Quando sento questa parola metto la mano alla pistola.Originariamente Scritto da Enea


Quando sento questa parola metto la mano alla pistola.Originariamente Scritto da Enea




Beh non confondere il termine usato dai capitalisti con quello inteso da me e ripreso dall'ideologia NazionalSocialista.
La difesa del popolo non potrà che essere effettuata contro il giungere del turbocapitalismo, e per raggiungere tale scopo bisogna salvaguardare il rilievo del popolo sia nelle funzioni economiche che sociali.
Io mi definisco l'unico vero Socialista presente oggi in Italia o forse sarebbe meglio dire Nazional Socialista.
Del resto le riforme di Hitler sono state ben più che Socialiste:
- le prime ferie del mondo di una settimana (di due per gli under25)
- prestiti a interessi 0% delle banche
- diritto alla casa a tutte le giovani coppie
- finanziamento per l'automobile
.


Al riguardo, intendo qui segnalare schematicamente alcuni punti (tra loro strutturalmente collegati) meritevoli di sviluppo, partendo dall’ovvia premessa di rigetto totale di ogni nostalgismo incapacitante.
1) Critica radicale del modello multirazziale in tutte le sue versioni (compresa, quindi, quella multiculturalista) a favore di modelli identitari. Al riguardo va notato che le critiche all’americanizzazione non possono prescindere dal rifiuto del modello sociale multirazziale tipico degli Usa, pena il loro rimanere equivoche e, per così dire, ferme in mezzo al guado.
2) Continuo approfondimento delle tematiche differenzialiste e comunitariste.
3) Analisi del modello federalistico, sia verso il basso (etnofederalismo/federalismo localistico) sia verso l’alto (creazione di un "grande spazio" europeo rispettoso delle differenze infracontinentali e radicalmente alternativo all’odierna Europa tecnocratica, intollerante, "giacobina", accentratrice e di impianto universalistico). Insomma, il federalismo etno-linguistico di Guy Héraud. È auspicabile, quindi, una Europa che sappia valorizzare le differenze che la compongono e inserirle nel suo "grande spazio". Una Europa politicamente sovrana, retta da un principio spirituale e non governata da logiche meramente economiche. Una Europa, infine, sottratta alla asfissiante tutela americana.
4) Continua riflessione sugli aspetti economici della globalizzazione.
5) Analisi dell’attuale scenario delle relazioni internazionali. Qui l’analisi va articolata con attenzione vista la fase costituente in cui si trova la politica internazionale. Dopo il 1989, infatti, si è assistito ad un profondo cambiamento dell’arena internazionale che è oggi in continua trasformazione e ridefinizione. Non a caso Danilo Zolo aveva già individuato nella guerra contro l’Iraq del 1991 il primo esempio di "guerra cosmopolitica". E la stessa guerra del Kosovo-Metohija è stata una vera e propria "guerra costituente". Dopo i fatti dell’11 settembre lo scenario ha subito ulteriori cambiamenti (lotta globale al terrorismo, "guerra asimmetrica", ipotesi di "scontri di civiltà", ecc.). Ed oggi si assiste ad una accelerazione dell’interventismo globale americano in vista di un progetto tendente a fare anche del XXI secolo un "secolo americano". In tutto ciò l’Europa si è supinamente adeguata ai voleri Usa (Kosovo-Metohija) e, pur con qualche (timido) dissenso sulla ventilata aggressione all’Iraq, si è dimostrata incapace di perseguire una politica autonoma. Certo è che lo scenario è in costante mutamento, il che richiede un sovrappiù di attenzione analitica (corollario scontato: vanno definitivamente abbandonate le comode e ipersemplificanti scorciatoie "cospirazioniste". Senza contare che le varie teorie del complotto comportano una visione deterministica della storia che va rifiutata en bloc).
(Tratto e in parte modificato da "Nuovi Inizi" di Giovanni Damiano - "L'Uomo Libero).


Beh le riforme sociali nella Germania Nazionalsocialista le leggo sotto quest'ottica:
"Così quest'ultimo elemento, con le dovute trasposizioni, ci fa ricordare il tipo di comunità che fu più caratteristica per le antiche razze arie e poi per lo stesso uomo ario-romano. Tale forma di comunità, malgrado quel che è stato supposto da taluno, fu assolutamente aliena da qualsiasi "socialismo". Come suo elemento non aveva né un ente collettivistico, né l'atomo dell'individualismo, bensì la personalità. Rapporti di uomini ad uomini, cementati dalla fiducia, dalla lealtà e dalla verità, presso al presupposto di una uguale dignità di razza. Subordinazioni, che non umiliavano, per la precisa visione dell'insieme e della funzione che in esso corrispondeva a ciascuno."
(in 'La Difesa della Razza')
Insomma, un ritorno alla Comunità - e quindi alla famiglia, alla città, al campo e alla fabbrica - come base. Tenendo presente che queste battaglie sociali erano quasi immuni da ogni retorica di tipo socialista.


Il pezzo che hai citato è esatto, ma non mi sento di escludere la presenza di socialismo nel Nazismo basta leggerti il programma del NSDAP.
Di certo manca il socialismo visto come egualizzatore totale.
Ma il socialismo visto come difesa della famiglia e del popolo e portante una sempre più sentita egualità di possibilità in una comunità ben definita.
Del resto del Nazionalismo senza Socialismo sarebbe una pura vendità al Capitalismo e all'impero della Macroeconomia.
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OT:
Appunto; allora chiamiamolo in un altro modo.Originariamente Scritto da Enea
hefico:
Oggi sembra che il dominio dello Stato sull'Economia, stia per tornare in auge (e quindi il controllo del Capitalismo etc) insieme alla difesa etnica in un ottica europea. Eppure mi sembra improprio classificarlo come "nazional-socialismo".Originariamente Scritto da Enea


Sicuramente ci accomuna l'odio viscerale,atavico e sopratutto reciproco.
Finchè morte non ci separi. :sofico:


Midagard complimenti, ottimi interventi
Mai socialisti, sempre fascisti e reazionari![]()
Ultima modifica di Giò; 26-07-09 alle 00:10

