.

    La Cassazione ha confermato la condanna di Sallusti, che ha rischiato 14 mesi di carcere o domiciliari perché colpevole di diffamazione. Il capo d’imputazione è cambiato pochi minuti fa, ma dato che il reato di diffamazione resta, tanto vale rifletterci su: è uno di quei reati insensati, che bisognerebbe depenalizzare all’istante e giudicare solo in sede civile. E non solo perché mettere in galera un giornalista per ciò che scrive è un precedente pericoloso. La condanna a pagare una cifra congrua, se si diffama, è un deterrente anche maggiore.

    Nell’Italia sottosopra si promulga la legge Salva-Previti ma si evita di mettere mano a errori lampanti, come l’articolo 416 ter del codice di procedura penale, secondo cui il politico si può arrestare solo se compra voti dal mafioso in cambio di soldi. Se invece lo ripaga con favori (appalti o concessioni), una volta conquistata la poltrona, non è reato. E così il burattino nelle mani del picciotto resta libero di amministrare le cose pubbliche mentre il giornalista rischia l’arresto.

    Nulla di strano, visto il nostro sistema giuridico. In cui la durata media di un processo è di due anni per ogni grado, anche se la prescrizione si raggiunge molto prima. E non è un errore casuale: dalla ex Cirielli in poi, la Casta ha sistematicamente lavorato perché nessuno degli affiliati rischiasse più di andare al fresco. Basterebbero riforme semplici: tipo che chi si appella solo per raggiungere la prescrizione, in maniera che si dimostra poi pretestuosa, paghi una multa salata. O che chi mente sotto giuramento ne risponda in sede penale (lì sì che avrebbe senso, invece da noi non succede nulla, neanche una ramanzina).

    In galera chi conta non ci finisce spesso, e pare che, in extremis, si salvi pure Sallusti. Uno che questi signori li ha sempre difesi. Forse lo spavento lo spingerà a chiedere ai suoi amici che estendano la cortesia dell’impunità anche alla sua categoria. Tanto da noi funziona così.
    Sallusti, la pena è sospesa, ma la questione resta - Beatrice Borromeo - Il Fatto Quotidiano
    Anche il Ministro Severino, nel pieno rispetto del suo ruolo istituzionale non ha commentato la sentenza ma ha evidenziato una necessità impellente di rivedere la legge limitando l'intervento di essa ad un ambito civile e non penale.

    Visto che ad oggi nessuno ha mai scontato un giorno di carcere per via di questo reato e le questioni si sono sempre risolte con un risarcimento verso la parte lesa vien da pensare che il diritto in modo autonomo, come una sorta di evoluzione naturale, ha già virato nella direzione auspicata dal Ministro Severino.
    Ogni anno le cause per diffamazione sono numerose, nessuna ha mai portato al carcere, ora non resta che intervenire sulla legge per evitare a chi è accusato di diffamazione di dover affrontare un lungo processo in sede penale, permettendo ai giudici di dedicarsi a cose più importanti di cui sopra.


    P.S. Prego interessati a parlare di Sallusti o coloro che credono che si stia parlando di depenalizzare totalmente la diffamazione di astenersi da questa discussione. Grazie.

  6. #1916
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    Predefinito Re: Dreyfus, Renato Farina, non paga. Il suo direttore, Sallusti, va in galera




    due colonne taglio basso » Blog Archive » sallusti: dove sono le snoq? dove sono tutti?

    Libero, 18 febbraio 2007
    Prima e seconda pagina

    Una adolescente di Torino è stata costretta dai genitori a sottomettersi al potere di un ginecologo che, non sappiamo se con una pillola o con qualche attrezzo, le ha estirpato il figlio e l’ha buttato via.

    Lei proprio non voleva. Si divincolava. Non sapeva rispondere alle lucide deduzioni di padre e madre sul suo futuro di donna rovinata.
    Lei non sentiva ragioni perché più forte era la ragione dei cuore infallibile di una madre.

    Una storia comune. Una bambina, se a tredici anni sono ancora bambine, si era innamorata di un quindicenne. Quando ci si innamora, capita: e così qualcosa è accaduto dentro di lei. Lei che era una bambina capiva di aspettare un bambino. Da che mondo è mondo non si è trovata un’ altra formula: non attendeva un embrione o uno zigote, ma una creatura a cui si preparava a mettere i calzini, a darle il seno.

