Gli studenti sono i veri europeisti
mercoledì 10 ottobre 2012 | Umberto Guidoni | Nessun commento
Con Monti abbiamo imparato sulla nostra pelle cos’è l’Europa dei mercati, l’Europa del fiscal compact, l’Europa che chiede lacrime e sangue. E’ curioso che il più fedele paladino dell’Europa, colui che, in nome dei vincoli europei, vuole dettare l’agenda del prossimo governo, dimentichi altri interventi che l’Europa ci chiede con eguale urgenza e che, guarda caso, né lui né i suoi ministri hanno ancora messo tra le priorità dell’azione di governo.
Alcuni mancati interventi del governo sono balzati alla cronaca di questi giorni. C’è il caso del pagamento dell’IMU della Chiesa che è misteriosamente incappata in alcuni errori formali e, nonostante la procedura di infrazione europea, verrà, se va bene, rinviato all’anno prossimo.
C’è l’ILVA ed i molti altri casi di infrazioni ambientali che, a dire il vero, sono li da decenni ma che il governo più filoeuropeo di tutti i tempi non ha saputo gestire con la determinazione che ha mostrato con le pensioni e con l’articolo 18.
C’è, infine, la questione dell’Europa della conoscenza. Uno dei rari casi in cui le politiche europee non sono dettate dalle oscillazioni dei mercati ma provano ad occuparsi del futuro dei cittadini. Dell’Europa della conoscenza non ne sentiamo parlare, né da Monti né da Profumo, e, quando lo fanno, non vanno al di la di generiche dichiarazione sul merito o sulla necessità di innovazione. Una litania stucchevole che al danno aggiunge anche la beffa. In una scuola dove non ci sono le risorse per risanare gli edifici, per stabilizzare centinaia di migliaia di docenti precari, Profumo, promette tablet per tutti.
A parlare dell’Europa della conoscenza sono rimasti gli studenti e lo fanno senza retorica ma con la crudezza delle cifre e, soprattutto, partendo dalla loro esperienza quotidiana. Con la mobilitazione del 12 ottobre chiedono che la scuola pubblica italiana accetti la sfida europea, si misuri con gli standard europei, riduca lo “spread” che ci vede perdenti per gli abbandoni scolastici, per il numero di diplomati e di laureati (specialmente nelle discipline scientifiche e tecniche).
Siamo al loro fianco per chiedere che il prossimo governo marchi una discontinuità con le politiche dei tagli che hanno caratterizzato quest’ultimo decennio. Dobbiamo fermare il declino della scuola pubblica che rischia di privare un’intera generazione del diritto ad avere un’istruzione libera e di qualità come sancito dalla Costituzione. Insieme a loro chiediamo che l’istruzione torni ad essere una priorità politica ed un investimento urgente per il Paese.
Dopo i sacrifici imposti da Monti, sarebbe tragico scoprire che, anche con i conti a posto, per i nostri figli non c’è posto in Europa.
Umberto Guidoni
Gli studenti sono i veri europeisti | Sinistra Ecologia Libertà





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