La Canzone delle Gesta d'Oltremare.
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La Canzone delle Gesta d'Oltremare.
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Cavaliere di gran croce dell'Ordine militare d'Italia
«Combattente della Seconda Guerra Mondiale, già più volte decorato per il coraggio e l’abnegazione dimostrati in numerose azioni belliche, si distingueva in maniera particolare per la straordinaria capacità organizzativa, l’eccezionale ardimento e l’altissimo valore quale Comandante di formazioni irregolari in Africa Orientale. Nel periodo successivo alla guerra, per circa 40 anni, ha continuato a servire la Repubblica esprimendo eccelse doti di ideatore e di organizzatore, fino ad assumere elevate responsabilità istituzionali, sempre dimostrando profondo amore per la Patria. Luminoso esempio di cittadino e di soldato, fedele servitore dello Stato e benemerito della Nazione, da additare alle attuali e future generazioni»
— 2 novembre 2000[11]
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Francesco Barracu: capitano in s.p.e IIIº battaglione arabo - somalo Vº rag. bande
Medaglia d'oro al valor militare
«Espressione purissima del forte popolo sardo, superba figura di combattente e di valore leggendario, che non misura il pericolo ed il rischio se non per meglio affrontarli, che ha al suo attivo una lunga serie di azioni belliche ardimentose, condotte e risolte sempre brillantemente. Durante la campagna italo etiopica, assunto il comando di un reparto dubat, ha saputo avvincere i suoi uomini alla sua volontà eroica e guidarli, di vittoria in vittoria, in numerosi durissimi combattimenti. Incaricato di effettuare una ardita azione punitiva contro una cabila Ogaden, che faceva causa comune con gli abissini, coi soli 300 suoi dubat svolgeva un' operazione genialmente concepita ed audacemente condotta, che liberava il fianco sinistro delle nostre truppe del settore Ogaden, da una seria minaccia e fruttava il copioso bottino di un migliaio di fucili, 2500 cammelli e 1500 bovini. Durante la battaglia dell' Ogaden, col suo reparto d' invincibili dubat, confermava le sue elette doti di comandante e di valore personale e, per quanto ferito alla gola, rimaneva al posto d' onore contribuendo efficacemente al successo delle operazioni. Nella dura giornata di Uara Combo (3 marzo 1937) rimaneva gravemente ferito all' occhio sinistro, e benché conscio che il trascurare la ferita avrebbe potuto significare, come avvenne, la perdita dell' occhio stesso, rifiutava di farsi ricoverare all' ospedale e rimaneva col suo reparto fino ad operazioni ultimate. Al suo comandante che lo invitava a recarsi all' ospedale, rispondeva fra l' altro: "So di aver perduto un occhio. Non importa. Sono pronto ancora a ricominciare". Il suo eroismo è stato spesso apprezzato ed ammirato anche dal nemico.»
— Ogaden-Hararino-Bale. Marzo 1937.
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Ottenne la sua prima vittoria il 17 novembre 1939 abbattendo un “Blenheim” Mk I, L1325 del 57.mo Squadron R.A.F pilotato da H.R.Barwley. Durante l'invasione della Francia ottenne 8 vittorie e il 14 settembre 1940 fu insignito della Ritterkreuze (Croce di Cavaliere). Lo stesso giorno, pilotando il suo Messerschmitt Bf 109E "Bianco 2" ottenne la ventesima vittoria. Dal febbraio 1941 fu trasferito nella base di Gela in Sicilia dalla quale partivano le sue missioni nell'area del Mediterraneo e contro Malta. Il 7 maggio 1941 ottenne le "Foglie di Quercia" per la sua Ritterkreuze e la Medaglia d'Oro al Valore italiana (assegnata solo al collega Marseille e al Duca d’Aosta). Nell'agosto 1941 il 7./JG fu spostato in Francia dove Muncheberg divenne un"cacciatore" di Spitfire abbattendone ben 35 e, probabilmente, fu una sua vittima l'asso dell'aviazione polacca Marian Pisarek. Nel luglio del 1942 du destinato al fronte dell'Est al JG/51 dove il 5 settembre ottenne la sua centesima vittoria. Quattro giorni più tardi fu premiato con le "Spade" per la Ritterkreuze. Complessivamente abbatte' 33 aerei russi ma fu a sua volta abbattuto due volte senza conseguenze. Il primo ottobre 1942 ricevette il comando del JG/77 operante in Sicilia e Tunisia. Il 23 marzo 1943 fu abbattuto e ucciso sopra Maknassye in Tunisia durante un combattimento con gli Spitfire americani del 52.mo Fighter Group, ottenendo la sua 135.ma e ultima vittoria. Aveva 25 anni.
Muncheberg
«Puoi togliere il selvaggio dalla foresta, ma non puoi togliere la foresta dal selvaggio.»
Paolo Sizzi


Il Principe di Montenevoso uomo delle sinistre?
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