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Discussione: Una domanda

  1. #31
    "Abbi Fiducia"
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    Predefinito Re: Una domanda

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    Profonda confusione.
    Errore grave di comprensione.
    Ancora una volta, e mi spiace molto, devo chiedermi se sei in buona fede.
    Perché non c'è niente di post-modernista nella mia posizione.
    Poi quando si parlava di Pasolini mi dicevate pure del reazionario.
    appunto allora sei già marxista ratzingeriano e c'è poco da compiacersi della "piccola criminalità come forma di rapporto sociale antagonista in guerra contro quello convenzionale capitalista"

  2. #32
    "Abbi Fiducia"
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    Predefinito Re: Una domanda

    quello che differenzia Tommaso da Preve è che laddove Preve ha compreso che la vecchia borghesia, le classi medie scalzate dall'andazzo delle cose (naturaliter nostalgiche di un vecchio mondo più rassicurante) sono un naturale interlocutore per il progetto di restaurazione moralizzatrice, Tommaso insiste invece ad arrabbiarsi con le classi medie e a strizzare l'occhio al Lumpenproletariat nomadico e semidelinquente che fondamentalmente è meno interessato al ripristino della società del paesello col campanile e i punti di riferimento stabili condivisi da tutta la comunità rispetto all'omino piccolo-borghese che al contrario ancora ha conservato qualche residuo dei vecchi valori
    Ultima modifica di Troll; 22-11-12 alle 18:35

  3. #33
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    Predefinito Re: Una domanda

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    Scusa ma... come lo si deve intendere il "socialista" che sta nel "socialista prussiano"?
    A differenza degli altri commentatori, che confondono il nichilismo con l'utilitarismo, ritengo che Spengler coniò il binomio per dare senso all'emergente figura del "soldato politico". La generazione della neue sachlichkeit intendeva così dimostrare l'annullamento dell'individuo nell'azione comunitaria.
    "L'ordine economico va organizzato in modo che l'uomo sincero prosperi più di qualunque altro". Silvio Gesell

  4. #34
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    Predefinito Re: Una domanda

    Citazione Originariamente Scritto da Tommaso Visualizza Messaggio
    Il massimo che poteva fare Berlusconi era aggravare la conflittualità entro diverse formazioni capitaliste.
    Ma qui ormai si tratta di un problema ben più grave.
    Nel fondo la crisi attuale, oltre le solite contingenze, pone il problema alla radice: il capitalismo, nel decennio da venire, sarà o no in grado di assicurare la propria riproduzione?

    Io credo di no.
    Dunque a questo punto non si tratta più di propendere per la Russia o per l'EU. Si tratta della questione sociale.

    Si deve per esempio cominciare ad analizzare la piccola criminalità non più come un problema di polizia, ma come una forma di rapporto sociale antagonista, in guerra contro quello convenzionale capitalista.
    Cioè, se la metà dei giovani entro 20 e 30 anni del mio quartiere sono senza lavoro e senza speranza di trovarne uno nell'anno, in quale modo questi possono avere una vita sociale, una stima di se, quando tutto intorno a loro gli dice che se non hai l'ultimo gadget alla moda sei una merda?

    Il fascismo storico è nato in un contesto simile, e Mussolini è stato davvero un barbone, un mendicante, una merda secondo i canoni della società borghese dell'epoca.
    Voi invece, quando vi leggo, ho il sentimento che più o meno una situazione sociale conveniente l'avete trovata, e che nel fondo più che la violenza del fascismo chiamate la sicurezza poliziesca, che vi difenda contro i giovani sbandati che non troveranno mai posto in questa società.

    Lo volete chiamare "comunismo" ? E comunismo sia!
    Tommaso, mi sembri il demagogo che cerca di attirare il consenso altrui solleticandone gli appetiti e le passioni.
    Così per farti dare ragione, ti metti a citare Mussolini, presentandolo come un pezzente ed un emarginato sociale, e lasci intendere che se il Fascismo ha avuto successo è stato perché è consistito in una rivolta dei "pezzenti" contro l'upper class.
    Come se non sapessimo che per te il Fascismo è stato - secondo il più vieto cliché dell'analisi storica marxiana - un fenomeno reazionario di massa al soldo del padronato ed il corporativismo fascista un "capitalismo militarizzato" che avrebbe narcotizzato il proletariato con la previdenza sociale per poi, dietro le quinte, rafforzare la grande industria ed i famigerati padroni....
    Insomma, chi vuoi prendere in giro?
    Il comunismo applicato è stato il socialismo reale ed ha miseramente fallito per una serie di ragioni.
    Proporlo come alternativa concreta e seria al sistema capitalistico liberale attualmente esistente è quanto di meno "innovatore" ci possa essere in questo preciso momento storico.
    Chi te lo fa fare?
    Ultima modifica di Giò; 22-11-12 alle 18:40
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    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  5. #35
    "Abbi Fiducia"
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    Predefinito Re: Una domanda

