E' ancora a piede libero, che cazzo di paese siamo?


E' ancora a piede libero, che cazzo di paese siamo?
I'm not a robot without emotions, I'm not what you see
I've come to help you with your problems, so we can be free
I'm not a hero, I'm not a savior, forget what you know
I'm just a man whose circumstances went beyond his control
Beyond my control




Lino Jannuzzi, giornalista, senatore, doveva andare in galera (due anni, cinque mesi e 10 giorni), per reati di diffamazione a mezzo stampa.
E' questo non è nulla di stravolgente: le condanne sono passate in giudicato, cioè definitive. Gli esperti, però, sanno che per i fatti di diffamazione l'unica, concreta, vera pena è il risarcimento del danno al diffamato.
Passi anche l'omessa considerazione del ruolo svolto da Lino Jannuzzi in Europa, e la sua scontata immunità in sede europea, ovvero nella nostra nazione, essendo, per me e per altri giuristi attenti, l'Italia solo uno stato della federazione europea. Solo dopo l'intervento, irato, del presidente dell'assemblea parlamentare del consiglio d'Europa, Peter Schieder, in collaborazione con il presidente del senato, Marcello Pera, la procura ha sospeso l'esecuzione per immunità diplomatica. Il problema dell'esecuzione, però, si riproporrà alla scadenza del mandato in Europa.
Ora con una nuova decisione del Tribunale di sorveglianza prima della scadenza del mandato Jannuzzi deve andare in galera.
Quello che sbigottisce è la omessa concessione al giornalista senatore, nostro rappresentante in Europa, dei benefici dell'affidamento in prova al servizio sociale, della semilibertà o degli arresti domiciliari, perché egli è un asociale ed è pericoloso, perché ancora esercita la professione di giornalista, e quindi deve andare in galera. Opina la corte (cfr. decisione pubblicata su Panorama del 5 dicembre 2.002): Non appare opportuno che il condannato possa continuare a svolgere la medesima attività che in passato gli ha consentito di commettere numerosissimi reati di diffamazione a mezzo stampa e rispetto ai quali non ha maturato il minimo segno di ravvedimento, come dimostra inequivocabilmente la reiterazione fino ad epoca recentissima di comportamenti illegali specifici.
Orbene sulla base di questo sillogismo (e di altri) si è rigettata l'istanza di misure alternative, che tuttavia quotidianamente vengono concesse a criminali di varia specie.
Per criticare il sillogismo suddetto, basta solo pensare che il carcere non impedisce certamente di manifestare il proprio pensiero, e neanche di svolgere la professione di giornalista: Sofri insegna. Quindi il sillogismo è quantomeno opinabile, poiché non posso metterti in carcere per vietarti la parola o lo scritto; non è questa la funzione del carcere, e men che mai il motivo per rigettare la richiesta di misure alternative alla detenzione.
La prima valutazione che si deve compiere, sia prima, sia dopo una condanna, è quella sulla gravità oggettiva e soggettiva dei reati commessi.
Spaventa l'opinione pubblica sapere che (in base alla discrezionalità dei giudici) assassini, terroristi, spacciatori, violentatori ecc. quotidianamente ottengono benefici post-condanna, e, invece, Lino Jannuzzi non merita i benefici (che sempre pena sono, pena scontata in modo diverso), poiché potrebbe continuare a fare il giornalista.
E se, per ipotesi, scaduta l'immunità europea, Lino Jannuzzi, incarcerato, continuasse a fare il giornalista dal carcere? Allora seguendo all'estremo il sillogismo suddetto, l'unica soluzione sarebbe la pena capitale, l'eliminazione, così in modo definitivo non farà più il giornalista. Scusatemi, dimenticavo, in Italia non c'è la pena di morte.
C'è qualcosa che non funziona nel nostro sistema giudiziario: e se fosse l'eccessiva discrezionalità (impossibile comunque da eliminare, anche con leggi più stringenti), nella totale assenza di contrappesi?
Angelo Matteo SOCCI
“No le demos lugar a los zurdos de mierda que dicen que la ganancia extraordinaria está mal”


Le obiezioni del giudice Socci sono rivolte all'ordinamento giudiziario; come DOVRESTI aver letto sto scrivendo anche io DA SETTIMANE.
Per il resto, la sentenza citata CONFERMA la giustezza delle obiezioni che ho fatto a te e la "non veridicità" della tue affermazioni su Jannuzzi.
Ultima modifica di MrBojangles; 01-10-12 alle 10:25


"La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile" (Corrado Alvaro)
È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi


"La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile" (Corrado Alvaro)
È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi


