

Ultima modifica di Pierre Auguste Renoir; 01-11-12 alle 13:16




Fin'ora non sono intervenuto, ma francamente bisognerebbe fare dei bei distinguo.
Sono cresciuto in un paese (perché città sarebbe un'esagerazione) in cui la separazione netta tra allevatori e contadini era innanzitutto fisica, poi sociale ed infine economica. Gli allevatori abitavano la parte più ricca del paese (Santu Predu), i contadini quella più povera e più bassa (Seuna). La disponibilità di carne, ma soprattutto dei derivati della carne, tra i santupredini, in termini assoluti, era inconfutabilmente quasi quotidiana, mentre i contadini, spesso ridotti alla fame, potevano ridursi talvolta a vivere di raccolta come si faceva nel neolitico. Tra gli allevatori, considerati da sempre la parte forte della società, la gotta era una malattia piuttosto diffusa; i contadini, invece, vivevano in condizioni durissime, dovute spesso alle varie tasse e decime che non consentivano alla gente nemmeno di nutrirsi del frutto dei propri sforzi, inducendoli alla caccia di frodo (quando avevano fortuna) o alla raccolta in stile neolitico, come dicevo prima.
Ultima modifica di Rexal; 05-11-12 alle 13:14
"Bad karma"




Non puoi però fare un paragone con la tua famiglia e poi per proprietà transitiva applicarlo a tutto il Campidano perché non consideri che nemmeno tutto il Campidano a fine XIX sec. era coltivabile per i seguenti motivi:
1. c'era una copertura boschiva più estesa, poi cancellata per i transetti ferroviari.
2. le opere di bonifica furono tardive e molte aree ancora erano malariche.
Per intenderci, il possidente riusciva a mangiare carne e/o suoi derivati quasi quotidianamente, ma non rappresentava la maggioranza della popolazione sarda.
"Bad karma"


Nonno era contadino figlio di contadini, non so se a causa di terreni particolarmente fertili o estesi oppure la situazione ogliastrina ma lui ha sempre affermato che per fortuna grazie al loro status di contadini il cibo a tavola non è mai mancato nonostante certi periodi di magra almeno il grano di proprietà lo avevano sempre, lo stesso a suo dire non si può dire dei vicini allevatori che in certi periodi se lo son vista davvero brutta. Gli unici periodi di ristrettezza dove non hanno potuto avere o comunque avere poca carne furono quelli nella quale li fu impedito di commerciare il grano, come durante la guerra, dove lo stato si intascava tutto il grano in accesso, infatti tra l'altro finì pure al gabbio perchè lo scoprirono mentre vendeva il grano di contrabbando.
Dannato Barone Rosso.


C'erano allevatori e allevatori e c'erano anche i servi pastori se non lo sai, che non se la passavano per nulla bene. Ti faccio presente che mio nonno era contadino e non era per nulla indotto alla raccolta in stile neolitico (a meno che non intendessi raccolta di funghi, asparagi, cicoria, ecc.) o alla caccia di frodo.
Voi eravate benestanti e probabilmente non avevate il senso della realtà. La sardegna tutta feste, banchetti e cazzate e una tua invenzione. Ti sei fatto un film tutto tuo sui racconti del ricco nonnino.
Ultima modifica di Josef Scveik; 05-11-12 alle 15:26






Che arrogante...di certo non si comporta così ogni giorno visto che gli butterebbero giù i denti al primo colpo...qui si può sfogare quanto vuole invece, essendo un perfetto anonimo nascosto da bravo vigliacco...