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  1. #51
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    Predefinito Re:Cosa voleva dire D'Alema?

    Davide Policastro ha scritto:
    Grillo s'è messo a fare l'eversore. Pari pari all'oggetto dei suoi strali.

    In altre parole, l'ha fatta fuori dal vaso.

    'ste cose si possono sentir dire per battuta in chiacchiere da bar. Stop.
    da quando ha anticipato di anni la questione Parmalat e da quando ha avvisato in tempi non sospetti del crollo delle banche vedo sempre Grillo con un occhio attento non fosse altro per questioni statistiche.
    Red 5

  2. #52
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    Predefinito Re:Cosa voleva dire D'Alema?

    Grillo spara tante altre minchiate comunque...basti pensare all'auto elettrica o ad aria poi sonoramente smentita da tutte le testate automobilistiche.
    A furia di spararle grosse prima o poi qualcosa ci azzecchi...

  3. #53
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    Predefinito Re:Cosa voleva dire D'Alema?

    Appalti nel settore della sanità concessi in cambio di mazzette. Sarebbe questa l’inchiesta che agita e rafforza l’idea del «complotto» nell’entourage del presidente del Consiglio. Nel corso dell’indagine sarebbero state infatti intercettate conversazioni che riguardano alcune feste organizzate a palazzo Grazioli e a Villa Certosa. E i personaggi coinvolti avrebbero fatto cenno al versamento di soldi alle ragazze invitate a partecipare a queste occasioni mondane. Gli accertamenti su questo fronte sono appena all’inizio, ma le voci corrono velocemente.

    Dunque non si esclude che possa essere proprio questa la «scossa al gover­no» della quale ha parlato domenica scorsa Massimo D’Alema per invitare l’op­posizione «a tenersi pron­ta». Del resto due giorni fa era stato lo stesso ministro per i Rapporti con le Regio­ni, Raffaele Fitto, pugliese doc, a chiedere con una di­chiarazione pubblica a qua­li informazioni avesse avu­to accesso D’Alema, paven­tando così il sospetto che si riferisse proprio ad un’in­dagine condotta a Bari. Gli accertamenti sono stati avviati qualche mese fa e riguardano l’attività di un’azienda, la Tecnohospi­tal che si occupa - come è ben evidenziato anche nel suo sito internet - di «tec­nologie ospedaliere». A gui­darla sono due fratelli, Giampaolo e Claudio Taran­tini, che qui in città sono molto conosciuti. Impren­ditori che nel giro di pochi anni hanno fatto crescere la propria azienda fino ad ottenere numerose com­messe.

    Ed è proprio su que­sto che gli ufficiali della Guardia di Finanza hanno cominciato a svolgere veri­fiche. L’obiettivo è quello di stabilire se la ditta sia sta­ta favorita negli appalti, da qui l’ipotesi investigativa di corruzione. Giampaolo è noto anche a Porto Rotondo, dove tra­scorre le estati in una splen­dida dimora che si trova non troppo distante da Vil­la Certosa. Con Silvio Berlu­sconi avrebbe avuto rap­porti nel corso degli anni. E sarebbe proprio lui ad avere parlato, durante alcu­ni colloqui telefonici, delle feste alle quali era stato in­vitato dal premier. In particolare sarebbero stati captati diversi contat­ti con ragazze che veniva­no invitate a recarsi nelle residenze di Berlusconi per partecipare a questi eventi.

    A suscitare l’interesse dei magistrati è stato il riferi­mento al versamento di sol­di alle donne che accettava­no di partecipare. Bisogna infatti verificare se si tratti di una millanteria o se inve­ce possano esserci stati epi­sodi di induzione alla pro­stituzione. Gli accertamen­ti su questo aspetto dell’in­chiesta sono appena all’ini­zio. Si parla di alcune ragaz­ze che sarebbero state con­vocate in Procura come per­sone informate sui fatti, ma nulla si sa sull’esito di questi interrogatori. Si tratta comunque di una inchiesta destinata a far rumore e infatti dopo la sortita di Massimo D’Ale­ma si sono rincorse voci e indiscrezioni sulla possibi­lità che l’indagine potesse avere sviluppi immediati. Un’inchiesta che però ali­menta i sospetti denunciati dal Cavaliere in questi gior­ni di tentativi giudiziari di indebolirlo.

    http://www.corriere.it/politica/09_g...4f02aabc.shtml

    Per me trattasi di abbaglio del CS. Magari sbaglio eh!!!
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    Vaclav Havel

  4. #54
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    Predefinito Re:Cosa voleva dire D'Alema?

