









quello che dicevano a REPORT tempo fa
Primavera 2011. La Deutsche
Bank possiede una grande quantità di titoli del debito italiano e comincia a
sbarazzarsene. Più di 8 miliardi di euro.
Dove voleva andare a parare la Deutsche Bank con questa vendita massiccia?
ANDREA FUMAGALLI – DOCENTE ECONOMIA POLITICA UNIVERSITA’ PAVIA
Da un lato, alcuni dicono che è stato fatto per consentire un aumento dello spread, del
differenziale dei rendimenti, fra titoli di Stato italiani e titoli di Stato tedeschi. È da 15
anni a questa parte che queste grosse società multinazionali della finanza sono in
grado di condizionare le politiche monetarie delle banche centrali.
MICHELE BUONO
Berlino.
Temeva che l’Italia stesse fallendo?
SAHRA WAGENKNECHT – DEPUTATA E PORTAVOCE ECONOMICO DIE LINKE
Nient’affatto, è stata una strategia speculativa.
Le banche d'investimento – tra l’altro – scommettono anche sul fallimento di uno
Stato.
La Deutsche Bank è un player importante in questo gioco con cui si decide se un
Paese ce la fa o meno a sostenere il suo debito.
E io penso che questa sia una situazione pazzesca, che interi Paesi dipendano dal
pollice dritto o verso di qualche banca d'investimento o di un'agenzia di rating.
MICHELE BUONO
… andiamo avanti, vediamo l’effetto pratico…
ANDREA FUMAGALLI – DOCENTE ECONOMIA POLITICA UNIVERSITA’ PAVIA
Apparentemente questo discorso dice: la Deutsche Bank ha anticipato e ha venduto i
titoli italiani quando questi valevano ancora cento. In seguito alla sua vendita, dopo
che ha incassato la liquidità pari di otto miliardi di titoli, i titoli da cento hanno iniziato
a perdere valore a 95, 90 e 85. Quindi, a un certo punto le altre banche che non son
state le prime a partire con una attività speculativa di questo tipo, si trovano in
difficoltà perché si trovano ad avere un patrimonio, un portafoglio titoli, per quanto
riguarda i titoli italiani, di minor valore e allora si sentono in sofferenza e allora
chiedono un intervento di supporto, o chiedono che lo Stato interessato, in questo
caso l’Italia, prenda dei provvedimenti tali che riducendo il debito, aumenti di nuovo il
valore dei titoli. Ma questo è soltanto la parte che viene comunemente detta, dalla
quale appare che le banche siano le prime vittime venendo a calare il valore dei titoli
che loro posseggono. Queste grandi società finanziarie, nel momento stesso in cui si
liberano dei titoli di stato innescando un meccanismo di speculazione al ribasso, con la
liquidità guadagnata alla vendita, cosa fanno: acquistano i prodotti derivati che
assicurano il rischio di default su quegli stessi titoli di stato che loro hanno contribuito
a far perdere di valore.
MICHELE BUONO
A questo punto aumenta la percezione di rischio-Paese e aumenta pure il valore
dell’assicurazione sul fallimento di un Paese, un derivato: il CDS, Credit Default Swap.
Adesso nell’affare sta anche chi opera sul mercato dei CDS.
ANDREA FUMAGALLI – DOCENTE ECONOMIA POLITICA UNIVERSITA’ PAVIA
5 banche controllano il 95 % del mercato dei CDS.
MICHELE BUONO
E i CDS sono assicurazioni che si possono comprare anche se non si possiedono i titoli
di debito.
ERIC TOUSSAINT – ECONOMISTA CADTM - LIEGI
Le banche giocano su molti tavoli, ma attenzione al paragone con un premio di
assicurazione. Faccio un esempio: lei fa un’assicurazione sul rischio incendio di casa
sua e paga un premio. Si tratta di casa sua. Con i Credit Default Swaps funziona così:
lei può comprare un’assicurazione sull’incendio della casa del suo vicino. Paga 500
euro l’anno ma quella casa ne vale per esempio 400.000. A questo punto lei ha tutto
l’interesse che la casa del suo vicino prenda fuoco per incassare 400.000 euro.
Succede la stessa cosa con i banchieri o altri investitori istituzionali. Comprano CDS
sul rischio fallimento Italia senza possedere i titoli italiani. E’ chiaro che hanno tutto
l’interesse che l’Italia sia in difficoltà per fare buoni profitti. E’ un sistema viziato,
sono comportamenti che destabilizzano completamente le economie.


Il patrimonio privato degli italiani è 9 volte superiore il debito. La sua solvibilità è fuori discussione, senza considerare riserve auree, patrimonio pubblico immobiliare e azionario etc. Prova ne è che i titoli italiani vengono battuti all'asta senza difficoltà. Applicando il rasoio di Occam, credo che la risposta sia da rintracciare nel fatto che la Germania ha potuto ristrutturare il proprio debito, con un rendimento negativo rispetto all'inflazione. Quanto alla Deutsche Bank, veniva da una seria batosta di circa 18 miliardi di euro presa non con i titoli greci ma con i titoli tossici americani, quindi... Mors tua Vita mea. Qui la politica c'entra poco: una classe politica europea senza volpe sotto l'ascella avrebbe colto l'opportunità della crisi greca per un'esibizione muscolare e per istituire nuove regole e nuovi centri di controllo sulla spesa pubblica dei paesi membri. Invece si è scelto di speculare sulla crisi greca per trarne vantaggio immediato e far pagare agli altri popoli europei il conto delle proprie mosse azzardate.


Quando , nel novembre 2011 MOnti venne incaricato da Napolitano , disse che non c'erano problemi per il programma , dato che ci stava lavorando da mesi.......
Domanda : perchè ci stava lavorando ?
Risposta ovvia , perchè era stato contattato già mesi prima per questa cosa....
Da chi ?
Forse da chi , in questi giorni , lo ha messo in riga ,dentro la nuova DC.....
Ma le minestre riscaldate sono indigeste e disgustose.....


Non mi risulta che il patrimonio sia 9 volte il debito.
Io ho sentito di 7 - 8 milioni di miliardi , rispetto a 2 di debito , quindi 4 volte.
Ma di quei 7 - 8 milioni , 4 o 5 sono costituite da case e terreni , cioè beni che non possono essere liquidati in massa, per cui alla fine , sì circolano queste voci che l'italia sarebbe un paese più a ricco e a posto degli altrri , ma sono parole incoscienti e false, e le sorprese , brutte , sono dietro l'angolo.......



