BERLUSCONI CONDANNATO, MEDIASET CROLLA. GIUDICI: EVASE TASSE PER 30 MILIONI DI EURO
Venerdì 26 Ottobre 2012 - 17:19
MILANO - Ad appena due giorni dal suo annuncio di non ricandidarsi, e a poche settimane dalla sentenza del processo Ruby, arrivano brutte notizie per Silvio Berlusconi. L'ex premier e leader del Pdl è stato infatti condannato a 4 anni di reclusione nel processo per frode fiscale sull'acquisizione diritti Tv Mediaset. È stato anche interdetto dai pubblici uffici per tre anni.
Il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, è stato invece assolto nello stesso processo. I giudici hanno anche disposto un versamento a titolo di provvisionale di 10 milioni di euro da parte degli imputati condannati all'Agenzia delle Entrate.
La condanna all'interdizione ai pubblici uffici per tre anni inflitta dal tribunale di Milano a Silvio Berlusconi nel processo Mediaset, come è stato spiegato da uno dei legali degli imputati, non è immediatamente esecutiva ma scatterebbe solo quando la sentenza dovesse passare in giudicato, quindi con il terzo grado di giudizio.
ALTRE TRE CONDANNE Oltre a Silvio Berlusconi, a cui è stata inflitta una pena a 4 anni di carcere, sono tre gli altri imputati al processo sul caso Mediaset che condannati oggi a Milano. «I giudici hanno condannato il produttore statunitense Frank Agrama a 3 anni di reclusione e gli ex manager Daniele Lorenzano Gabriella Galetto, rispettivamente a 3 anni e otto mesi e a un anno e due mesi. Le altre sei persone finite sotto processo, tra cui il fondatore della Arner Bank Paolo Del Bue e Giorgio Dal Negro sono state assolte per prescrizione o con formula piena.
"EVASIONE NOTEVOLISSIMA" Con il sistema dei costi gonfiati nella compravendita di diritti tv, è stata realizzata «una evasione notevolissima». Lo scrivono i giudici di Milano che hanno condannato, tra gli altri, Silvio Berlusconi a 4 anni e che stanno leggendo in aula le motivazioni.
I giudici nelle motivazioni quantificano questa «evasione notevolissima» in 17,5 miliardi di lire nel 2000, in 6,6 milioni di euro nel 2001, in circa 4 milioni nel 2002, e in circa 2 milioni nel 2003. I giudici richiamano anche una testimonianza, nella quale si parla di un sistema «per evidenti fini di evasione fiscale». Sistema che, secondo i giudici, anche altri testi hanno confermato.
"SISTEMA FRAUDOLENTO" Il meccanismo di compravendita dei diritti tv Mediaset fu un sistema «fraudolento», che non aveva «una logica commerciale» e attraverso il quale «i prezzi hanno subito dei rincari non giustificati». I giudici nelle loro motivazioni richiamano anche una testimonianza nella quale si parlava di un «meccanismo che risaliva alla metà degli anni Ottanta».
Da tutte le deposizioni, chiarisce il collegio, «emerge che l'unica trattativa reale» sui diritti televisivi, era quella che faceva capo a Daniele Lorenzano, mentre negli altri casi «non c'era una logica commerciale». I giudici nelle motivazioni ricostruiscono questo «meccanismo fraudolento» che si basava sull'acquisizione dei diritti da parte delle società «del comparto B» del gruppo Fininvest, alcune delle quali «dislocate anche in Paesi offshore».
Una serie di «intermediazioni senza una logica commerciale». Dalle società del gruppo, hanno precisato i giudici, venivano corrisposte «somme enormi» nelle compravendite. Secondo l'accusa, per creare fondi neri.
GHEDINI: NO COMMENT «Ora non dichiaro nulla, prima voglio ascoltare le motivazioni». Lo ha detto Niccolò Ghedini, uno dei difensori di Silvio Berlusconi a chi gli ha chiesto un commento a caldo sulla condanna dell'ex premier a 4 anni di reclusione per il caso Mediaset.
Ghedini ha rimandato così il suo commento al termine della lettura delle motivazioni della sentenza, che il presidente del collegio Edoardo D'Avossa sta esponendo in aula.
MEDIASET, CROLLO VERTICALE Continua la discesa di Mediaset in Borsa dopo la condanna di Silvio Berlusconi per la vicenda dei diritti televisivi. Il titolo, aggiorna i minimi di giornata, perde il 3,4% a 1,33 euro.
ALFANO: ACCANIMENTO GIUDIZIARIO «È l'ennesima prova di un accanimento giudiziario nei confronti di Silvio Berlusconi. Una condanna inaspettata e incomprensibile con sanzioni principali e accessorie iperboliche. Siamo certi che i prossimi gradi di giudizio gli daranno ragione e speriamo che questi giudizi giungano in fretta».Così Angelino Alfano in una nota.
DI PIETRO: VERITA' E' VENUTA A GALLA «Tutti i nodi vengono al pettine. Nonostante tutte le leggi ad personam che Berlusconi si è fatto e nonostante la continua delegittimazione e denigrazione dei magistrati, la verità è venuta a galla», così in una nota il leader dell'IdV Antonio Di Pietro sulla condanna di Berlusconi. «Da oggi gli italiani - prosegue - possono prendere atto che una sentenza di primo grado considera Berlusconi un delinquente, colpevole di frode fiscale e con l'interdizione dai pubblici uffici per i prossimi tre anni».