    Patrizia D’Addario è candidata nelle li­ste di «La Puglia prima di tutto», schieramento inse­rito nel Popolo della Libertà alle ultime elezioni co­munali a Bari. Ha partecipato alle prime settimane di campagna elettorale al fianco del ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto e degli altri politici in corsa per il Pdl. Ma adesso ha deciso di rinunciare perché vuole raccontare un’altra verità. La D’Addario ha cercato il Corriere e registriamo, con la massima cautela e il beneficio d’inventario, la sua versione, trattandosi di una candidata alle am­ministrative.

    «Mi hanno messo in lista — afferma — perché ho partecipato a due feste a palazzo Grazioli. Ho le prove di quello che dico e voglio raccontare che co­sa è successo prima che decidessi di tirarmi indie­tro. Il mio nome è ancora lì, ma io non ci sono più».

    Cominciamo dall’inizio. Quando sarebbe anda­ta a palazzo Grazioli?
    «La prima volta è stato a metà dello scorso otto­bre ».

    Chi l’ha invitata?
    «Un mio amico di Bari mi ha detto che voleva far­mi parlare con una persona che conosceva, per par­tecipare a una cena che si sarebbe svolta a Roma. Io gli ho spiegato che per muovermi avrebbero dovu­to pagarmi e ci siamo accordati per 2.000 euro. Allo­ra mi ha presentato un certo Giampaolo».

    Qual era la proposta?
    «Avrei dovuto prendere un aereo per Roma e lì mi avrebbe aspettato un autista. Mi dissero subito che si trattava di una festa organizzata da Silvio Ber­lusconi ».

    E lei non ha pensato a uno scherzo?
    «Il mio amico è una persona di cui mi fido cieca­mente. Ho capito che era vero quando mi hanno consegnato il biglietto dell’aereo».

    Quindi è partita?
    «Sì. Sono arrivata a Roma e sono andata in taxi in un albergo di via Margutta, come concordato. Un au­tista è venuto a prendermi e mi ha portato all’Hotel de Russie da Giampaolo. Con lui e altre due ragazze siamo entrati a palazzo Grazioli in una macchina con i vetri oscurati. Mi avevano detto che il mio no­me era Alessia».

    E poi?
    «Siamo state portate in un grande salone e lì ab­biamo trovato altre ragazze. Saranno state una venti­na. Come antipasto c’erano pezzi di pizza e champa­gne. Dopo poco è arrivato Silvio Berlusconi».

    Lei lo aveva mai incontrato prima?
    «No, mai. Ha salutato tutte e poi si è fermato a parlare con me. Ho capito di averlo colpito perché mi ha chiesto che lavoro facessi e io gli ho parlato subito di un residence che voglio costruire su un terreno della mia famiglia. Ci ha mostrato i video del suo incontro con Bush, le foto delle sue ville, ha cantato e raccontato barzellette.

    Lei è tornata subito a Bari?
    «Era notte, quindi sono andata in albergo e Giam­paolo mi ha detto che mi avrebbe dato soltanto mil­le euro perché non ero rimasta».

    C’è qualcuno che può confermare questa sto­ria?
    «Io ho le prove».

    Che vuole dire?
    «Che quella non è stata l’unica volta. Sono torna­ta a palazzo Grazioli dopo un paio di settimane, esat­tamente la sera dell’elezione di Barack Obama».

    Vuol dire che la notte delle presidenziali degli Stati Uniti lei era con Berlusconi?
    «Sì. Nessuno potrà smentirmi. Ci sono i biglietti aerei. Anche quella volta sono stata in un albergo, il Valadier. Con me c’erano altre due ragazze. Una la conoscevo bene. È stato sempre Giampaolo a orga­nizzare tutto».

    E che cosa è accaduto?
    «Con l’autista ci ha portato nella residenza del presidente, ma quella sera non c’erano altre ospiti. Abbiamo trovato un buffet di dolci e il solito piani­sta. Quando mi ha visto, Berlusconi si è ricordato subito del progetto edilizio che volevo realizzare. Poi mi ha chiesto di rimanere».

    Si rende conto che lei sostiene di aver trascor­so una notte a palazzo Grazioli?
    «Ho le registrazioni dei due incontri».

    E come fa a dimostrare che siano reali?
    «Si sente la sua voce e poi c’erano molti testimo­ni, persone che non potranno negare di avermi vi­sta ».

