vi presento un cattivo o, nella migliore delle ipotesi, un fiancheggiatore di cattivi... per certa magistratura


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Datemi pure del clown pagliaccia, a voi è consentito...


Angelo Jannone - WikipediaIl caso giudiziario [modifica]
Nel 2006, nell'ambito dell'inchiesta milanese sulla Security di Telecom Italia, Jannone viene indagato perché accusato da Ghioni Fabio di aver ordinato, per conto di Telecomitalia, alcune intrusioni informatiche in Brasile legate alla vicenda Brasil Telecom.[9] Alle accuse dell'informatico Fabio Ghioni si sono aggiunte quelle di Marco Bernardini, che con le sue confessioni "fiume" ha evitato l'arresto (in cambio di una possibile pena più blanda, è entrato a far parte del programma di confessione premiata del Tribunale di Milano[10]). Bernardini si è successivamente avvalso della facoltà di non rispondere ed il suo legale Vincenzo Carosi, in sede di Udienza preliminare ha dichiarato che il suo assistito avrebbe reso dichiarazioni con il "tintinnio di manette". Jannone ha sempre respinto le accuse di Bernardini, sostenendo anche che la propria attività e quella della sua azienda era una inevitabile autodifesa di Telecom dagli attacchi portati a Tronchetti Provera dal suo socio brasiliano Dantas in Brasil Telecom tramite le contestate illegalità di Kroll (l'agenzia investigativa americana usata dai brasiliani)[11].
Jannone ha soprattutto contestato le accuse di essere mandante di intrusioni informatiche, fondate solo sulle dichiarazioni di Fabio Ghioni.[5][12] che nel corso dell'incidente probatorio incalzato dalla difesa di Jannone ha ritrattato ogni accusa. Agli atti risulta che Ghioni, oltre allo stipendio da dirigente di Telecomitalia, venisse pagato da Bernardini e da Cipriani per le intrusioni informatiche, accumulando consistenti fortune su conti svizzeri, intestati a società di copertura e fiduciarie. Per questo Ghioni è stato imputato anche di appropriazione indebita, ma ne è stato assolto in sede di patteggiamento.
La chiusura delle indagini [modifica]
A metà luglio 2008 i tre PM di Milano titolari dell'inchiesta (Fabio Napoleone, Nicola Piacente e Stefano Civardi) depositano un corposo avviso di chiusura delle indagini[13] Jannone il 6 novembre 2008 deposita una memoria difensiva che respinge le accuse formulategli, presentandosi ai Pubblici Ministeri per chiarire il suo ruolo nella vicenda: sostiene di aver presentato in Brasile - in nome di Telecomitalia - una denuncia alla polizia federale. Marco Tronchetti Provera ha confermato al GUP di esser stato lui stesso ad ordinare che fosse presentata una denuncia in Brasile, previa consultazione con i legali dell'azienda. La Polizia già a partire dal 2002 indagava nei confronti dell'agenzia di investigazioni americana Kroll e del banchiere brasiliano Daniel Dantas per attività di spionaggio illegale nei confronti - tra gli altri - dei soci italiani di Dantas, ovvero Telecom Italia. “Due anni prima del mio ingresso in Telecomitalia” ricorda Jannone. Su questa complessa vicenda, oltre agli arresti eseguiti il 26 ottobre 2004 in Brasile nei confronti dei dipendenti brasiliani della Kroll a cui è seguito nella scorsa estate l'arresto del banchiere Dantas, una Commissione Parlamentare d'inchiesta in Brasile ha concluso il 16 aprile scorso chiedendo l'interdizione perpetua della Kroll in Brasile.[14]
Il procedimento in Italia è noto col nome di Telecom.
Per approfondire, vedi la voce Scandalo Telecom-Sismi.


