



Di certo ci sono stati errori nelle "previsioni" e calcoli di numerosi teorici del comunismo, e non è meno vero che la costruzione della società comunista costituisce un problema che la mente del singolo individuo non puo totalizzare in un sistema astratto.
Con questo però c'è da dire che l'attuale crisi è veramente di natura catastrofica. Se metà della nuova generazione non ha lavoro, prima o dopo si apre la questione della riproduzione stessa della società.
Ma ovviamente su questo problema la propaganda di regime non dice nulla.
Si sente solo che "domani/tra un mese/l'anno prossimo si esce dalla crisi".
Invece no, la disoccupazione aumenta, la bolla immobiliare sta per scoppiare, la crescita rallenta nei BRICS, il prezzo del petrolio destinato ad aumentare sempre, l'instabilità geopolitica, la prossima nuova ondata migratoria, etc.
Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
Pavese












Non c'è la data.
E comunque siamo già passati dall'epoca nella quale il futuro era pensato come un progresso sul presente, all'epoca nella quale il futuro è visto come decadenza e minaccia.
Sicuramente la pace civile che abbiamo conosciuto questi ultimi decenni sarà presto un ricordo. Questa nuova generazione che cresce, che non troverà lavoro, che non avrà pensione, per certo non si accontenterà del consumo narcissistico.
Viva la politica, viva la rivolta, viva il comunismo!
Tutti gli impiegati del mondo hanno immaginato queste cose e le hanno sconfessate e adesso sono gli impiegati.
Pavese