    Scusi, ma lei va agli incontri con il registrato­re?
    «In passato ho avuto problemi seri con un uomo e da allora quando vado a incontri importanti lo por­to sempre con me».

    E lei vuol far credere che non è stata controlla­ta prima di entrare nella residenza romana del premier?
    «È così, forse sono stata abile. Ma posso assicura­re che è così».

    E può anche provarlo?
    «Berlusconi mi ha telefonato la sera stessa, appe­na sono arrivata a Bari. E qualche giorno dopo Giam­paolo mi ha invitata a tornare. Ma io ho rifiutato».

    A noi la sua versione sembra poco credibile...
    «Lo dicono i fatti. Berlusconi mi aveva promesso che avrebbe mandato due persone di sua fiducia a Bari per sbloccare la mia pratica. Non ha mantenuto i patti ed è da quel momento che non sono più volu­ta andare a Roma, nonostante i ripetuti inviti da par­te di Giampaolo. Loro sapevano che avevo le prove dei miei due precedenti viaggi».

    E non si rende conto che questo è un ricatto?
    «Lei dice? Io posso dire che qualche giorno dopo Giampaolo ha voluto il mio curriculum perché mi disse che volevano candidarmi alle Europee».

    Però lei non era in quella lista?
    «Quando sono cominciate le polemiche sulle veli­ne, il segretario di Giampaolo mi ha chiamata per dirmi che non era più possibile».

    Quindi la candidatura alle Comunali è stata un ripiego?
    «A fine marzo mi ha cercato Tato Greco, il nipote di Matarrese che conosco da tanto tempo. Mi ha chiesto un incontro e mi ha proposto la lista 'La Pu­glia prima di tutto' di cui era capolista lo zio. Io ho accettato subito, ma pochi giorni dopo ho capito che forse avevo commesso un errore».

    Perché?
    «La mia casa è stata completamente svaligiata. Mi hanno portato via cd, computer, vestiti, bianche­ria intima. È stato un furto molto strano».

    Addirittura? Ma ha presentato denuncia?
    «Certamente. Ma ho continuato la campagna elet­torale. È andato tutto bene fino al giorno in cui Ber­lusconi è arrivato a Bari per la presentazione dei can­didati del Pdl. Io lo aspettavo all’ingresso dell’Hotel Palace. Lui mi ha guardata, mi ha stretto la mano ed è entrato nella sala piena. Io ero in lista, quindi l’ho seguito. Ma all’ingresso della sala sono stata blocca­ta dagli uomini della sicurezza e del partito che mi hanno impedito di partecipare all’evento».

    È il motivo che adesso la spinge a raccontare questa storia?
    «No, avrei potuto continuare a fare campagna elettorale e trattare con loro nell’ombra. La racconto perché ho capito che mi hanno ingannata. Avevo chiesto soltanto un aiuto per un progetto al quale tengo molto e invece mi hanno usata».

    http://www.corriere.it/politica/09_g...4f02aabc.shtml

    Uhm...
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  5. #55
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    Predefinito Re:Cosa voleva dire D'Alema?

    Emanuelx ha scritto:
    A suscitare l’interesse dei magistrati è stato il riferi­mento al versamento di sol­di alle donne che accettava­no di partecipare. Bisogna infatti verificare se si tratti di una millanteria o se inve­ce possano esserci stati epi­sodi di induzione alla pro­stituzione. Gli accertamen­ti su questo aspetto dell’in­chiesta sono appena all’ini­zio. Si parla di alcune ragaz­ze che sarebbero state con­vocate in Procura come per­sone informate sui fatti, ma nulla si sa sull’esito di questi interrogatori. Si tratta comunque di una inchiesta destinata a far rumore e infatti dopo la sortita di Massimo D’Ale­ma si sono rincorse voci e indiscrezioni sulla possibi­lità che l’indagine potesse avere sviluppi immediati. Un’inchiesta che però ali­menta i sospetti denunciati dal Cavaliere in questi gior­ni di tentativi giudiziari di indebolirlo.

    http://www.corriere.it/politica/09_g...4f02aabc.shtml
    Come al solito, il problema non è lui che c'ha dei comportamenti, ehm... equivoci, ma è chi indaga su quei comportamenti ad essere il problema.

    Giustizia ad orologeria sobillata dai comunisti.
    Ma per favore.

