Scandalo nella sanità, blitz dei Nas Arrestati nove medici
Bufera al Policlinico
Foto Le immagini del blitz
Tra questi l'ex primario del reparto di Cardiologia, la professoressa Maria Grazia Modena e l'ex direttore della struttura di emodinamica. L'Ausl: "Garantite tutte le attività del reparto
Scandalo nella sanità, blitz dei Nas Arrestati nove medici - Il Resto Del Carlino - Modena
Modena, 9 novembre 2012 - Scandalo nella sanità. Questa mattina i carabinieri del Nas di Parma, in collaborazione con i colleghi modenesi, hanno arrestato 9 medici (guarda le foto), tra cui l'ex primario del reparto di Cardiologia del Policlinico di Modena, la professoressa Maria Grazia Modena, e l'ex direttore della struttura di emodinamica dello stesso ospedale, il dottor Giuseppe Sangiorgi (guarda il video).
Solo per Sangiorgi il gip Paola Losavio ha disposto la detenzione in carcere, mentre tutti gli altri sono agli arresti domiciliari su richiesta della Procura modenese. I noti professionisti sono accusati di aver intrapreso una collaborazione quantomeno illecita con le case farmaceutiche a discapito della salute dei pazienti.
Dalle prime ore della mattinata, 150 carabinieri del Nas e di 10 regioni hanno condotto un'operazione denominata 'Camici sporchi' che ha portato all'arresto di 9 cardiologi. Si tratta di Maria Grazia Modena, 60 anni, professoressa ordinaria di Cardiologia ed ex primario del reparto; Giuseppe Sangiorgi, 47 anni, residente a Roma, ex responsabile della struttura di emodinamica (l'unico in carcere); Alessandro Aprile, 37 anni, modenese, che all'epoca frequentava un master al Policlinico e attualmente in servizio all'ospedale di Coriano; Vincenzo Luigi Politi, 34 anni, in servizio al Policlinico; Simona Lambertini, 38 anni, di Modena, ex ricercatrice; Giuseppe Biondi Zuccai, 38enne romano, attualmente in servizio all'Umberto primo di Roma; Fabrizio Clementi, 41enne residente a Roma, del Policlinico di Tor Vergata; Alessandro Mauriello, 54enne romano, del Policlinico di Tor Vergata di Roma; Andrea Amato, 36 anni, residente a Brembate di Sotto (Bergamo), ex frequentatore di un master al Policlinico e attualmente in servizio al San Marco di Bergamo. Altre 67 persone sono indagate.
Gli inquirenti hanno inoltre effettuato 33 perquisizioni, nonché applicato la misura di divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione per 12 aziende che producono attrezzature sanitarie e l’interdizione dall’esercizio di attività e professioni nei confronti di 7 persone.
Gli arrestati sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere, peculato, corruzione, falso in atto pubblico, truffa ai danni del Servizio sanitario nazionale, sperimentazioni cliniche senza autorizzazione. Tutti hanno svolto la propria attività nel reparto di Cardiologia di Modena.
L'inchiesta è partita a febbraio 2011 dopo un esposto dell'associazione "Amici del cuore" guidata da Giovanni Spinella, che consegnò alla Procura e alla Regione una cartella con numerosi casi di decessi sospetti, legati in particolare all’attività dell’unità di emodinamica. Dopo un’indagine interna, a marzo 2011 la Regione chiese al Policlinico di prendere provvedimenti urgenti, sospendendo alcune attività di sperimentazione. Alcuni mesi dopo, la direzione ha sospeso dall'incarico di direttrice della Cardiologia, la professoressa Maria Grazia Modena, arrestata e mandata ai domiciliari.
Nello stesso tempo il Codacons in questi mesi ha raccolto decine di casi di presunta malasanità che sono stati esaminati dal pm Marco Niccolini e dallo stesso procuratore capo Vito Zincani. A marzo del 2011 il responsabile della sede modenese Codacons, Fabio Galli, ricevette un plico contenente materiale 'scottante' relativo a vicende avvenute presso il Policlinico di Modena. In particolare il plico conteneva un elenco di nominativi di cui: 4 casi di decessi; 12 casi di complicanze con esiti fortemente invalidanti; 5 casi di pazienti che avevano eseguito diverse valvuloplastiche e poi tavi; 2 casi di pazienti arruolati contemporaneamente in diversi studi di ricerca; 11 casi di studi su pazienti a cui sono erano stati impiantati stent di dubbia qualità".
Il Codacons inviò così "un primo esposto alla Procura di Modena, chiedendo di aprire una indagine ed eseguire accertamenti in merito ai casi segnalati nel plico. Dopo pochi giorni, l'associazione ricevette un ulteriore pacco, sempre relativo al Policlinico, al cui interno vi erano i nominativi di altri 3 casi di decesso e 3 complicazioni gravi e ben 152 pagine relative a scambi di mail con contenuto di tipo economico". Un secondo esposto "venne così presentato dal Codacons Modena alla Procura della Repubblica".
