





Ma è cinismo volere una vita comoda quando la vita del vicino è un inferno!
Vedi che la retorica "ma se voglio gassare la gente" si ferma la dove comincia la politica, perché nella politica non sei da solo come nella tua stanzetta a sognare bagni di sangue e genocidi.
Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
Pavese


In ogni crisi il marxista ortodosso tende a vedere la fine del capitalismo. Puntualmente il Capitale integra in sè stesso le istanze di cambiamento. Perchè? Perchè il marxista, in fondo, è un sottoprodotto morale del capitalismo: un debole, risentito, livoroso, mendico di benessere. Non a caso, terminato il secolo del nichilismo totalitario, il marxista è tornato quello che era: un sottoprodotto sentimentale del progresso, dipendente dal Capitale stesso.
Non si tratta di avere "una situazione sociale conveniente", quanto di avere la certezza che la negazione del capitalismo è la negazione antropologica del progresso: come fu nell'Urss staliniana, ma soprattutto nella Cina moista. Ecco non vedo moisti in giro. Al massimo qualche blogger che ha riscoperto la fine scientifica del capitalismo.
"L'ordine economico va organizzato in modo che l'uomo sincero prosperi più di qualunque altro". Silvio Gesell


allora in primo luogo la "vita pericolosa" non dovevi rinfacciarla a me ma rivendicarla per te (la vita come milizia come lotta eccetera di contro all'ultimo uomo che ha perso il piacere del rischio)
in secondo luogo la maggiore precarietà del vivere dei prossimi anni (che non è una povertà semplice e contadina ma un mondo turbolento e disincantato dove allo sviluppo tecnico non fa riscontro un analogo progresso morale) accresce semmai la logica anticomunitaria del mors tua vita mea
per questo dico quando te ne sarai reso conto diventerai marxista ratzingeriano a tutto tondo come Preve e come lui tenderai la mano ai valori della rispettabilità borghese (lavoro matrimonio eccetera), mentre vedrai come fumo negli occhi le masse "post-borghesi e post-proletarie" (come le chiama lui) degli sfattoni desideranti che vorrebbero consumare senza lavorare e vivono disinvoltamente ai margini della legalità
Ultima modifica di Troll; 22-11-12 alle 18:20








ah quello era un vecchio pretesto per asservire i lavoratori alla volontà imperialistica del Capitale presentata come "destino"
"Non vogliamo più discorsi sulla cultura, sulla cittadinanza mondiale, sulla missione spirituale della Germania. Abbiamo bisogno di durezza, di ardito scetticismo, di una classe di dominatori socialisti. Ancora una volta: socialismo significa potenza, potenza, ancora e sempre potenza. La via verso la potenza è chiaramente segnata: i più valenti lavoratori tedeschi devono unirsi ai migliori rappresentanti del vecchio spirito politico prussiano, gli uni e gli altri decisi a creare uno stato rigidamente socialista, una democrazia nel senso prussiano, gli uni e gli altri legati da un comune senso del dovere, dalla coscienza di un grande compito, dalla volontà di obbedire per dominare, di morire per vincere, dalla forza di compiere tremendi sacrifici per realizzare il nostro destino, per essere quel che siamo e quel che senza di noi non esisterebbe. Noi siamo socialisti. Noi non intendiamo esser stati socialisti invano" (Oswald Spengler)


Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
Pavese