    I genitori hanno pensato: «È immatura, si guasterà tutta la vita con un impiccio tra i piedi».
    Hanno deciso che il bene della ñglia fosse: aborto. In elettronica si dice: reset. Cancellare. Ripartíre da zero.
    Strappare in fretta quel grumo dal ventre della bimba prima che quell’Intruso frignasse, e magari osasse chiamarli, loro tanto giovani, nonna e nonno. Figuriamoci.
    Tutta ’sta fatica a portare avanti e indietro la pupa da casa a scuola e ritorno, in macchina con la coda, poi a danza, quindi in piscina. Ora che lei era indipendente, ecco che si sarebbero ritrovati un rompiballe urlante e la figlia con i pannolini per casa.

    Il buon senso che circola oggi ha suggerito ai genitori: i figli devono essere liberi, vietato vietare. Dunque, divertitevi, amoreggiate. Noi non eccepiamo. Siamo moderni. Quell’altro che deve nascere però non era nei patti, quello è vietato, vietatissimo. Accettiamo che tutti facciano tutto, ma non che turbino la nostra noia.

    Un magistrato allora ha ascoltato le parti in causa e ha applicato il diritto – il diritto! – decretando: aborto coattivo. Salomone non uccise il bimbo, dinanzi a due che se lo contendevano; scelse la vita, ma dev’ essere roba superata, da antico testamento.

    Ora la piccola madre (si resta madri anche se il figlio è morto) è ricoverata pazza in un ospedale.
    Aveva gridato invano: «Se uccidete mio figlio, mi uccido anch’io».

    Hanno pensato che in fondo era sì sincera, ma poi avrebbero prevalso in lei i valori forti delle Maldive e della discoteca del sabato sera, cui l’avevano educata per emanciparla dai tabù retrogradi. Che vanno lavati con un bello shampoo di laicità. Se le fosse rimasto attaccato qualche residuo nocivo di sacralità, niente di male, ci vuole pazienza. E una vacanza caraibica l’avrebbe riconciliata dopo i disturbi sentimentali tipici dell’età evolutiva.

    Non è stato così. La ragazzina voleva obbedire a qualcosa scritto nell’anima o – se non ci credete – in quel luogo del petto o del cervello da cui sentiamo venir su il nome del figlio. Ma no: non anima, né petto, né cervello.
    Le dava dei calci proprio nella sua pancia che le dava il vomîto.
    Una nausea odiosa, ma così rasserenante: più antica dell’effetto serra, qualcosa che sta alla fonte del nostro essere. Si sentiva mamma. Era una mamma.
    Niente.
    Kaput.
    Per ordine di padre, madre, medico e giudice per una volta alleati e concordi. Stato e famiglia uniti nella lotta.

    Ci sono ferite che esigerebbero una cura che non c’è. Qui ora esagero. Ma prima domani di pentirmi, lo scrivo: se ci fosse la pena di morte, e se mai fosse applicabile in una circostanza, questo sarebbe il caso. Per i genitori, il ginecologo e il giudice.

    Quattro adulti contro due bambini. Uno assassinato, l’altro (l’altra, in realtà) costretto alla follia.
    Si dice: nessuno tocchi Caino, ma Caino al confronto avevale sue ragioni di gelosia. Qui ci si erge a far fuori un piccolino e a straziare una ragazzina in nome della legge e del bene.

    Dopo aver messo in mostra meritoriamente questo scempio, il quotidiano torinese la Stampa che fa? Mette pacificamente in lizza due pareri. Sei per il Milan o l’Inter? Preferisci la carne o il pesce?

    Non si riesce a credere che ci possano essere due partiti. Sì, perché in fondo la vera notizia è questa, e cioè che ci sia un’opinione ritenuta rispettabile e che accetti la violenza più empia che esista: il costringere una madre a veder uccidere il figlioletto davanti ai suoi occhi.
    Non c’è neanche bisogno del cristianesimo. Basta l’Eneide di Vlrgjlio, la saggezza classica. L’orrore è quando i greci assassinano davanti agli occhi di Priamo il figlio.

    Invece qui già ci sono`due partiti. Quello pro e quello contro. È incredibile. Come se fosse possibile fare un bel dibattito sul genocidio: uno si esprime a favore, il secondo è perplesso. Ma che bella civiltà, piena di dubbi.
    Come scriveva Giovanni Testori, più battiti e meno dibattiti. Specie quando il battito di un innocente è stato soffocato con l’alibi della libertà e della felicità di una che non sa che farsene, se il prezzo è l’aborto.

