Il sito cattolico che augurava ai gay di bruciare all’inferno
04/12/2012 - Kreuz.net (Croce.net) diffondeva contenuti così violenti contro gay ed ebrei da aver allertato magistratura e servizi segreti
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di Andrea Mollica
Il sito ultracattolico tedesco che augurava ai gay di bruciare all’inferno e giustificava l’Olocausto degli ebrei non è più online. La chiusura della testata, finita all’attenzione degli inquirenti e dei servizi segreti di Berlino, appare sospetta. Quando sono emersi i legami tra il clero cattolico e il portale dell’odio religioso il sito è stato rimosso dalla rete.
LA CROCE DELL’ODIO - Da alcuni anni il web tedesco discute di un sito ultracattolico, che diffondeva continui messaggi di odio. Il portale si chiama kreuz.net, ovvero croce.net, ed era diventato famoso per le sue tirate omofobe ed antisemite. Anni fa aveva giustificato l’Olocausto, creando enorme scandalo in Germania. Più recentemente il sito era ritornato al centro dell’attenzione per le vomitevoli considerazioni sulla morte di uno showman tedesco gay , Dirk Bach, . Kreuz.net aveva pubblicato alcuni commenti nel quale si augurava a Bach di bruciare all’inferno, visto che era colpevole di un gravissimo peccato, l’omosessualità. Quest’ultima presa di posizione fece indignare così tanto stampa ed opinione pubblica che partì una raccolta fondi per scoprire chi ci fosse dietro Kreuz.net. L’iniziativa “Stoppkreuz.net” è stata lanciata da David Berger, un teologo cattolico espulso dalla Chiesa perché ha deciso di vivere apertamente la propria relazione gay. Vari parlamentari progressisti, tra i quali il più attivo è stato Volcker Beck, probabilmente il più significativo combattente per i diritti LGBT, hanno appoggiato la caccia agli autori di kreuz.net. Il caso ha interessato anche la magistratura tedesca, che ha aperto un’inchiesta per il reato di incitamento all’odio razziale.
PRIMI INDIZI - Anche i servizi segreti hanno aperto un dossier sul sito ultracattolico, che è stato giudicato anticostituzionale per i contenuti ripetutamente pubblicati. La svolta delle indagini è arrivata quando un prete di Magonza, Hendrick Jolie, ha ammesso di aver contribuito al portale, scrivendo alcuni articoli. Jolie si è dovuto dimettere dall’incarico di portavoce dell’associazione “Netzwerk katholischer Priester”, rete di sacerdoti cattolici, che riunisce 500 prelati tedeschi di posizioni molto conservatrici. In passato si pensava che gli autori di Kreuz.net fossero legati allo scisma lefreviano, ma in realtà le ammissioni di Jolie hanno chiarito che la comunità affiliata a questo sito dell’odio, simile al Pontifex italiano, è parte integrante della Chiesa cattolica tedesca. Il prete di Magonza si è dissociato dai contenuti più gravi pubblicati da Kreuz.net, e la Diocesi l’ha subito reintegrato senza alcun problema.
SCONTRO TRA I VESCOVI - In passato Kreuz.net era stato più volte condannato da singoli vescovi tedeschi, che avevano rimarcato come non ci fosse nulla di cattolico o cristiano nel continuo odio propagandato dal sito. La presa di distanza era però stata giudicata piuttosto timida dalla comunità LGBT, che aveva rimarcato gli evidenti legami tra clero e sito dell’odio. Connessioni evidenziate dai contenuti pubblicati su Kreuz.net. Un articolo di Süddeutsche Zeitung, testata spesso definita come pederasta dai simpaticoni ultracattolici, rimarcava come sul portale comparissero documenti a conoscenza del clero, anche delle sfere più alte. Secondo Sz anche alcune conferenze stampa tenute in Vaticano e di cui nessuno era a conoscenza in Germania venivano riprese su Kreuz.net. Il sito poi era stato l’autore di uno degli scoop che più ha imbarazzato la Chiesa tedesca in questi anni, ovvero il caso Weltbild. Kreuz.net rilanciò più volte articoli che mostravano come la casa editrice dei vescovi tedeschi, Weltbild appunto, vendesse molti contenuti a carattere erotico.
CHIUSURA SOSPETTA - Dopo alcune settimane di tempesta mediatica arriva ora la chiusura del sito. Da ormai alcuni giorni Kreuz.net non è più raggiungibile. Gli autori hanno così deciso di nascondersi ancora una volta, dopo aver insultato per anni cattolici progressisti, omosessuali, ebrei e protestanti sempre dietro copertura dell’anonimato. Il vescovo di Coira, diocesi dove c’era stato il caso di un altro prete autore di questo sito dell’odio, si era detto pronto ad appoggiare l’iniziativa volta a chiudere Kreuz.net. Oltre all’inchiesta della magistratura, che andrà avanti nei prossimi mesi, più di un quotidiano tedesco però si pone il problema del comportamento della Chiesa cattolica. Le connessioni tra il sito e la Curia sono evidenti, e finora non c’è stata nessun’inchiesta interna per scoprire chi siano i sacerdoti che tradiscono in modo palese il messaggio d’amore cristiano. Kreuz.net rimarrà offline probabilmente anche in futuro, ma i suoi continui insulti – anche il Cardinal Martini non fu risparmiato dalle offese, per quanto minime visto cosa si scriveva sui gay – rimarranno una macchia profonda sulle gerarchie ecclesiastiche tedesche. La Chiesa da dove proviene Benedetto XVI, il Papa.
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