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Il comunismo applicato è stato il socialismo reale ed ha miseramente fallito per una serie di ragioni.
    Proporlo come alternativa concreta e seria al sistema capitalistico liberale attualmente esistente è quanto di meno "innovatore" ci possa essere in questo preciso momento storico.
    Chi te lo fa fare?
    mai dimenticare che Tommaso rigetta il socialismo reale e il comunismo applicato così come si sono espressi storicamente, non solo quelli di Stalin e Mao ma anche quello di Castro

    laddove ha in mente qualcosa di assolutamente nuovo che dovrebbe apparire non in quei Paesi arretrati ma nelle realtà urbane dell'Occidente (convengo perfettamente con lui che questa differenza di contesto socioculturale abbia grosse ripercussioni, solo che per come la vedo io non andrebbe a favore di Tommaso: i contesti arcaici conservano residui premoderni che facilitano la tenuta dell'esperimento collettivistico; questa è una cosa che nelle società urbane postindustriali disincantate nomadiche e cosmopolitiche non c'è)
    Ultima modifica di Troll; 22-11-12 alle 18:48

  6. #36
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    Predefinito Re: Una domanda

    Citazione Originariamente Scritto da Troll Visualizza Messaggio
    mai dimenticare che Tommaso rigetta il socialismo reale e il comunismo applicato così come si sono espressi storicamente, non solo quelli di Stalin e Mao ma anche quello di Castro

    laddove ha in mente qualcosa di assolutamente nuovo che dovrebbe apparire non in questi Paesi arretrati ma nelle realtà urbane dell'Occidente (convengo perfettamente con lui che questa differenza di contesto socioculturale abbia grosse ripercussioni, solo che per come la vedo io questo non andrebbe a favore di Tommaso: i contesti arcaici conservano residui premoderni che facilitano la tenuta dell'esperimento collettivistico; questa è una cosa che nelle società urbane postindustriali disincantate nomadiche e cosmopolitiche non c'è)
    Non a caso i grandi intellettuali marxisti, borghesi e metropolitani del '900 consideravano Stalin e Mao dei contro-rivoluzionari, antiprogressisti, ossessionati dal reazionario culto della personalità.
    "L'ordine economico va organizzato in modo che l'uomo sincero prosperi più di qualunque altro". Silvio Gesell

  7. #37
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    Predefinito Re: Una domanda

    Citazione Originariamente Scritto da Troll Visualizza Messaggio
    mai dimenticare che Tommaso rigetta il socialismo reale e il comunismo applicato così come si sono espressi storicamente, non solo quelli di Stalin e Mao ma anche quello di Castro
    Guarda che lo so, mica le leggi solo tu le sue ostiate
    E' proprio per questo che gliel'ho fatto notare.
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  8. #38
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    Predefinito Re: Una domanda

    Citazione Originariamente Scritto da socialistaprussiano Visualizza Messaggio
    Non a caso i grandi intellettuali marxisti, borghesi e metropolitani del '900 consideravano Stalin e Mao dei contro-rivoluzionari, antiprogressisti, ossessionati dal reazionario culto della personalità.
    Tommaso è una sintesi molto interessante perché dialetticamente unisce comunitarismo antimoderno dei valori condivisi (contro nichilismo e soggettivismo e relativismo) e una prospettiva occidentale e metropolitana (non riconducibile all'antimperialismo geopolitico degli "Stato e Potenza" ma piuttosto facente affidamento sulle moltitudini dal basso)

    ora secondo me queste moltitudini urbane e occidentali che si svegliano antirelativiste sono una cosa terribilmente improbabile e kitsch, però è ugualmente molto interessante
    Ultima modifica di Troll; 22-11-12 alle 19:03

  9. #39
    "Abbi Fiducia"
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    Predefinito Re: Una domanda

    comunque fatevi una risata, sembra una supercazzola ma spiega come i deleuziani siano rimasti delusi dagli esiti del pensiero desiderante

    Massimo Recalcati - Il desiderio onnipotente di Deleuze e Guattari - La Repubblica

