Visualizzazione Stampabile
-
Re: Una domanda
Citazione:
Originariamente Scritto da
Tommaso
Comunque il lettore avrà capito che per me la comunità è la forma che viene dopo la società del capitale, e non un residuato criminogeno di questa.
Questa puntualizzazione per non dare linfa alla polemica creata dal troll.
Agorismo.
Unica via.
-
Re: Una domanda
Citazione:
Originariamente Scritto da
Tommaso
Comunque il lettore avrà capito che per me la comunità è la forma che viene dopo la società del capitale, e non un residuato criminogeno di questa.
Questa puntualizzazione per non dare linfa alla polemica creata dal troll.
infatti quello che manca è il passaggio dalla gente affamata disposta a tutto per avere l'ultimo telefonino a quella in cui si ricomincia superstiziosamente a credere che non tutto sia scambiabile
-
Re: Una domanda
Citazione:
Originariamente Scritto da
Troll
la cosa che manda ai pazzi è che per giorni mi hai rinfacciato il
"cinismo da vita pericolosa" e adesso rinfacci ai borghesi di volere la vita comoda
Ma è cinismo volere una vita comoda quando la vita del vicino è un inferno!
Vedi che la retorica "ma se voglio gassare la gente" si ferma la dove comincia la politica, perché nella politica non sei da solo come nella tua stanzetta a sognare bagni di sangue e genocidi.
-
Re: Una domanda
Citazione:
Originariamente Scritto da
Tommaso
Il massimo che poteva fare Berlusconi era aggravare la conflittualità entro diverse formazioni capitaliste.
Ma qui ormai si tratta di un problema ben più grave.
Nel fondo la crisi attuale, oltre le solite contingenze, pone il problema alla radice: il capitalismo, nel decennio da venire, sarà o no in grado di assicurare la propria riproduzione?
Io credo di no.
Dunque a questo punto non si tratta più di propendere per la Russia o per l'EU. Si tratta della questione sociale.
Si deve per esempio cominciare ad analizzare la piccola criminalità non più come un problema di polizia, ma come una forma di rapporto sociale antagonista, in guerra contro quello convenzionale capitalista.
Cioè, se la metà dei giovani entro 20 e 30 anni del mio quartiere sono senza lavoro e senza speranza di trovarne uno nell'anno, in quale modo questi possono avere una vita sociale, una stima di se, quando tutto intorno a loro gli dice che se non hai l'ultimo gadget alla moda sei una merda?
Il fascismo storico è nato in un contesto simile, e Mussolini è stato davvero un barbone, un mendicante, una merda secondo i canoni della società borghese dell'epoca.
Voi invece, quando vi leggo, ho il sentimento che più o meno una situazione sociale conveniente l'avete trovata, e che nel fondo più che la violenza del fascismo chiamate la sicurezza poliziesca, che vi difenda contro i giovani sbandati che non troveranno mai posto in questa società.
Lo volete chiamare "comunismo" ? E comunismo sia!
In ogni crisi il marxista ortodosso tende a vedere la fine del capitalismo. Puntualmente il Capitale integra in sè stesso le istanze di cambiamento. Perchè? Perchè il marxista, in fondo, è un sottoprodotto morale del capitalismo: un debole, risentito, livoroso, mendico di benessere. Non a caso, terminato il secolo del nichilismo totalitario, il marxista è tornato quello che era: un sottoprodotto sentimentale del progresso, dipendente dal Capitale stesso.
Non si tratta di avere "una situazione sociale conveniente", quanto di avere la certezza che la negazione del capitalismo è la negazione antropologica del progresso: come fu nell'Urss staliniana, ma soprattutto nella Cina moista. Ecco non vedo moisti in giro. Al massimo qualche blogger che ha riscoperto la fine scientifica del capitalismo.
-
Re: Una domanda
Citazione:
Originariamente Scritto da
Tommaso
Ma è cinismo volere una vita comoda quando la vita del vicino è un inferno!
Vedi che la retorica "ma se voglio gassare la gente" si ferma la dove comincia la politica, perché nella politica non sei da solo come nella tua stanzetta a sognare bagni di sangue e genocidi.
