e ha proprio confessato, Farina, di essere l'autore del famigerato articolo..
non c'è niente da fare, sta gente nasce per raccontare cazzate.


e ha proprio confessato, Farina, di essere l'autore del famigerato articolo..
non c'è niente da fare, sta gente nasce per raccontare cazzate.
-Ma dai, sarà la bora..
-Ma non siamo a Trieste!


Ultima modifica di Amalie; 27-09-12 alle 11:57






Neanche le palle di diffamare con il proprio nome e cognome? Evidentemente sapevano di commettere un reato...
Comunque sarebbe meglio cominciare a fare retate ed incarcerare tutti questa gente che straparla di liberta' d' opinione e di sentenza politica.
E' un tormento ammorbarci con questi latrati.
I'm not a robot without emotions, I'm not what you see
I've come to help you with your problems, so we can be free
I'm not a hero, I'm not a savior, forget what you know
I'm just a man whose circumstances went beyond his control
Beyond my control








E' vero. Si sta' (e gli stanno...) cucendo addosso il ruolo del martire, della vittima del sistema, dell'eroe simbolo della libertà e del paladino della democrazia.
E diciamoci la verità, stà contribuendo moltissimo anche la solidarietà un po' pelosa ed interessata della casta dei giornalisti. Purtroppo in carcere non andrà, altrimenti i giornali sarebbero stati pure invasi dalle foto "rubate" del suo giaciglio, del suo diario, della bozza del libro che sta' preparando per la stampa, e delle sbarre di ferro con le mura scalcinate e la scritta " Daniela aspettami...".
Non rispondo agli idioti, ai razzisti, ai ritardati, alle persone volgari, agli eunuchi e ai provocatori.


La Suprema Corte: «Ecco perché Sallusti è stato condannato» - Il Sole 24 ORE
La Suprema Corte: «Ecco perché Sallusti è stato condannato»
In queste ore di indignazione, la Cassazione spiega perché è stato condannato Alessandro Sallusti, all'epoca dei fatti contestati direttore di Libero, oggi de Il Giornale. In una nota firmata dal consigliere Raffaele Botta, la Suprema Corte ritiene che «è opportuno precisare» aspetti del caso Sallusti «non esattamente evidenziati dalla stampa nei giorni scorsi». Per prima cosa la falsità della notizia contenuta nell'articolo del 18 febbraio 2007 dal titolo "Costretta ad abortire da genitori e giudici".
Botta spiega che la notizia era «falsa (la giovane non era stata affatto costretta ad abortire, risalendo ciò ad una sua autonoma decisione, e l'intervento del giudice si era reso necessario solo perché, presente il consenso della mamma, mancava il consenso del padre della ragazza, la quale non aveva buoni rapporti con il genitore e non aveva inteso comunicare a quest'ultimo la decisione presa)».
Inoltre, dalla sentenza è emerso che la «non corrispondenza al vero della notizia (pubblicata da La Stampa il 17 febbraio 2007) era già stata accertata e dichiarata lo stesso giorno 17 febbraio 2007 (il giorno prima la pubblicazione degli articoli incriminati sul quotidiano Libero) da quattro dispacci dell'agenzia Ansa e da quanto trasmesso dal Tg3 regionale e dal radiogiornale (tant'è vero - prosegue la nota - che il 18 febbraio 2007 tutti i principali quotidiani tranne Libero ricostruivano la vicenda nei suoi esatti termini)». Infine, è emersa «la non identificabilità dello pseudonimo Dreyfus e quindi la diretta riferibilità del medesimo al direttore del quotidiano».
VERGOGNA !
PER LE CAZZATE CHE AVETE SCRITTO IN QUESTI GIORNI VI MERITERESTE UN ALTRA CONDANNA !
Regressista amante della pucchiacca.