Uomini 3000 - Il "maschiopentito"
Il "maschiopentito"
Il nuovo missionario del verbo femminista
Dal sito dei MaschiSelvatici
Il maschio pentito è il maschio politicamente corretto e cioè addomesticato, o meglio l'uomo della rinuncia. Rinuncia ad una presenza significativa in famiglia, rinuncia all' educazione affettiva alla vita del figlio che si è concepito, rinuncia alla propria storia. Il Maschio Pentito oggi consiglia, promuove e pratica quell'autodafè per maschi che è il processo al maschio. Il processo di solito si compie pubblicamente in televisione o sui giornali, viene ormai promosso e gestito direttamente dal maschio, non c'è più bisogno nemmeno della corte al femminile. L'imputato è naturalmente colpevole, infatti si processa la sua natura di maschio. Il processo consiste in una sequenza ormai proceduralizzata che prevede nell'ordine: accusarsi in quanto maschio pubblicamente di ogni infamia trascinando solidarmente nella colpa tutti gli altri maschi, con a seguire la dichiarazione di vergogna e abiura della propria identità, la promessa di cambiarla in base al nuovo modello del giorno meglio se suggerito da una donna psicologa, che normalmente propone una specie di collezione estate inverno dell'identità maschile, la dichiarazione di superiorità delle donne in tutti i campi e l'invocazione finale alla futura città delle donne, nuovo e ultimo nonché unico paradiso realizzabile in Terra. In questo modo il maschio pentito ottiene il perdono di essere maschio, la riammissione nella simpatia del direttore della rete o del giornale o del conduttore o del pubblico con connesso applauso,il semaforo verde all'ingresso del nuovo mondo dove tutti sono felici magari con la garanzia di qualche passettino in carriera in più. Tuttavia non basta, e a convincere che indietro non si torna, ovvero maschi non si è proprio più, ci vuole anche una serie di atti di degradazione. Così con naturalezza, entusiasmo e commozione buonista, in tutti i talkshow e le rubriche televisive di stato e private che contano, appaiono, accolti come modelli del Nuovo Maschio, similmente ai forzati del pentimento di ogni tempo e di ogni identità, nel passato politica o sociale o religiosa o di razza, oggi di genere, pensionati anticipati alle prese con centrini, poveracci che per arrotondare si spogliano in pubblico fra i gridolini di eccitazione delle donne, maschi letteralmente demoliti psicologicamente ed esibiti con fierezza dalla " Donna liberata che ha impostato un nuovo rapporto con il partner anch'esso liberato", castrati psicologici di tutti i tipi e motivazioni che hanno rinunciato ad ogni recupero e ben si prestano a far professione di quella tragica e vergognosa resa e rinuncia a se stessi come maschi e padri che la cultura e il potere di oggi chiede loro. Rinuncia e resa che trovano oggi il loro punto definitivo, di non ritorno, nel sentirsi delegittimati ad esprimersi sui temi della vita in quanto maschi, delegittimazione che nasconde, dietro al falso omaggio alla "autogestione" femminile, una fuga davvero poco virile dall'assunzione di responsabilità e carica le donne di un peso che spesso le schiaccia, come alcune ammettono con sincerità.
Vittorio Sgarbi
Adriano Sofri
Adriano Sofri è sicuramente persona degna di rispetto per la coerenza, pagata a caro prezzo, delle scelte fatte in relazione alla vicenda giudiziaria che lo riguarda. Tuttavia il senso di colpa per essere nato maschio, cioè oppressore, gli fa dire cose che hanno dell’incredibile. Sul Foglio del 29 Gennaio, in una lettera a commento della trasmissione “8 e mezzo” andata in onda la sera prima ed in cui si dibatteva sulla liceità della ricerca sulle cellule embrionali e quindi sul concetto di vita umana e di persona, scrive.
Aldo Grasso - Travestitismo da maschiopentito
Esordisce Aldo Grasso, Corriere di oggi, martedì 6 dicembre, a proposito della confessione a Porta Aperta del ministro Castelli di aver subito violenza sessuale da una donna: "Fingo di essere una spettatrice, fingo di aver seguito con grande interesse la discussione che ieri sera si è accesa nel salotto di Vespa sulla violenza alle donne" e continua "A nessuno è venuto in mente di ristabilire il senso delle proporzioni (anche gli uomini subiranno prepotenze, ma secondo i dati Istat più del 50% delle donne subisce molestie, crudeltà sessuali, maltrattamenti), di invitare il ministro della Giustizia a uscire dal biografismo e far qualcosa perché la violenza sulle donne diminuisca. Ma eravamo in un salotto televisivo per bene, mica in un reality".
Gervaso
Io non conto niente,e meno ancora voglio contare.Io credo,anzi ne sono convinto,che le donne oggi comandano non solo perché fino a ieri hanno ubbidito.
Oggi le donne comandano perché i tempi si sono fatti difficili e,quando i tempi richiedono sforzi maggiori,più grinta e più fantasia,se la cavano meglio,molto meglio di noi,che spesso ci perdiamo in un bicchier d'acqua.E non in un bicchiere d'acqua mezzo pieno

n un bicchier d'acqua mezzo vuoto.Mia figlia ha trent'anni,vive e lavora a Milano al Tg5,e se la sera mia moglie andasse a cena o in discoteca con un'amica,io non dovrei badare a nessuno,o solo al cane.
Sandro Bondi racconta il genio delle donne
Dopo anni di lotte politiche e sociali, fra le donne e il potere continua a esserci un solco invalicabile. Eppure, sostiene Sandro Bondi che al Meeting presenta il suo libro «La civiltà del potere. Politica e potere al femminile», proprio da loro può venire una vera rivoluzione. «È la donna che può salvare il mondo moderno da tutte le sue degenerazioni ideologiche. Il pensiero femminile, infatti, ha sempre affermato il bene del presente rispetto a un condizionato futuro, coltivato l'affettività intelligente piuttosto che la fredda razionalità, la vita piuttosto che le ideologie» fa notare il parlamentare azzurro.
Paolo Pancheri - Maschile e femminile
Il cervello ha un sesso? Le ultime ricerche confermerebbero di sì. Studi delle Scuole universitarie di Psichiatria di Roma, Napoli, Genova e L’Aquila dimostrano che quello femminile si differenzia da quello maschile per aspetti morfologici e funzionali che si traducono in maggiori capacità di integrazione del pensiero, di valutazione per raggiungere obiettivi, d’intuizione. Uomini e donne sani, uniformi per lavoro, età, cultura sono stati studiati per anni e il loro cervello scandagliato con la risonanza magnetica e con la tomografia a emissione di positroni.
Fabrizio Rondolino - Gentil Sesso
Non però perché siano incomprensibili,bensì perché gli uomini sono scemi:noi non capiamo le donne perché,letteralmente,siamo deficienti. Ci manca cioè una quantità sufficiente di cervello per essere all'altezza del cervello femminile (allenatosi,come abbiamo visto,attraverso secoli e millenni di "schiavitù domestica"). Quando dalle chiacchiere si passa al sesso,la débacle diventa davvero imbarazzante. Perché mentre con le chiacchiere si può anche imbrogliare(persino un idiota può apparire,se non intelligente,almeno gradevole o addirittura spiritoso),con il sesso la mancanza di cervello si fa sentire e può rivelarsi decisiva. La famigerata "ansia da prestazione",che condanna all'impotenza interi battaglioni di dongiovanni,è l'eco della nostra stupidità