





Non conosco talmente bene le opere di Vaj da poterne valutare la genealogia.
Ma in ogni caso non é una gara di originalità.
Però di Negri mi interessano le implicazioni più totalizzanti dall'economia alla sociologia.
Paradossalmente molto poco ideologiche.
Negri non cerca il marxismo possibile.
Vaj forse ha cercato pregiudizialmente (in senso etimologico) ove potesse perpetuarsi il nazismo.
Meditando sulla sua possibile sopravvivenza e perpetuazione.
Negri non crede che ci sia qualcosa di un colore determinato da perpetuare.
La sua analisi, al di lá del pedaggio barocco da pagare agli aficionados in termini mitopoietici, rileva protojungerianamente le strutture e le giunture anatomiche e fisiologiche della forza possibile.
Ultima modifica di amerigodumini; 19-12-12 alle 22:09
Stamattina ho comprato un maglione Monte Napoleone. Nel cartellino del prodotto trovo scritto:
"Il blu è il colore del cielo e del mare.
Simbolizza l'infinito,
il divino, lo spirituale.
Invita al sogno e all'evasione spirituale.
Per estensione evoca la pace,
la calma la voluttà.
Associato al freddo, il blu è il simbolo
della freschezza e della purezza.
Nella pittura occidentale
è solamente il blu del lapislazzuli,
più costoso dell'oro
ed utilizzato con parsimonia,
ad essere degno di rappresentare
il mantello della Vergine.
Nel Medioevo, in francia, il blu
diventa il colore regale e aristocratico."
Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)




vedevo che la famigerata moltitudine in inglese è spesso resa con il termine "swarm", che mi ricorda gli zerg di Starcraft (in Warcraft c'era invece l'orda degli orchi e anche questo dell'orda è un bellissimo termine, forse il migliore in italiano)
Ultima modifica di Troll; 20-12-12 alle 10:03