allora in primo luogo la "vita pericolosa" non dovevi rinfacciarla a me ma rivendicarla per te (la vita come milizia come lotta eccetera di contro all'ultimo uomo che ha perso il piacere del rischio)
in secondo luogo la maggiore precarietà del vivere dei prossimi anni (che non è una povertà semplice e contadina ma un mondo turbolento e disincantato dove allo sviluppo tecnico non fa riscontro un analogo progresso morale) accresce semmai la logica anticomunitaria del mors tua vita mea
per questo dico quando te ne sarai reso conto diventerai marxista ratzingeriano a tutto tondo come Preve e come lui tenderai la mano ai valori della rispettabilità borghese (lavoro matrimonio eccetera), mentre vedrai come fumo negli occhi le masse "post-borghesi e post-proletarie" (come le chiama lui) degli sfattoni desideranti che vorrebbero consumare senza lavorare e vivono disinvoltamente ai margini della legalità
-
Re: Una domanda
Citazione:
Originariamente Scritto da
Troll
allora in primo luogo la "vita pericolosa" non dovevi rinfacciarla a me ma rivendicarla per te (la vita come milizia come lotta eccetera di contro all'ultimo uomo che ha perso il piacere del rischio)
in secondo luogo la maggiore precarietà del vivere dei prossimi anni (che non è una povertà semplice e contadina ma un mondo turbolento e disincantato dove allo sviluppo tecnico non fa riscontro un analogo progresso morale) accresce semmai la logica anticomunitaria del mors tua vita mea
per questo dico quando te ne sarai reso conto diventerai marxista ratzingeriano a tutto tondo come Preve e come lui tenderai la mano ai valori della rispettabilità borghese (lavoro matrimonio eccetera), mentre vedrai come fumo negli occhi le masse "post-borghesi e post-proletarie" degli sfattoni desideranti che vorrebbero consumare senza lavorare e vivono disinvoltamente ai margini della legalità
Anche io avverto l'avvitamento moralistico che esploderà nella livorosa avversione per la lineare potenza di fuoco del deideologizzato piano di immanenza di Negri.
-
Re: Una domanda
Citazione:
Originariamente Scritto da
socialistaprussiano
In ogni crisi il marxista ortodosso tende a vedere la fine del capitalismo. Puntualmente il Capitale integra in sè stesso le istanze di cambiamento. Perchè? Perchè il marxista, in fondo, è un sottoprodotto morale del capitalismo: un debole, risentito, livoroso, mendico di benessere. Non a caso, terminato il secolo del nichilismo totalitario, il marxista è tornato quello che era: un sottoprodotto sentimentale del progresso, dipendente dal Capitale stesso.
Non si tratta di avere "una situazione sociale conveniente", quanto di avere la certezza che la negazione del capitalismo è la negazione antropologica del progresso: come fu nell'Urss staliniana, ma soprattutto nella Cina moista. Ecco non vedo moisti in giro. Al massimo qualche blogger che ha riscoperto la fine scientifica del capitalismo.
Scusa ma... come lo si deve intendere il "socialista" che sta nel "socialista prussiano"?
-
Re: Una domanda
Citazione:
Originariamente Scritto da
Tommaso
Scusa ma... come lo si deve intendere il "socialista" che sta nel "socialista prussiano"?
Come lo intendeva chi coniò questo ossimoro: fuffa per costringere i lavoratori all'irreggimentazione militarista del regime neoschiavista cui aspirava.
-
Re: Una domanda
Citazione:
Originariamente Scritto da
Tommaso
Scusa ma... come lo si deve intendere il "socialista" che sta nel "socialista prussiano"?
ah quello era un vecchio pretesto per asservire i lavoratori alla volontà imperialistica del Capitale presentata come "destino"
"Non vogliamo più discorsi sulla cultura, sulla cittadinanza mondiale, sulla missione spirituale della Germania. Abbiamo bisogno di durezza, di ardito scetticismo, di una classe di dominatori socialisti. Ancora una volta: socialismo significa potenza, potenza, ancora e sempre potenza. La via verso la potenza è chiaramente segnata: i più valenti lavoratori tedeschi devono unirsi ai migliori rappresentanti del vecchio spirito politico prussiano, gli uni e gli altri decisi a creare uno stato rigidamente socialista, una democrazia nel senso prussiano, gli uni e gli altri legati da un comune senso del dovere, dalla coscienza di un grande compito, dalla volontà di obbedire per dominare, di morire per vincere, dalla forza di compiere tremendi sacrifici per realizzare il nostro destino, per essere quel che siamo e quel che senza di noi non esisterebbe. Noi siamo socialisti. Noi non intendiamo esser stati socialisti invano" (Oswald Spengler)
-
Re: Una domanda
Citazione:
Originariamente Scritto da
Troll
allora in primo luogo la "vita pericolosa" non dovevi rinfacciarla a me ma rivendicarla per te (la vita come milizia come lotta eccetera di contro all'ultimo uomo che ha perso il piacere del rischio)
in secondo luogo la maggiore precarietà del vivere dei prossimi anni (che non è una povertà semplice e contadina ma un mondo turbolento e disincantato dove allo sviluppo tecnico non fa riscontro un analogo progresso morale) accresce semmai la logica anticomunitaria del mors tua vita mea
per questo dico quando te ne sarai reso conto diventerai marxista ratzingeriano a tutto tondo come Preve e come lui tenderai la mano ai valori della rispettabilità borghese (lavoro matrimonio eccetera), mentre vedrai come fumo negli occhi le masse "post-borghesi e post-proletarie" (come le chiama lui) degli sfattoni desideranti che vorrebbero consumare senza lavorare e vivono disinvoltamente ai margini della legalità
Profonda confusione.
Errore grave di comprensione.
Ancora una volta, e mi spiace molto, devo chiedermi se sei in buona fede.
Perché non c'è niente di post-modernista nella mia posizione.
Poi quando si parlava di Pasolini mi dicevate pure del reazionario.