Contro la Bce guidata da Mario Draghi, ormai tutta impegnata per il prossimo trasferimento nella sua nuova “cittadella proibita” di Francoforte, uno “spazio istituzionale” con due grattacieli che costeranno, a fine opera, qualcosa come 1 miliardo e 200/500 milioni di euro, già detratti dalle tasche dei contribuenti europei, italiani inclusi (tra i tre maggior pagatori di contributi all’eurocrazia di Bruxelles…), lo studio legale internazionale Sutti di Milano ha di recente presentato una circostanziata denuncia alla Corte di Lussemburgo.
Il ricorso dello studio legale italiano contro la Banca Centrale Europea è a difesa del Comitato risparmiatori titoli di stato Grecia, un’organizzazione che riunisce i risparmiatori privati per riuscire ad “ottenere un rimborso o una compensazione per le perdite subite in seguito alla ristrutturazione del debito greco”.
Secondo lo studio legale italiano, infatti, la decisione che permette di accettare titoli di Stato greci come garanzia nelle operazioni di liquidità della Banca Centrale Europea creerebbe “una palese disparità di trattamento tra la Banca Centrale Europea e le Banche centrali nazionali da un lato, e il settore degli investitori privati dall’altro”.
Questo perché si verrebbe ad introdurre una diversità nelle garanzie in quanto il piano di riacquisto da parte della Repubblica Ellenica dei propri titoli di stato sarebbe ad esclusivo beneficio delle banche centrali nazionali.
In questo modo si violerebbe “il principio di parità di trattamento, sancito anche dagli articoli 20 e 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”.
Fin qui, si potrebbe dire, è tutto (quasi) normale. Procedura normale, ricorso normale, quasi “cesariano” o “ciceroniano” nel suo sviluppo ( tranne che per l’acclarata rimozione dei “pretori” giudicanti già presenti nella Repubblica Romana antica).
Ma, udite!, udite!: La Banca centrale europea si è dichiarata troppo indaffarata per rispondere, con una sua memoria, nei tempi di legge regolamentari, alle accuse del Comitato dei risparmiatori.
Con un semplice fax del luglio scorso, infatti , la cancelleria del Tribunale dell’Unione europea che ha sede a Lussemburgo (un villaggio diventato la dispendiosa “capitale amministrativa dell’Ue” – parlamento e Corte - con varie “cittadelle proibite” e vari grattacieli e varie banche che “gestiscono capitali” privati e d’affari a condizioni fiscali agevolate) ha infatti reso noto agli avvocati Stefano Sutti e Roberto Spelta che il Tribunale aveva accordato alla BCE una proroga “straordinaria” di quattro mesi per presentare le controdeduzioni dell’Istituzione (sic: controllata da banche private attraverso la Bri dall’alto e da Banche centrali, anche private, dal basso) gestita da Mario Draghi, allegando alla decisione copia della richiesta “ motivata” di proroga avanzata dalla Bce.
“Perplessi” e un po’ curiosi siamo andati a leggere l’allegato.
Ve lo riassumiamo (riportandone un’immagine a lato).
Il “Direttore generale della Direzione generale servizi giuridici della BCE”, pur nominando due “agenti della BCE nella causa di cui sopra dinanzi al Tribunale”, e dopo aver indicato vari indirizzi di corrispondenza, ivi compreso quello del “segretario generale della Banque centrale du Luxembourg”, ha però richiesto “una proroga di quattro mesi del termine per presentare un controricorso in ragione dei tre motivi che seguono”: 1) “In primo luogo le risorse dei Servizi giuridici della BCE sono messe a durissima prova a causa del drammatico peggioramento della crisi del debito sovrano e delle tensioni sui mercati finanziari internazionali, con implicazioni dirette sulla maggior parte delle funzioni ordinarie della BCE, in aggiunta al lavoro supplementare connesso (sia) alla partecipazione della BCE alle missioni della cosiddetta “Troika” (FMI/Commissione/BCE)… (e sia) all’ulteriore elaborazione della relazione “Verso un’autentica Unione economica e monetaria” presentata dal presidente Van Rompuy alla riunione del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno 2012”… In secondo luogo l’organo decisionale incaricato della quotidiana gestione degli affari della BCE – il Comitato esecutivo – è sottoposto a una riorganizzazione senza precedenti, in parte ancora in corso (con Mario Draghi e senza i dimissionari Stark e Bini-Smaghi, dimissionari il 1 gennaio 2012, ndr)… Infine le questioni giuridiche sollevate nel ricorso sono complesse e multidisciplinari… (e) richiedono un esame approfondito ai fini della preparazione del controricorso, nonché la consultazione di numerosi dipartimenti della BCE”…
Evidentemente in piena estate, con un migliaio di giuristi dell’Istituzione troppo impegnati su altri fronti (nel calcolare gli stati di avanzamento dell’appalto della cittadella di Francoforte e nell’organizzazione dei reggi borse per stilare le pagelle e il diktat di una paginetta elaborato a tutto svantaggio dei “piigs”, i Paesi-maiali indebitati dell’eurozona, o caso mai con il calendario delle ferie…), l’ufficio legale “ordinario” era deserto. Peccato.
Nessuno dello staff ha pensato di consigliare a Mr. Draghi l’assunzione, con contratto a progetto e a termine di un avvocato italiano che potesse farsi carico – ma sì, anche pro bono… - del duro lavoro della redazione di una “memoria” difensiva della Bce.
Povera BCE? E? ?troppo impegnata? | Analisi | Rinascita.eu - Quotidiano di Sinistra Nazionale




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