grazie per aver plasticamente rappresentato il senso del threadhefico:
comunque, per completezza, riportiamo tutta la biografia di jannone dal tuo stesso link
Angelo Jannone (Andria, 26 gennaio 1962) è stato un ufficiale dei Carabinieri, autore di numerose inchieste importanti di mafia, riciclaggio e narcotraffico, poi entrato nel Gruppo Telecom Italiada cui si è dimesso. Oggi Scrittore e Saggista..
Indice [nascondi]
1 La carriera
1.1 Arma dei Carabinieri
1.2 Settore privato
2 Il caso giudiziario
2.1 La chiusura delle indagini
3 Citazioni
4 Note
5 Bibliografia
6 Voci correlate
7 Altri progetti
8 Collegamenti esterni
La carriera [modifica]Ha frequentato la Scuola Militare Nunziatella e l'Accademia Militare di Modena.[1]
Arma dei Carabinieri [modifica]Angelo Jannone è stato comandante della compagnia CC di Corleone dal 1989 al 1991 ed autore delle indagini sul patrimonio di Totò Riina e sul commercialista Pino Mandalari con Giovanni Falcone[2][3][4][5]. Da Corleone fu trasferito per ragioni di sicurezza, poiché entrato nelle mire dei Corleonesi.[6]
Dopo Corleone a Catania ha comandato il Nucleo Operativo Provinciale ed è stato al centro di una cruenta sparatoria, nel corso della quale, il 18 giugno 1992, fu catturato un intero gruppo di fuoco del clan dei cursoti. Dopo Catania, in Calabria ha comandato la compagnia di Roccella Ionica, ed è stato protagonista di diverse importanti operazioni contro le famiglie della Locride ed i Piromalli. Sempre in Calabria ha firmato la corposa informativa dell'operazione Galassia, che portò all'arresto di 187 esponenti di Cosa Nostra e delle famiglia della Sibaritide.
In seguito ha comandato per tre anni il Nucleo operativo di Mestre, ove è stato alla ribalta per indagini contro la corruzione della Guardia di Finanza, e per una cruenta sparatoria con una banda di giostrai;[5] durante la quale è stato sfiorato da colpi di Kalasnikov. È stato poi al Raggruppamento Operativo Speciale di Roma nell'estate del 2000 e ha lasciato l'Arma nel dicembre 2003, con il grado di tenente colonnello. Durante il periodo al ROS si è infiltrato in Italia ed all'estero in organizzazioni di narcotrafficanti colombiani legati a camorristi permettendo il sequestro di 280 chilogrammi di cocaina e l'arresto di oltre 43 persone, tra Napoli, Milano, Roma, Amesterdam e Venezuela. La vicenda è raccontata dal libro di Giorgio Sturlese Tosi "Una vita da Infiltrato" ed Rizzoli, 2010. Al ROS ha comandanto anche il Reparto Analisi durante il quale ha collaborato alla stesura del primo rapporto Economia, Criminalità e Finanza in Italia, con il capitolo "Indicatori di infiltrazioni nel settore dei pubblici appalti". Nel corso degli anni trascorsi nell'Arma Jannone è stato insignito di numerosi riconoscimenti per i meriti di servizio.
Settore privato [modifica]Dal 2004 è entrato in Telecomitalia e ha assunto diversi incarichi dirigenziali, tra cui quello di responsabile della sicurezza di Telecom per l'America Latina.[7] Si dimette da Telecom nel marzo 2007. Attualmente è Amministratore Delegato di una società di consulenza nel settore Audit & Compliance aziendale, insegna all'Università La Sapienza di Roma.[8] e collabora con l'Osservatorio Criminalità di Eurispes.<http://www.radio24.ilsole24ore.com/player/player.php?filename=120211-altro-pianeta.mp3> Autore di numerose pubblicazioni su Guida al Diritto (Il Sole 24 Ore) e su Rivista 231, nel 2003 quale coautore ha pubblicato Crimini e Soldi, ed. Igea (coautore Donanto Masciandaro e altri) e nel novembre 2010 ha pubblicato "Intelligence, un metodo per la ricerca della verità" ed. Eurilink, con la prefazione di Roberto Pennisi, Procuratore Aggiunto Nazionale Antimafia <[1]</ref>
Nel 2012 ha pubblicato "Eroi Silenziosi" ed. Datanews, con la prefazione del generale Luigi Federici, già comandante generale dell'arma dei carabinieri. Il libro di natura autobiografica vuole essere un omaggio ai tanti carabinieri ed eroi noti e meno noti, incontrati dall'autore nella sua vita di carabiniere, ma anche una rilettura interna di alcuni importanti fatti di cronaca. <http://www.tempi.it/eroi-silenziosi-storie-di-caffe-notturni-sigarette-e-uomini-sempre-pronti-a-obbedire#axzz20gClVYD3> Il 7 luglio 2012 è stato insignito a Salerno del titolo onorifico di Associate Professor dalla Costantinian University, di Rhode Island (USA).
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Anche Ultimo, Mori e gli altri citati da Jannone si sono dimostrati integerrimi "sino a prova contraria"; anche Contrada, anche Riolo (carabiniere e collaboratore di Ingroia) prima che lo pizzicassero a passare informazioni ad Ajello e Cuffaro.
Resta che quella "pippata" (cit.) di Jannone è SMACCATAMENTE intesa a delegittimare i processi di Palermo.
E se proprio la voleva fare "giusta", a proposito di buoni e cattivi, avrebbe dovuto PREMETTERE la sua vicenda giudiziaria; prima di straparlare su tutto il resto.
Opinioni: senza alcun tipo di riscontro o anche solo uno straccio di riferimento alle EVIDENZE emerse dalle indagini.
Teatro.
Ultima modifica di MrBojangles; 05-11-12 alle 19:30


Ultima modifica di mariamills; 05-11-12 alle 20:00
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Mancata cattura di Provenzano, assolti a Palermo Mori e Obinu - Il Fatto Quotidiano
una volta tanto una buona notizia
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Ceterum censeo : magistratura delenda est
Non credo ci possano essere magistrati buoni se non danno le dimmissioni per non avere più certi colleghi.
Ai tempi di falcone si scoprì chi fossero i corvi di palermo?
Il figlio di ciancimino non era amico di un rappresentante della giustizia che lo usava quale pentito per altri fini?
Per la moglie di cesare neppure il sospetto; io di sospetti ne ho molti, troppi per cui chiedo il divorzio da un potere dello stato.