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I fascisti si mettano in testa, una volta per tutte, che il fascismo era una variante (ma mica tanto) in senso italianista, imperialista e maschilista del comunismo. Non era l'opposto del comunismo, ma una sua leggera variante, una sua purulenta estremizzazione, una sua parsimoniosa manifestazione.
Comunismo e fascismo hanno poco di diverso, entrambe sono malattie socialiste e religioni stataliste del 1900.
Ultima modifica di John Orr; 17-12-12 alle 09:22
Tu ne cede malis, sed contra audentior ito, quam tua te Fortuna sinet.


cito da pagina 7
Qual'è la risposta della dottrina classica? Possiamo dirlo altrettanto sinteticamente, riferendoci in modo principale alla sistemazione di Vilfredo Pareto, modello di concezione potentemente sintetica e ispirata al più fine spirito matematico, sì da meritare l'ammirazione e da dover esser considerata come punto fermo di riferimento anche da chi non ne condivida le conclusioninon ho capitoComunque lo stupirebbe oggi apprendere che la stessa loro economia è adottata proprio dai socialisti di destra e sinistra come dismostrazione che la pianificazione puo' funzionare.
tu hai letto tutti e 100 e passa articoli e libri di De Finetti per dire che non ci sono citazioni né di Menger né di von Mises?Peccato non abbia letto Menger e Mises
ma anche se non ci fosse nessuna citazione, questo non vorrebbe comunque dire nulla: potrebbe aver letto qualche loro opera e poi aver pensato che non contengono niente di particolarmente interessante...
Ultima modifica di k21; 18-12-12 alle 19:28


a parte che la gran bretagna liberale, la francia socialista, la russia comunista e gli stati uniti democratici sono stati tutti molto più imperialisti dell'italia fascista, a parte che il fascismo, a differenza di comunismo/democrazia/liberismo/illuminismo/socialismo non aveva pretese di universalità, ma voleva essere semplicemente una risposta per l'italia, e sorvolando sul maschilismo (preferisco evitare di rischiare di essere offensivo), per quanto riguarda il comunismo cito il solito articolo di De Finetti (a pagina 15)
E potrebbe probabilmente riuscire molto istruttivo studiare l'evoluzione delle idee giuridico-morali concernenti la vita e l'attività economica in relazione alle mutevoli necessità che vi si sviluppano e manifestano. Ma è necessario, e per un duplice ordine di motivi, che lo studio precorra e prepari tale evoluzione, perché non sempre le radici dei mali sono evidenti o facilmente individuabili, e perché la resistenza di interessi precostituiti e la cristallizzazione delle idee e norme giuridico-morali costituiscono un grave ostacolo al progresso. Basti pensare quanti sono ostili al comunismo per un'aprioristica affermazione del "diritto" di proprietà o per l'egoistico attaccamento alle loro ricchezze: un giudizio basato su motivi simili non ha evidentemente che un valore negativo, sia giusta o sia sbagliata la conclusione cui conduce.
Lo studio e il confronto fra diversi sistemi economici e l'esame della possibilità di lasciar praticare in libertà certi tipi di operazioni, deve dunque, al contrario, esser fatto con criteri strettamente scientifici e con animo perfettamente spregiudicato.
Ultima modifica di k21; 18-12-12 alle 19:56