Naturalmente "er Puzzone" era il soprannome con cui i romani bonariamente chiamavano l'ex capo del governo, e la scritta apparve su un muraglione di lungotevere già nella seconda metà del '44.
L'altra scritta, anche essa si trasformò in un motto popolare, era: "Colonnello Poletti, meno chiacchiere e più spaghetti!"
Charles Poletti era stato nominato governatore militare alleato, e si lasciava andare a lunghissime concioni sugli italiani e la democrazia.
(Poletti, già governatore militare della Sicilia, era sbarcato con una lista di 850 nomi "sicuri" fornita dal boss Vito Genovese e fece sindaci tutti mafiosi)
Scusatemi questo grido di dolore, ma con tutti i fondamentali economici in picchiata leggo oggi sul Corsera che la Scala di Milano quest'anno non aprirà con l'italico Verdi, ma con il teutonico Wagner.
E che il Presidente della Repubblica non parteciperà, ma ha sentito la necessità di scrivere al direttore dell'orchestra precisando di non poter intervenire per cause di forza maggiore.
Non si tratta quindi di una velata contestazione ad una apertura "tedesca" invece che, come tradizione, "italiana". (chiosa il Corsera che il Presidente tiene sulla scrivania il libro "La vita di Wagner")
Magari a riprova (hai visto mai!) si farà rilucidare bene l'elmo di Cecco Peppe.
Apro io, secondo la Tradizione. "O mia Patria si bella e perduta"




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