Dopo migliaia di post su un argomento tutto sommato abbastanza chiaro in tutti i suoi contorni, continuiamo a riaprirlo daccapo con proposte nuove/vecchie già dette e ripetute.
E' un fatto che Sallustri non ha espresso nessuna opinione, ma ha (per interposta persona anonima) inventato una storia gravemente offensiva per tutti i personaggi citati ?
E' un altro fatto che uno dei personaggi gavemente diffamati ha denunciato il Nostro ?.. e che il Nostro non se ne è fottuto niente di scrivere una smentita, un articolo di riparazione, una scusa qualsiasi ?....
Ed è un altro dato di fatto che ai due giudizi (primo grado e appello) il Nostro (sempre Sallusti) non ha manco mandato uno straccio di avvocato, in totale spregio del processo, del ricorrente e della corte che ha giudicato ?....
E' un fatto che la nostra legislazione preveda anche il carcere per chi viene condannato per diffamazione ?....
E allora si tenga la condanna, anche se in galera non andrà mai.
Dovrebbe essere modificata la legge ?.. e come ?...facendo pagare una bella multa a chi scrive infamie su un giornale ?...cosi' potranno scrivere soltanto i ricchi sfondati come De Benedetti, Berlusca o Della Valle, che potranno dire qualsiasi cosa, ma proprio qualsiasi, ed uscirsene poi con una multa ?....A me sembrerebbe ingiusto.
Oppure si potrebbe chiudere il giornale diffamatore ?... bravi, cosi' stanno a casa tutti gli altri, redattori, articolisti, precari, tipografi, distributori ecc.... per colpa di un deficiente che sta al giornale ?....bravissimi.
Ma non è piu' semplice riconoscere la responsabilità individuale, come avviene anche nell'insutria per il responsabile della sicurezza o della contabilità, per cui se succede qualcosa ne risponde in solido in prima persona ?...
Cioè, a mio avviso, la legge dovrebbe rimanere cosi' com'e', magari prevedendo una modulazione della pena, che passi anche attraverso pubbliche smentite ampiamente pubblicizzate come la diffamazione e, in mancanza di smentite, prevedere risarcimenti importanti e, ricorrendo pero' PURE la recidiva, ANDARE IN GALERA DAVVERO, come succede in Germania, fino a CINQUE ANNI.
Un poliziotto non puo' andare al parco o al bar giocando con la pistola, rigirandola fra le mani, giusto per passare il tempo, perchè la pistola, in mano a chiunque, è ritenuta una cosa pericolosa, da maneggiare secondo delle norme molto severe e molto precise.
Un giornale dovrebbe essere ancora peggio, tipo Kalashnikov, per cui maneggiarlo, scrivervi sopra, fare delle affermazioni, portare avanti delle campagne di stampa piu' o meno giuste, piu' o meno fondate, piu' o meno in mala fede, deve essere fortemente controllato (e non censurato, ma controllato) da chi scrive sul giornale.
E se sbaglia deve pagare, ma non soltanto in soldini, ma anche in sbarre e buiolo, se è recidivo.
Non rispondo agli idioti, ai razzisti, ai ritardati, alle persone volgari, agli eunuchi e ai provocatori.


Per altro (ed a proposito di "toghe amiche"), te lo sei andato a scegliere bene il tuo "opinion leader":
Il codice penale non è assolutamente un chewingum - PRIMO PIANO - Italiaoggi[...]
Il PM per procedere a giudizio immediato deve essere autorizzato dal giudice, che in tesi potrebbe anche rigettare la richiesta per l'assenza dei presupposti (vi è un reato non sottoponibile a tale rito) o per la semplice difficoltà della prova, anche in relazione alle indagini difensive. Il voler pervicacemente insistere sulla modalità del rito (immediato e non ordinario) rivela l'intenzione di processare (dibattimento) il presidente del consiglio ad ogni costo.
Inoltre deve notarsi che le perquisizioni sono atti a sorpresa, ovvero, ognuno lo comprende, le stesse hanno effetto solo se non annunciate; ed allora la richiesta di autorizzazione alla perquisizione è un non senso, anzi un senso gli si può certamente attribuire.
Con un termine latino–napoletano la stessa, in considerazione degli allegati presenti alla richiesta, può definirsi ad sputtanandum. Cioè serve a screditare agli occhi dell'opinione pubblica la moralità sessuale di Berlusconi. Gli effetti sono stati questi, anche se deve rilevarsi che le intenzioni dei PM erano altre e lodevoli.
Il promo grassetto è FALSO: in quanto la PRIMA perquisizione E' STATA "a sorpresa", solo che Spinelli ha opposto agli ufficiali il fatto che il suo ufficio fosse la sede di rappresentanza "politica" del deputato Berlusconi.
(fugurarsi)
Da qui la "richiesta" alla Camera d'appartenenza: come da legge impunitaria SCRITTASI dallo stesso Berlusconi.



