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Discussione: Il vero puzzone

  1. #1
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    Predefinito Il vero puzzone

    Ecco chi è il vero Puzzone

    Lui, l’incartapecorito che trasuda vecchiume
    da ogni pellame che lo riveste dai capelli al tacco,
    ama però l’eleganza primaverile delle verginelle,
    sempre pronte a “mostrarsi”
    al carisma dell’onnipotente Buffone
    che strapensa e stravede solo per “quelle”.

    Eccolo ritualmente commosso tra i terremotati,
    ma con la testa là, nel suo paradiso fiscale,
    dove ci si può godere di ogni bellezza proibita;
    e lui, il donnaiolo più famoso del mondo,
    appena può vi corre a farsi una sniffata,
    non importa se quel certo coso non gli tira più.

    Lui è per antonomasia
    o per presunta auto-celebrazione
    lo spremi-universo, cielo e terra,
    con tutti i suoi abitanti, visibili e invisibili,
    e le infinite schiere di giannizzeri.

    E là dove non arriva la sua onnipresenza
    - gli manca poco pochissimo ad avere
    il dono dell’ubiquità di Padre Pio -
    ci mette qualche gamba, qualche culo e qualche tetta
    di una delle sue pupille in carne ed ossa,
    che nascono come funghi ad un suo cenno.

    E l’Europa è servita, l’Italia anche.
    Con la benedizione del Vaticano,
    sorridente dietro le colonne del Bernini.

    Ormai l’Italia è tutta velinizzata:
    non è rimasto un benché minimo senso di reale:
    altra cosa è il reality show,
    ovvero la mistificazione della realtà
    su misura della demenza del Demente,
    complice tutto quel po’ po’ di mediaset e company
    che se la tirano fino al cielo.

    In fondo, è tutto qui l’impero berlusconiano:
    un coacervo o accozzaglia di superlative “apparenze”
    che hanno il super-potere
    - al di là della persona, l’ultima nella gerarchia -
    di creare quell’impatto “visivo” che incanta.

    L’impero dell’apparenza!
    Non ti vengono i brividi?

    Sì, impero, non solo perché castra la realtà
    convertendola tutta in vuota apparenza,
    ma perché in questo reame
    tutti si rispecchiano, e se la godono, come idioti.

    Gli italiani - una buona parte, spaventosamente in crescendo -
    dalla padania ciellina alle isole dei sogni fiscali
    vedono avvicinarsi il grande giorno
    in cui potranno realizzare il loro ideale
    in quel Coso che è riuscito a spodestare
    il compagno Cristo e la compagna Madonna,
    sostituendoli con infinite immagini del proprio ego.

    Prova a immagine che cos’è quell’ego!
    Un pallone gonfiato?
    Un enorme bubbone o escrescenza tumorale?
    Che importa?

    A che servono le apparenze se non per coprire
    l’orrido Mostriciattolo dalla faccia plastificata?
    Provate a osservarlo bene e vi leggerete
    i sintomi del tempo che non perdona nessuno!

    Lui vuole essere circondato da appariscenti veline,
    possibilmente senza testa, senza cultura,
    senza morale, senza coscienza,
    purché odorino di quell’estetismo a fior di pelle
    che è la forza del suo potere mediatico.

    No, lui non vuole - l’ha detto chiaramente -
    politici maleodoranti e malvestiti,
    che rovinerebbero il decoro della sua facciata.

    Lui vince perché “appare” accattivante:
    non è la verità cruda e urticante che dà successo,
    ma le menzogne purché dette da lui,
    perché da lui il popolo rincoglionito accetta tutto,
    anche di vivere di pure apparenze
    che ti fanno sentire qualcuno
    anche se rimarrai per tutta la vita un grande idiota.

    Lui ci prende tutti per i fondelli,
    strapazza e irride ogni senso civico,
    sfrutta il dolore e i morti,
    se ne sfotte di ogni affetto anche familiare.

    Il suo sogno è di morire lassù, al Quirinale,
    come un imperatore romano.

    Non vale la pena pugnalarlo:
    diventerebbe un martire e un eroe nazionale,
    e, con un popolo di coglioni che abbiamo,
    saremmo costretti ad avere monumenti dappertutto,
    nella speranza di vederli ben presto trasformati
    in vespasiani.

    Lui morirà, prima o poi, - quando Dio vorrà -
    ma il berlusconismo resisterà a lungo:
    scoprirne l’antidoto sarà difficilissimo,
    a meno che…

    In una nota fiaba, un bambino ha la forza
    di urlare davanti a tutti che l’imperatore è nudo!