    "Foucault aveva dichiarato che il nostro secolo forse sarebbe stato deleuziano. Aveva ragione ma in un senso probabilmente molto diverso da quello che auspicava. Il deleuzismo è sfuggito dalle mani di Deleuze (come spesso accade per tutti gli “ismi”). L’Anti- Edipoha dato involontariamente la stura ad un elogio incondizionato del carattere rivoluzionario del desiderio contro la Legge che ha finito paradossalmente per colludere con l’orgia dissipativa che ha caratterizzato i flussi – non delle macchine desideranti come si auspicavano Deleuze e Guattari – ma di denaro e di godimento che hanno alimentato la macchina impazzita del discorso del capitalista. Lacan aveva provato a segnalare ai due questo pericolo. In una intervista rilasciata a Rinascita nel maggio del 1977 a chi gli chiedeva un parere sull’Anti- Edipo rispose che «L’Edipo costituisce di per se stesso un tale problema per me che non penso che ciò che Deluze e Guattari hanno voluto intitolare l’Anti- Edipo possa avere il minimo interesse». Lacan avverte che non bisogna premere il grilletto troppo rapidamente sul padre. La contrapposizione rivoluzionaria tra le macchine desideranti e la Legge, tra la spinta impersonale e de-territorializzante della potenza del desiderio e la tendenza conservatrice alla territorializzazione rigida del potere e delle sue istituzioni (Chiesa, Esercito, famiglia, psicoanalisi...) rischiava di dissolvere il senso etico della responsabilità soggettiva. Per Deleuze e Guattari la parola soggetto è infatti una parola da mettere al bando, così come Legge, castrazione, mancanza. L’Anti-Edipo compie un elogio a senso unico della forza della pulsione che lo fa scivolare fatalmente in una prospettiva di naturalizzazione vitalistica dell’umano. La liberazione dei flussi del desiderio reagisce giustamente al culto rassegnato del principio di realtà al quale sembra votarsi la psicoanalisi, senza accorgersi di generare un nuovo mostro: il mito della schizofrenia come nome della vita che rigetta ogni forma di limite. Il mito del corpo schizo come corpo anarchico, a pezzi, pieno, senza organi, costruito come una macchina pulsionale che gode ovunque, antagonista alla gerarchia dell’Edipo, si è tradotto nei flussi della macchina cinica e perversa del discorso capitalista."

    ancora uno sforzo e tornerete anche voi al campanile del marxismo ratzingeriano!
    Ultima modifica di Troll; 22-11-12 alle 19:16

  10. #40
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    Predefinito Re: Una domanda

    Citazione Originariamente Scritto da Troll Visualizza Messaggio
    comunque fatevi una risata, sembra una supercazzola ma spiega come i deleuziani siano rimasti delusi dagli esiti del pensiero desiderante

    Massimo Recalcati - Il desiderio onnipotente di Deleuze e Guattari - La Repubblica

    "Foucault aveva dichiarato che il nostro secolo forse sarebbe stato deleuziano. Aveva ragione ma in un senso probabilmente molto diverso da quello che auspicava. Il deleuzismo è sfuggito dalle mani di Deleuze (come spesso accade per tutti gli “ismi”). L’Anti- Edipoha dato involontariamente la stura ad un elogio incondizionato del carattere rivoluzionario del desiderio contro la Legge che ha finito paradossalmente per colludere con l’orgia dissipativa che ha caratterizzato i flussi – non delle macchine desideranti come si auspicavano Deleuze e Guattari – ma di denaro e di godimento che hanno alimentato la macchina impazzita del discorso del capitalista. Lacan aveva provato a segnalare ai due questo pericolo. In una intervista rilasciata a Rinascita nel maggio del 1977 a chi gli chiedeva un parere sull’Anti- Edipo rispose che «L’Edipo costituisce di per se stesso un tale problema per me che non penso che ciò che Deluze e Guattari hanno voluto intitolare l’Anti- Edipo possa avere il minimo interesse». Lacan avverte che non bisogna premere il grilletto troppo rapidamente sul padre. La contrapposizione rivoluzionaria tra le macchine desideranti e la Legge, tra la spinta impersonale e de-territorializzante della potenza del desiderio e la tendenza conservatrice alla territorializzazione rigida del potere e delle sue istituzioni (Chiesa, Esercito, famiglia, psicoanalisi...) rischiava di dissolvere il senso etico della responsabilità soggettiva. Per Deleuze e Guattari la parola soggetto è infatti una parola da mettere al bando, così come Legge, castrazione, mancanza. L’Anti-Edipo compie un elogio a senso unico della forza della pulsione che lo fa scivolare fatalmente in una prospettiva di naturalizzazione vitalistica dell’umano. La liberazione dei flussi del desiderio reagisce giustamente al culto rassegnato del principio di realtà al quale sembra votarsi la psicoanalisi, senza accorgersi di generare un nuovo mostro: il mito della schizofrenia come nome della vita che rigetta ogni forma di limite. Il mito del corpo schizo come corpo anarchico, a pezzi, pieno, senza organi, costruito come una macchina pulsionale che gode ovunque, antagonista alla gerarchia dell’Edipo, si è tradotto nei flussi della macchina cinica e perversa del discorso capitalista."

    ancora uno sforzo e tornerete anche voi al campanile del marxismo ratzingeriano!
    Toni Negri si spinge oltre, e prima di ridurre e ricondurre la contrapposizione tra l'operaio di Tronti e l'apparato repressivo globale alla lotta finale tra debitore e creditore, indulge con grata commozione al commosso ricordo dei padroncini del nord est.

 

 
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