LA LEGGENDA DELL'ITALIA E DEI SUOI QUATTRO ABITANTI.
C'era una volta un regno (o una repubblica, o un impero o un ducato o qualsiasi altra roba del genere) fatto come si deve fare per essere tale (un territorio, una popolazione, delle leggi e via discorrendo).
Vi abitavano quattro persone, il signor A, il signor B, il signor C e il signor D.
L'Italia era allora uno stato arancione ma nessuno dei suoi abitanti era contento di tale colore.
Iniziarono le discussioni, le dispute, i confronti e le accuse reciproche, fino a quando tutti concordarono che era necessario cambiare colore all'Italia.
L'Italia divenne così uno stato celeste (ma senza nostalgia però, con buona pace di Riccardo Cocciante che a notre dame di paris continua a sfogliare la margherita).
Il signor C ne fu entusiasta, non altrettanto gli altri che ritennero di trovarsi peggio di prima.
Ritornarono così le discussioni, le dispute, i confronti e le accuse reciproche, fino a quando tutti concordarono che era necessario un nuovo cambiamento.
L'Italia divenne così uno stato giallo.
Il signor A ne era soddisfattissimo, non altrettanto gli altri, che ritennero di trovarsi ancora peggio di prima.
Ritornarono così le discussioni, le dispute, i confronti e le accuse reciproche, fin quando non si decisero tutti a cambiare le cose.
L'Italia divenne così uno stato fucsia.
Grande felicità da parte del signor D, grande delusione da parte degli altri che riiniziarono a fare discussioni, confronti, dispute ed accuse reciproche.
Occorreva un nuovo cambiamento.
E così fu, l'Italia divenne uno stato viola.
Nessuno era più felice del signor B che ci si trovava a meraviglia, ma altrettanto delusi erano gli altri che non sopportavano la nuova situazione.
Nacquero così nuove discussioni, dispute, confronti ed accuse reciproche, fin quando tutti furono d'accordo per un nuovo cambiamento.
L'Italia divenne così uno stato arancione.
Nessuno ne fu decisamente contento, ma nessuno ne rimase deluso come nei precedenti tentativi.
E questo bastò a tutti e quattro.




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