    Ma deve scappare…
    Quando tornerà?

    E se tornassero a migliaia i giovani
    pronti a urlare che il re è nudo?

    Oggi come oggi c’è un silenzio tombale:
    grida solo chi ha il megafono della nave.

    Søren Kierkegaard, filosofo e scrittore danese,
    in tempi non sospetti (è morto nel 1855)
    scrisse nei suoi diari:

    «La nave è ormai in mano al cuoco di bordo
    e le parole che trasmette il megafono del comandante
    non riguardano più la rotta,
    ma il menù del giorno dopo».

    Commenta un giovane:

    «Perfetta metafora.
    Il popolo delle libertà (sì, ciao)
    sta facendo proprio questo:
    in coro annuncia il menù del giorno dopo,
    appaga le pance, gli istinti più bassi,
    e se ne fotte serenamente della rotta.
    Risultato: la nave sta affondando,
    ma nessuno vuole smettere di cenare.
    E questo è veramente il peggio,
    è veramente il segno della povertà morale
    raggiunta da questo paese, costruita in questo paese.
    Ma ci svegliamo?… o, ditemi,
    dove finiremo di questo passo?»

    (Alfio Sironi).

  2. #2
    Praticamente innocuo
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    Predefinito Riferimento: Il vero puzzone

    Sei ridicolo. Non sapete fare altro che denigrare giocando al ribasso. Vorreste che la gente votasse la sinistra perchè secondo "Berlusconi è peggio di voi" ma siete vuoti, non riuscite a mettere due mattoncini uno sopra all'atro... non vi farei governare neanche i soldatini di piombo
    Far ragionare un idiota non è impossibile, è inutile

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: Il vero puzzone

    Per non sprecare tempo diamo almeno una informazione seria:



    Il Puzzone di Moena è un formaggio semigrasso a pasta bianca o paglierina con occhiatura sparsa, che viene prodotto in provincia di Trento nelle valli di Fiemme e Fassa. Si riconosce senza difficoltà perchè ha la crosta umida e odore acuto e sapore forte. In ladino è conosciuto come Spretz Tzaorì, ovvero formaggio saporito, e il suo segreto risiede nella qualità del latte, che deve provenire da bovine di razza Bruna, Grigio Alpina e altre, alimentate con fieno di prato stabile o al pascolo, e nella pratica della spugnatura giornaliera delle forme durante la stagionatura, usanza dall’origine sconosciuta approdata nelle valli di Fiemme e Fassa in tempi remoti.
    Il Puzzone richiede una stagionatura da cinque mesi ad un anno circa ed è caratterizzato da un sapore intenso, lievemente e gradevolmente piccante, che si accompagna bene con la polenta e la purea di patate.
    Per la sua forte personalità si accompagna bene a vini aromatici, come un Gewürztraminer altoatesino o un Traminer trentino, purché di buon corpo. Bene, in alternativa, un classico Teroldego Rotaliano trentino.

  4. #4
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    Predefinito Riferimento: Il vero puzzone

    Citazione Originariamente Scritto da SemparQuel Visualizza Messaggio
    Ecco chi è il vero Puzzone

    Lui, l’incartapecorito che trasuda vecchiume
    da ogni pellame che lo riveste dai capelli al tacco,
    ama però l’eleganza primaverile delle verginelle,
    sempre pronte a “mostrarsi”
    al carisma dell’onnipotente Buffone
    che strapensa e stravede solo per “quelle”.

    Eccolo ritualmente commosso tra i terremotati,
    ma con la testa là, nel suo paradiso fiscale,
    dove ci si può godere di ogni bellezza proibita;
    e lui, il donnaiolo più famoso del mondo,
    appena può vi corre a farsi una sniffata,
    non importa se quel certo coso non gli tira più.

    Lui è per antonomasia
    o per presunta auto-celebrazione
    lo spremi-universo, cielo e terra,
    con tutti i suoi abitanti, visibili e invisibili,
    e le infinite schiere di giannizzeri.

    E là dove non arriva la sua onnipresenza
    - gli manca poco pochissimo ad avere
    il dono dell’ubiquità di Padre Pio -
    ci mette qualche gamba, qualche culo e qualche tetta
    di una delle sue pupille in carne ed ossa,
    che nascono come funghi ad un suo cenno.

    E l’Europa è servita, l’Italia anche.
    Con la benedizione del Vaticano,
    sorridente dietro le colonne del Bernini.

    Ormai l’Italia è tutta velinizzata:
    non è rimasto un benché minimo senso di reale:
    altra cosa è il reality show,
    ovvero la mistificazione della realtà
    su misura della demenza del Demente,
    complice tutto quel po’ po’ di mediaset e company
    che se la tirano fino al cielo.