I medici arrestati sottoponevano i pazienti ignari a sperimentazioni non autorizzate, falsificando le cartelle cliniche e impiantando stent e strumentazioni senza certificazione ‘Ce’ e malfunzionanti. In cambio, i cardiologi ricevevano dalle aziende private tangenti che venivano versate sui conti correnti di onlus fittizie. Inoltre, i risultati venivano pubblicati su riviste scientifiche per un ritorno di immagine.
I carabinieri hanno sequestrato un milione di euro dai conti di tre Onlus fittizie (una con sede a Bologna e due a Roma) versato dalle aziende private in forma di donazioni. Gli inquirenti spiegano che il danno al Sistema sanitario nazionale è ancora da quantificare, ma potrebbe superare anche in questo caso il milione di euro.
Gli oneri delle sperimentazioni fittizie (gli inquirenti ne hanno contate 66, dove ciascuna coinvolgeva più pazienti), infatti, erano a carico del Policlinico: ciascuna corografia, ad esempio, costava circa 700 euro, 1.000 euro invece per uno stent. Ad essere coinvolte in questo sistema erano 12 aziende private, di cui sei con sede all’estero (Polonia, Germania, Irlanda, Belgio e Stati Uniti), e sei in Italia (Genova, Milano, Brescia). Per queste aziende è stato anche disposto il divieto di contrattare con la Pubblica amministrazione, mentre per sette persone è stata disposta l’interdizione dall’esercizio di attività e professioni. Tra gli indagati risulta anche un commercialista bolognese.
Gli inquirenti precisano che il rapporto tra sperimentazioni e decessi deve ancora essere accertato, ma al momento sarebbero due i casi di morte sospetti. L’ipotesi è che siano riconducibili a questo sistema. Per ora, agli arrestati non sono contestate lesioni ai pazienti.
Soltanto due dei nove medici arrestati lavorano al Policlinico di Modena, dunque il reparto è pienamente in funzione. Lo precisa l’Ausl di Modena. "Fra i medici coinvolti solo uno, oltre alla professoressa Modena, lavora attualmente presso la cardiologia: la gran parte degli interessati vi operava ai tempi dei fatti oggetto delle indagini, ma oggi lavora in altre sedi, fuori dalla nostra Regione - precisa l’azienda - tutte le attivita’ del reparto di cardiologia ed emodinamica del Policlinico, pertanto, sono regolarmente garantite dall’equipe diretta da Romeo Zennaro".
ECCO CHI SONO GLI INDAGATI.
Si tratta di Maria Grazia Modena, 60 anni, professoressa ordinaria di Cardiologia ed ex primario del reparto; Giuseppe Sangiorgi, 47 anni, residente a Roma, ex responsabile della struttura di emodinamica (l'unico in carcere); Alessandro Aprile, 37 anni, modenese, che all'epoca frequentava un master al Policlinico e attualmente in servizio all'ospedale di Coriano; Vincenzo Luigi Politi, 34 anni, in servizio al Policlinico; Simona Lambertini, 38 anni, di Modena, ex ricercatrice; Giuseppe Biondi Zuccai, 38enne romano, attualmente in servizio all'Umberto primo di Roma; Fabrizio Clementi, 41enne residente a Roma, del Policlinico di Tor Vergata; Alessandro Mauriello, 54enne romano, del Policlinico di Tor Vergata di Roma; Andrea Amato, 36 anni, residente a Brembate di Sotto (Bergamo), ex frequentatore di un master al Policlinico e attualmente in servizio al San Marco di Bergamo. Altre 67 persone sono indagate.
SU 9 INDAGATI SOLO UNO IN CARCERE. BELLO SCHIFO!
Ma la magistratura con quale criterio stabilisce chi deve andare in carcere, in realtà non c'è nessun criterio, è solo un potere che può esercitare il magistrato opinalmente.
Alessandro aprile un modenese autoeletto
Vincenzo politi un altro autoeletto
Alessandro muriello altro autoeletto
Andrea amato di brembate ma con le medesime origine del tacco autoelette
Gli altri due sono di rooma e gli altri 3, tra cui due donne, poi le femminaie dicono che delinquono meno sono padane. Uno solo è padano. SANGIORNI è un cognome romagnolo, è molto diffuso.
Comunque nessuno pagherà e come sempre il solito fumo negli occhi per le masse, che anche stavolta si illudono.
al di là di questo l'itaglia è davvero tutto un porcaio e tutto è impunito. E' IRRIFORMABILE.