infame ha scritto:
e il bello è che sento gente che dice che la legge Mancino va tolta di mezzo!
Un vecchio detto popolare afferma piuttosto sibillinamente che quanto più ti sforzi a vietare tanto più la reazione sarà, secondo le leggi Newtoniane classiche, sì di opposto verso ma molto spesso maggiorata. Chi di voi non ha guardato un film di Dario Argento da piccino pur avendo ricevuto da mamma e papà il monito insindacabile di non farlo? Io l'ho fatto, e mi ricordo ancora di quella notte a vedere Profondo Rosso...camminare in piazza CLN a Torino non fu mai più la stessa cosa.
Ora, e qui bisogna andare avanti con molle da tir perchè la questione è delicata, un conto è tutelare il rispetto e tolleranza (che già vietare qualcosa per spirito di tolleranza suona alquanto contradditorio, almeno sillogisticamente parlando), specie delle e per le classi più deboli. Un altro conto invece è, come afferma una regola NON scritta che la storia la scrivano i vincitori, negare il diritto di espressione di qualcuno soltanto perchè ci disturba ascoltare quanto affermi.
Tu mi dirai "ma di che diritto di espressione stai cianciando qui, non vedi che queste persone hanno commesso un crimine?" ed io ribatterei "certo, non lo metto in dubbio che le cose stiano proprio così, ma spesso si tende a generalizzare laddove non si dovrebbe, partendo da assunti per quanto veritieri ed assodati nel chiaramente e verissimamente vero".
Dove si starebbe generalizzando? Senza attirare la moltitudine di complottisti, sempre dietro l'angolo con fare attento e pronto a captare ogni minimo segnale di fumo propizio, intendo qui dire che un "orpello culturale" è cosa ed affare temporaneo, storicamente parlando. Ci sono stagioni in cui
il tal quale orpello va di moda, altre volte di meno; altre addirittura è considerato un ostacolo alla democrazia popolare e quindi cassato, bandito e perseguitato. Io, che son quel che sono, mi ricordo sempre di cosa avvenne ai tempi dell'Inquisizione spagnola ed italiana, ed inglese e bigotta, e vittoriana e luterana. Tutto era un pretesto per bollare tizio o caio di eresia, e via di
Legge Mancino d'essai.
Personalmente tutto ciò che vieta qualcosa lo trovo piuttosto pernicioso. Non è vietare che rende qualcosa
più migliore assai di qualcosa d'altro, ma la nostra unica e reale WMD è la dialettica con cui tal qualcosa lo/la rendi carico/a di contraddizioni, unica forma di Russelliana memoria che funzioni nel mondo relativista, e relativicentrico se proprio vogliamo abusare dei neologismi.
E chi ti asscira poi che un giorno non sarai tu, proprio tu, in mezzo alla mischia dei "reietti da controllare e quando occorre limitare nel modo di vivere?".
Detto e predetto ciò, il fascismo, il razzismo, il negazionismo e tutti quegli -ismi che hanno poco a che fare con il genere umano e molto con la barbarie psicosomatica della
bestia infernale in cerca di una via d'uscita sono, appunto, estrem-ismi da controllare intellettualmente, da limitare democraticamente ma soprattutto da sanare civilmente e culturalmente, per chi crede, Hegelianamente parlando, che la politica (quindi
cultura tout court se ragioniamo Gramscianamente) abbia uno scopo educativo ultimo.
Io ci credo poco in questo modo di procedere poichè ad atteggiarsi a maestri son capaci tutti quando si sta seduti sul predellino, scranno e piedistallo. Molto più difficile farlo quando si è seduti al banco, da bravo scolaro, tentando disperatamente di imparare qualcosa di utile. Ci credo poco, non perchè l'idea di fondo sia fallace, ma perchè è il soggetto/complemento di termine, cioè io, te tutti gli altri 100 mila, che lo siamo, e pure tantissimamente tanto. Che Pretolini mi scusi se ho abusato.