    In fondo, è tutto qui l’impero berlusconiano:
    un coacervo o accozzaglia di superlative “apparenze”
    che hanno il super-potere
    - al di là della persona, l’ultima nella gerarchia -
    di creare quell’impatto “visivo” che incanta.

    L’impero dell’apparenza!
    Non ti vengono i brividi?

    Sì, impero, non solo perché castra la realtà
    convertendola tutta in vuota apparenza,
    ma perché in questo reame
    tutti si rispecchiano, e se la godono, come idioti.

    Gli italiani - una buona parte, spaventosamente in crescendo -
    dalla padania ciellina alle isole dei sogni fiscali
    vedono avvicinarsi il grande giorno
    in cui potranno realizzare il loro ideale
    in quel Coso che è riuscito a spodestare
    il compagno Cristo e la compagna Madonna,
    sostituendoli con infinite immagini del proprio ego.

    Prova a immagine che cos’è quell’ego!
    Un pallone gonfiato?
    Un enorme bubbone o escrescenza tumorale?
    Che importa?

    A che servono le apparenze se non per coprire
    l’orrido Mostriciattolo dalla faccia plastificata?
    Provate a osservarlo bene e vi leggerete
    i sintomi del tempo che non perdona nessuno!

    Lui vuole essere circondato da appariscenti veline,
    possibilmente senza testa, senza cultura,
    senza morale, senza coscienza,
    purché odorino di quell’estetismo a fior di pelle
    che è la forza del suo potere mediatico.

    No, lui non vuole - l’ha detto chiaramente -
    politici maleodoranti e malvestiti,
    che rovinerebbero il decoro della sua facciata.

    Lui vince perché “appare” accattivante:
    non è la verità cruda e urticante che dà successo,
    ma le menzogne purché dette da lui,
    perché da lui il popolo rincoglionito accetta tutto,
    anche di vivere di pure apparenze
    che ti fanno sentire qualcuno
    anche se rimarrai per tutta la vita un grande idiota.

    Lui ci prende tutti per i fondelli,
    strapazza e irride ogni senso civico,
    sfrutta il dolore e i morti,
    se ne sfotte di ogni affetto anche familiare.

    Il suo sogno è di morire lassù, al Quirinale,
    come un imperatore romano.

    Non vale la pena pugnalarlo:
    diventerebbe un martire e un eroe nazionale,
    e, con un popolo di coglioni che abbiamo,
    saremmo costretti ad avere monumenti dappertutto,
    nella speranza di vederli ben presto trasformati
    in vespasiani.

    Lui morirà, prima o poi, - quando Dio vorrà -
    ma il berlusconismo resisterà a lungo:
    scoprirne l’antidoto sarà difficilissimo,
    a meno che…

    In una nota fiaba, un bambino ha la forza
    di urlare davanti a tutti che l’imperatore è nudo!

    Ma deve scappare…
    Quando tornerà?

    E se tornassero a migliaia i giovani
    pronti a urlare che il re è nudo?

    Oggi come oggi c’è un silenzio tombale:
    grida solo chi ha il megafono della nave.

    Søren Kierkegaard, filosofo e scrittore danese,
    in tempi non sospetti (è morto nel 1855)
    scrisse nei suoi diari:

    «La nave è ormai in mano al cuoco di bordo
    e le parole che trasmette il megafono del comandante
    non riguardano più la rotta,
    ma il menù del giorno dopo».

    Commenta un giovane:

    «Perfetta metafora.
    Il popolo delle libertà (sì, ciao)
    sta facendo proprio questo:
    in coro annuncia il menù del giorno dopo,
    appaga le pance, gli istinti più bassi,
    e se ne fotte serenamente della rotta.
    Risultato: la nave sta affondando,
    ma nessuno vuole smettere di cenare.
    E questo è veramente il peggio,
    è veramente il segno della povertà morale
    raggiunta da questo paese, costruita in questo paese.
    Ma ci svegliamo?… o, ditemi,
    dove finiremo di questo passo?»

    (Alfio Sironi).
    :giagia:

  5. #5
    Libre Penseur
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    Predefinito Riferimento: Il vero puzzone

    Sottoscrivo col sangue una frase:

    L’impero dell’apparenza!

    Ma non è appannaggio del PDL. E' la politica di oggi ad esserlo.

    Per il buddismo zen, quando ci si trova davanti ad un’alternativa binaria, a possibilità di risposte solo dualistiche, bisogna passare oltre...

 

 

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