



Sarà che mi sto fissando sull'argomento, ma se anche in Italia ci fosse il reddito minimo garantito (sostegno economico col quale in altre parti d'europa a 20 anni i ragazzi vanno via di casa e cominciano a crearsi una propria vita autonoma...), non ci sarebbe bisogno di espatriare.
E quello e' anche il motivo per cui da nessuna parte d'europa gli altri venivano qui in italia a cercare lavoro.
Fermate l'Italia, voglio scendere.




eh? te ne vai da casa e lavori, a vent'anni (a diciotto in realtà).
che è 'sta fregnaccia del reddito minimo garantito?
fai i debiti per studiare, che ripagherai.
stai in una stanzetta puzzolente e rumorosa del campus.
mangi alla mensa.
passi le vacanze al check out del supermercato. sposti i carrelli nei centri commerciali.
a vent'anni questo è considerato normale.
ma in italia tutto ciò è considerato troppo.. in italia prova a dire a un ragazzo: allora, schioda le chiappe da casa, lavati la tua roba alla launderette, lavora per guadagnarti il pocket money e quando torni a casa i tuoi hanno trasformato la tua stanza in studio di papà. ti denuncia per maltrattamenti.
"I don't make any rules, Nick, I go with the flow."


bah... non direi.
tra i miei amici a londra escludendo un tecnico informatico spacciatore ed un dj, annovero una banchiera di alto livello, una ingegnera edile, un operaio che si è aperto una piccola ditta di manutenzione, una che lavora per google e me ne dimentico sicuramente qualcuno. in un'area che arriverà forse a 20.000 anime
tutta gente partita a 25 anni.
poi ci sono ANCHE altri casi come quelli che dici tu, ma sono eccezioni.
Ultima modifica di -----; 07-11-12 alle 14:39


beh. tutto questo a mio avviso oggi è difficilissimo.
20 anni fa studiavo all'università fuori casa, lavoricchiavo in loco e d'estate mi sparavo un paio di mesi da metalmeccanico per rimpolpare le finanze (ed ero comunque sovvenzionato dalla famiglia)
oggi mi piacerebbe capire quali 'lavori' può fare in italia un ventenne PAGATO.


si parlava di fantomatici soldi elargiti dallo stato in altri paesi. la realtà è diversa.
in italia non ci sono i campus, non c'è la cultura del togliersi da casa. c'è solo il mito della laurea e poi il nulla.
è un sistema del cazzo, di cui ovviamente non hanno colpa i ragazzi. ma è anche vero che le famiglie sono un freno notevole all'indipendenza.
"I don't make any rules, Nick, I go with the flow."


beh allora gli italiani non hanno da imparare proprio niente, è dall'800, dal tempo dell'Italia unita, che fanno "esperienze estimolanti all'estero", e salvo un periodo brevissimo fra anni '80 e '90, han ricominciato...
però chissà perchè queste esperienze mi sa che sono indicazione di qualcosa di negativo e non positivo...
mah, sarò strano io...
Ultima modifica di Robert; 07-11-12 alle 15:11
CLAUDIA CONTE, TI AMO!


http://faculty.washington.edu/latsch...reneurship.pdf
se hai tempo e voglia leggiti questo


"how the entrepreneur acts at any given time and place depends heavily on the rules of the game -the reward structure in the economy- that happen to prevail"
e poi spiega come esistono circoli viziosi e circoli virtuosi.
eh
"I don't make any rules, Nick, I go with the flow."