    Questo racconto tenebroso è specchio dei poteri che ci dominano. Lasciamo perdere i genitori, che riescono ormai a pesare solo come ingranaggi inerti.
    Ma che la medicina e la magistratura siano complici ci lascia sgomenti. Però a pensarci non è una cosa nuova.
    Nicola Adelfi propose, sempre sulla Stampa, l’aborto coattivo, in grado di eliminare i fastidiosi problemi dicoscienza, perle donne di Seveso rimaste incinta al tempo della diossina (2 agosto 1976).

    Abbiamo udito qualcosa di simile aproposito di lager nazisti e di gulag comunisti. Ma che questo sia avvenuto in Italia e che abbia menti pronte a giustificarlo è orribile.

  7. #1917
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    Predefinito Re: Sallusti come Sakharov: vado in carcere, ma non vendo la libertà ai giudici comun

    Citazione Originariamente Scritto da CESAR Visualizza Messaggio
    sono tornato da qualche giorno in italia e non ho ancora approfondito la questione: ma quindi Sallusti verrebbe incarcerato solo perché ha auspicato che lo Stato applicasse la pena di morte ad un giudice che a sua volta ha imposto ad una ragazza di uccidere suo figlio con l'aborto?

    se le cose stanno così e chiedo conferma, allora voglio vedere chi ancora potrà negare che questo è l'ennesimo caso di magistrati di sinistra che usano il proprio potere per distruggere i propri avversari politici, in questo caso gli avversari politici tra i giornalisti.

    Non posso sapere se i magistrati coinvolti( si deve dire proprio così),quello che si è sentito offeso direttamente e quelli che l'hanno giudicato e condannato, sono comunisti o semplicemente odiosi giustizialisti.
    Potrò tuttavia rilevare che la confraternita dei magistrati ha uno spirito di corpo che non ha nulla da offrire alla Giustizia che prostituiscono per garantirsi vantaggi che la morale del loro Sovrano( Noi) condanna?
    I Politici che hanno voluto tenere in piedi quella/questa Legge fratricida sono verosimilmente anche magistrati che godono di due guarentigie e dobbiamo dire Loro che non lo possiamo sopportare.
    Sapremo punire/emendare entrambe le Caste e tenere d'occhio coloro che invocheranno la Legge dopo che ne fecero strame?
    GLF

  8. #1918
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    Predefinito Re: Dreyfus, Renato Farina, non paga. Il suo direttore, Sallusti, va in galera

    Grande Farina

  9. #1919
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    Predefinito Re: Sallusti in carcere...

    Citazione Originariamente Scritto da Max69 Visualizza Messaggio
    Lui come il suo datore di lavoro, in carcere non ci vanno mai.

    Ci va solo Sofri, su delazione, i manifestanti, ma solo se di sinistra.
    Ma davvero: infatti dopo ogni manifestazione pacifica come del resto sono la quasi totalità di quelle messe in scena dai tuoi amichetti, vedi Roma lo scorso ottobre, si registrano centinaia di arresti; ovviamente con successive condanne a pene detentive prolungate, vero?

    Ma queste stronzate ti vengno così o ti danno un tot per ognuna che scrivi?
    Ultima modifica di Mauri61; 27-09-12 alle 08:04
    Non rispondo a mitomani, onanisti e depensanti...a questi ci dovrebbe pensare l'ASL.

  10. #1920
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    Predefinito Re: Sallusti in carcere...

    Citazione Originariamente Scritto da Eraclio Visualizza Messaggio
    E' singolare come ci si scandalizzi della pena di morte e allo stesso tempo si è tronfi di giubilo per l'arresto di un giornalista.

    I misteri del politichese italiano.
    Io sono per la libertà assoluta d'espressione. Il paradosso è che un direttore di giornale rivendichi questa libertà per sé quando è il primo con il suo status a negarla agli altri 60 milioni di cittadini italiani. Inoltre non è affatto vero che la galera è una pena più pesante della sanzione pecuniaria. La galera è molto meno pesante da affrontare per un povero che per un ricco rispetto ad una multa esorbitante. Tu condanna un blogger a una multa milionaria, gli hai rovinato la vita. Condanna Sallusti per la stessa ragione, ci si fa sopra una risata e porta la fattura a Berlusconi: ora portami 10 milioni di inserzionisti con la pubblicità e siamo pari per i servigi che ti ho reso.
    Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
    (brunik - 25/09/2011)

 

 
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