    P.S.: a voler essere cervellotici, le dichiarazioni di D'Alema potrebbero essere state fatte ad hoc per far da sponda al PdC e permettergli di ribadire il suo carissimo teorema. Sarebbe, se non altro, degno di lui (D'Alema) e della sua plurimamente dimostrata incapacità politica (a pensar bene) o connivenza strumentale (aka inciucismo galoppante) con, per dirla alla maniera di Veltroni, il capo dello schieramento a lui avverso (a voler pensar male).
    In hoc Silvio vinces.

  6. #56
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    Predefinito Re:Cosa voleva dire D'Alema?

    mi sa di polpetta rancida ed avvelenata questa .
    cortine fumogene (e modestamente in Italia possiamo dirci campioni del mondo) per introdurre elementi sospetti per depistare da qualcosa di magari più concreto.
    Red 5

  7. #57
    Maestrina Lisergica
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    Predefinito Re:Cosa voleva dire D'Alema?

    red5goahead ha scritto:
    mi sa di polpetta rancida ed avvelenata questa .
    cortine fumogene (e modestamente in Italia possiamo dirci campioni del mondo) per introdurre elementi sospetti per depistare da qualcosa di magari più concreto.
    Resta che comunque sono comparsi diffusissimi articoli un po' ovunque sul fatto che alle ninfette di cui l'anziano PdC ama circondarsi veniva affidata una guardia del corpo deputata ad accompagnare le giovani signorine a fare shopping per qualche migliaio di euro.
    Sarà anche, diciamo, mecenatismo, però il signor Berlusconi dovrebbe ricordarsi anche degli incarichi che copre, ogni tanto.
    In hoc Silvio vinces.

  8. #58
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    Predefinito Re:Cosa voleva dire D'Alema?

    ot
    scusate l'ot ma come sempre Gramellini scrive pezzi d'antologia.
    lo voglio al Quirinale... :laugh:

    Gramellini da "La Stampa"

    L'Italia in bermuda

    "Fra i cinque titoli di giornale più belli dell’anno entra di diritto quello che campeggiava ieri sulla prima pagina di Libero: «Obama a Silvio: aiutami». Una battuta di sublime autoironia, ne siamo certi, che fa il verso al vizio assai provinciale di considerare l’Italia l’ombelico del mondo e il nostro premier l’ombelico dell’ombelico. Quale sia il reale peso di entrambi gli ombelichi nello scacchiere mondiale lo ha rivelato Obama durante la conferenza stampa seguita allo storico incontro, protrattosi oltre il previsto perché pare che il Presidente degli Stati Uniti non abbia resistito alla tentazione di rivolgere all’ospite le famose dieci domande di «Repubblica». Nel ringraziare l’Italia per aver accettato, unica con le isole Bermuda, di prendersi sul groppone tre prigionieri di Guantanamo (gira voce che il più vecchio e costoso dei tre verrà ingaggiato dal Toro), Obama ha messo Berlusconi e le Bermuda sullo stesso piano, che è comunque sempre meglio che mettere Berlusconi in bermuda, specie di questi tempi.

    «Libero» ha ragione: Obama ha chiesto l’aiutino. Come quando l’imperatore di Roma riceveva nei ritagli di tempo il vecchio governatore di una piccola provincia lontana (il proconsole di Numidia Piersilvius Gaudens, detto Sbircione l’Africano, che morì «avvelinato» a 555 anni) e gli sbolognava tre gladiatori ormai inservibili. Chissà che titoli divertenti facevano i giornali di Numidia anche allora.":laugh:
    Red 5

  9. #59
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    Predefinito Re:Cosa voleva dire D'Alema?

    Secondo me, la cosa grave non sono i soldi (se pagasse di tasca sua e regalasse ville, gioielli e azioni delle sue aziende, fatti suoi) quanto il mercimonio di cariche pubbliche (dopo essersi ben "attrezzato" con le liste bloccate). Sembra che ad ogni "prestazione" corrisponda una candidatura, una capolistura, un posto da parlamentare lì, un posto da ministro là, un posto nella Rai pubblica pagata con il canone qui... insomma Caligola con il cavallo senatore, al confronto, impallidisce di fronte a tali "splendori".
    Basta con i cialtroni.

  10. #60
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    Predefinito Re:Cosa voleva dire D'Alema?

    "Ancora una volta si riempiono i giornali di spazzatura e di falsita'. Io non mi faro' certo condizionare da queste aggressioni e continuero' a lavorare, come sempre, per il bene del Paese". Lo afferma il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

    http://www.repubblica.it/ultimora/24...taglio/3680810

    Nervoso, il PdCM
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