
Originariamente Scritto da
Traiano
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Quote latte, la Ue indaga sulle multe non pagate
Inchiesta sulle dilazioni agli allevatori inadempienti. E loro: mercoledì trattori a Milano I 1.200 produttori L' ultimo rinvio per la scadenza delle sanzioni riguarderebbe oltre 1.200 produttori
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BRUXELLES - Sono ormai passati 17 anni, in alcuni casi. E a Bruxelles ci si meraviglia che, mentre a Roma cambiano i governi, il problema sia sempre quello: le multe affibbiate dalla Ue per il superamento delle quote di produzione del latte. Ma così è: la Commissione europea ha aperto un' indagine formale e potrebbe avviare presto una procedura di infrazione contro l' Italia, per le proroghe concesse agli allevatori inadempienti nel pagamento delle multe comunitarie, e soprattutto per le somme anticipate in loro nome dallo Stato, a bassi interessi e con lunghissime dilazioni nei rimborsi. Dal canto loro, gli allevatori sostengono che i conti non tornano, e che le documentazioni sarebbero incomplete ed errate: una «marcia dei trattori» è già stata ufficiosamente preannunciata per mercoledì da Treviglio verso Milano e la sede della Regione Lombardia. L' ultima dilazione nei rimborsi scade il prossimo 30 giugno, e riguarda campagne del 1995-2001. Quelle proroghe e i pagamenti «sostitutivi» fatti in passato dal governo italiano,
dice Bruxelles, hanno favorito indebitamente alcuni produttori, sono aiuti di Stato incompatibili con le norme Ue che tutelano la libertà di mercato e di concorrenza. Per fornire i chiarimenti richiesti da Bruxelles e così evitare l' avvio della procedura Ue, l' Italia ha un mese di tempo (ma 15 giorni sono già trascorsi dalla prima richiesta): dopo di che, la Commissione europea avrà 18 mesi per decidere se intimare agli allevatori di rimborsare il dovuto, con gli interessi. O se procedere diversamente. Almeno in teoria, tutto potrebbe anche sfociare in altre e diverse multe più salate, anche a carico della collettività. «
Gli italiani pagano un guaio della Lega - commenta il vicecapo delegazione del Pd all' Europarlamento, Andrea Cozzolino -. Pagare con i soldi pubblici le multe degli allevatori del Nord per far fare bottino elettorale pieno al Carroccio è stato un atto che Bruxelles ci aveva già sanzionato. Rinviarne, come ha fatto il governo Berlusconi, di sei mesi in sei mesi la sanzione, rischia adesso di procurarci ulteriori problemi. Dopo il danno, può arrivare anche la beffa». Per Fedagri-Confcooperative è ora di porre fine a «privilegi e impunità finora concessi in Italia a una sparuta minoranza di irriducibili produttori inadempienti». Ma la realtà è un' altra, sostiene un allevatore fra i tanti, Paolo Golfré Andreasi: «Sono 15 mila gli allevatori che hanno sottoscritto i piani di rateizzazione delle quote. E altri 15 mila quelli che contestano questo sistema, altro che sparuta minoranza. Le multe nascono dai dati sulla produzione errati, incompleti, gonfiati dalle istituzioni pubbliche: questo non lo diciamo noi ma i rapporti dei carabinieri del ministero delle Politiche agricole». Quanto all' ultima proroga (settima rata dei pagamenti) estesa fino al prossimo 30 giugno, «i Cobas cosiddetti ribelli non c' entrano nulla - aggiunge Golfré Andreasi - perché riguarda 1.231 produttori che già nel 2003-2004 avevano sottoscritto le rateizzazioni, seguendo i consigli dei sindacati. Insomma: la procedura di infrazione della Ue, se ci sarà, non sarà colpa dei Cobas». Luigi Offeddu
loffeddu@corriere.it RIPRODUZIONE RISERVATA **** Le tappe Infrazione
Bruxelles sta indagando per verificare se l' Italia abbia attuato un aiuto di Stato illegale concedendo nel 2010 una proroga di 6 mesi agli allevatori per il pagamento delle multe sulle quote latte. Una decisione fortemente voluta dalla Lega. L' Italia ha ancora 15 giorni per presentare osservazioni Le quoteLa vicenda nasce nell' 84, quando l' Ue contingentò la produzione degli Stati membri. Il sistema terminerà il 31 marzo 2015
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