Umberto Guidoni: Con il nucleare Berlusconi si allontana dall’Europa
Bruxelles 22 maggio 2008
Come per la sicurezza, anche per l’energia, il governo Berlusconi presenta una politica ideologica e poco efficace che contrasta con i reali bisogni del nostro paese. Lo stesso Scajola parla di ‘prima pietra di una centrale di nuova generazione’ entro la fine della legislatura dimenticando di dire agli italiani che ci vorranno almeno 10 anni prima di avere elettricità prodotta da quell’impianto. Forse parla di nuova generazione perchè non riguarda i cittadini di oggi. Inoltre dovrebbe spiegare che il nucleare fornirebbe una parte minima dell’energia necessaria per la produzione industriale che è solo il 30% dei consumi energetici Gli italiani hanno bisogno di misure serie che affrontino concretamente i problemi energetici che toccano la vita di tutti i giorni: il caro benzina, i trasporti, i costi connessi al riscaldamento e al condizionamento. Gli obiettivi del governo sono ancora una volta lontani dall'Europa. Invece di rispondere alle direttive comunitarie, che prevedono un aumento dell’efficienza e maggiori investimenti sulle energie rinnovabili, il ministro Scajola rispolvera il nucleare come toccasana per i problemi energetici del nostro paese. Ma è puntando sul risparmio energetico nelle abitazioni e negli uffici che si riduce - oggi e non fra dieci anni - la bolletta energetica degli italiani. E’ investendo sulle fonti rinnovabili che si creano posti di lavoro qualificati sul territorio. Di questo che si dovrebbe discutere in Italia evitando pericolose fughe in avanti.





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La bibbia della finanzia mondiale non crede che la svolta nucleare, promessa dal governo italiano, possa tradursi in realtà. Le centrali non saranno mai costruite. E’ questo ciò che afferma il Wall Street Journal.